ROMA – Dalla percezione di insicurezza comune in città piccole e grandi non si direbbe, ma in Italia nei primi sette mesi dell’anno ci sono state meno violenze sessuali, meno rapine, meno furti, meno denunce e meno arresti. Un calo della delittuosità del 9 per cento sullo stesso periodo dell’anno scorso con cui il Viminale apre il rituale dossier di Ferragosto. E dunque, a dispetto delle cronache, città più sicure grazie anche allo strumento delle cosiddette “zone rosse” che al 10 agosto ha visto controllate quasi un milione di persone e l’allontanamento dai centri delle città e dalle aeree della movida di oltre 6.000 persone, due terzi delle quali stranieri.
Dati che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi commenta così: "Ci sono le discussioni e le polemiche, comprensibili. Poi ci sono i fatti e i numeri. È stato un anno importante per la sicurezza sui nostri territori, con risultati molto positivi. Grazie alle zone rosse, alle operazioni ad alto impatto, all'aumento della prese…
ROMA – Dalla percezione di insicurezza comune in città piccole e grandi non si direbbe, ma in Italia nei primi sette mesi dell’anno ci sono state meno violenze sessuali, meno rapine, meno furti, meno denunce e meno arresti. Un calo della delittuosità del 9 per cento sullo stesso periodo dell’anno scorso con cui il Viminale apre il rituale dossier di Ferragosto. E dunque, a dispetto delle cronache, città più sicure grazie anche allo strumento delle cosiddette “zone rosse” che al 10 agosto ha visto controllate quasi un milione di persone e l’allontanamento dai centri delle città e dalle aeree della movida di oltre 6.000 persone, due terzi delle quali stranieri.
Dati che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi commenta così: "Ci sono le discussioni e le polemiche, comprensibili. Poi ci sono i fatti e i numeri. È stato un anno importante per la sicurezza sui nostri territori, con risultati molto positivi. Grazie alle zone rosse, alle operazioni ad alto impatto, all'aumento della presenza di operatori delle forze dell'ordine, l'indice dei reati registra oggi un meno 9 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso”. E aggiunge: “Sul versante dell'antiterrorismo dall'inizio dell'anno abbiamo arrestato 20 estremisti e controllato 150 foreign fighters. E da ottobre 2022, cioè da quando l'Esecutivo è in carica, abbiamo espulso oltre 200 soggetti pericolosi per la sicurezza dello Stato. Risultati resi possibili anche grazie all'impegno di questo governo che ha potenziato gli organici delle forze di polizia".
Unico dato in risalita quello degli omicidi, aumentati del 3,4%: sono stati 184 dall’inizio dell’anno contro i 178 dello stesso periodo del 2024. Ma a condizionare questo dato in controtendenza non sono stati i femminicidi che purtroppo continuano a ritmo elevato ma in linea con l’anno scorso. Semmai, e questo naturalmente è un dato che preoccupa, aumentano quelli commessi da partner o ex partner (+15%) e aumenta anche del 20% il numero delle donne straniere assassinate per violenza di genere. Delitti che si cerca di prevenire con una legislazione, quella del codice rosso, all’avanguardia in Europa ma con strumenti decisamente inadeguati, come purtroppo gli ultimi due casi di donne uccise da uomini che avrebbero dovuto star lontano da loro dimostrano. E così se gli ammonimenti dei questori per episodi di stalking e violenza domestica sono lievitati del 70% (primo passo nell’accendere i riflettori su uomini violenti e pericolosi), resta l’inefficacia tecnica dei braccialetti elettronici. Attualmente — dicono i dati del Viminale — sono oltre 12.000 quelli attivati dall’autorità giudiziaria, la metà dei quali proprio per episodi di stalking ma troppo spesso non funzionano e gli uomini riescono ad avvicinarsi alle loro vittime.
Dal ministero dell’Interno, dopo le polemiche per i ripetuti scontri con le forze dell’ordine durante manifestazioni di piazza di vario genere, arrivano dati “rassicuranti” anche sulla gestione dell’ordine pubblico. Su oltre 7.000 manifestazioni, sia a carattere sindacale, occupazionale o a sostegno della pace, solo 190 hanno presentato criticità con scontri e momenti di tensione, il 20% in meno dell’anno scorso.
C’è poi un corposo capitolo relativo all’immigrazione con dati inediti che il Viminale rende noti a sostegno della strategia del governo. A fronte di una minima ripresa degli sbarchi (+2 %) arriva il numero delle partenze bloccate da Libia e Tunisia grazie agli accordi siglati con l’Italia: ben 236.000 dal 2023 ad oggi, in massima parte dalla Tunisia. In aumento ( + 12%) il numero dei rimpatri di migranti irregolari che nel 2025 sono a quota 3.463. La diminuzione degli arrivi ha provocato naturalmente un calo delle richieste di asilo (— 22%) ma il pugno di ferro del governo si riflette anche sulla forte contrazione dei permessi di soggiorno concessi con un aumento del 58% dei dinieghi e una diminuzione del 5,7 % degli status di rifugiato, mentre sono state assegnate più protezioni sussidiarie rispetto all’anno scorso. Più di 200 gli stranieri, soggetti radicalizzati, estremisti o presunti terroristi, espulsi e rimpatriati per motivi di sicurezza nazionale. Il ministro Piantedosi commenta i dati sull’immigrazione così: “La tragedia avvenuta appena l'altro ieri, proprio per il dolore che suscita, ci sprona a proseguire nell'azione di prevenzione, sin dai territori di partenza, di questi viaggi in mare. È nostro dovere continuare a combattere senza tregua lo spietato affarismo dei trafficanti di esseri umani. Soltanto bloccando completamente le partenze irregolari potremo azzerare i naufragi".