RIMINI – È il discorso che non ti aspetti. L’europeista Mario Draghi, l’uomo del “whatever it takes”, l’estensore del rapporto economico che potrebbe, se adottato, cambiare il volto del Continente, confessa il suo iniziale scetticismo per la moneta unica e la costruzione europea. “Il mio è un europeismo molto pragmatico, molto con i piedi per terra, figuratevi che mi laureai con una tesi che dice…