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Quel monito del presidente Mattarella dopo la parata di Pechino

Vladimir Putin, Xi Jinping, Kim Jong Un e altri leader alla parata di Pechino

 

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Dopo Marsiglia a febbraio e Coimbra a maggio, l’intervento al Forum in difesa dell’Ue e della Nato
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Un pungolo che nasconde una preoccupazione e un’impazienza. Per la terza volta in pochi mesi, dopo i discorsi di Marsiglia a febbraio e Coimbra a maggio, Sergio Mattarella, ieri con un videomessaggio a Cernobbio, è tornato a sferzare l’Europa, invitando i suoi governi al «salto in avanti verso l’unità». Non sia vassalla, ma orgogliosa di se stessa: questo il cuore del messaggio, che arriva a pochi giorni dalla parata militare di Pechino, che prefigura il nuovo ordine mondiale disegnato da Cina, India, Russia.

Tra i destinatari - mai citati - ci sono Putin e Trump. Al primo ricorda che l’Europa «non scatena conflitti», al secondo che non fa «scontri commerciali». È a loro che pensa quando domanda: perché la Ue è per voi un ostacolo, un avversario? Cosa non vi piace della nostra libertà? Perché i principi, volti al dialogo, vengono considerati dei disvalori? Ne denuncia quindi «l’ebbrezza di potere». Ed è la parte che rivela i timori, per la deriva autoritaria in corso.

L’impazienza è …

Un pungolo che nasconde una preoccupazione e un’impazienza. Per la terza volta in pochi mesi, dopo i discorsi di Marsiglia a febbraio e Coimbra a maggio, Sergio Mattarella, ieri con un videomessaggio a Cernobbio, è tornato a sferzare l’Europa, invitando i suoi governi al «salto in avanti verso l’unità». Non sia vassalla, ma orgogliosa di se stessa: questo il cuore del messaggio, che arriva a pochi giorni dalla parata militare di Pechino, che prefigura il nuovo ordine mondiale disegnato da Cina, India, Russia.

Tra i destinatari - mai citati - ci sono Putin e Trump. Al primo ricorda che l’Europa «non scatena conflitti», al secondo che non fa «scontri commerciali». È a loro che pensa quando domanda: perché la Ue è per voi un ostacolo, un avversario? Cosa non vi piace della nostra libertà? Perché i principi, volti al dialogo, vengono considerati dei disvalori? Ne denuncia quindi «l’ebbrezza di potere». Ed è la parte che rivela i timori, per la deriva autoritaria in corso.

L’impazienza è data dal fatto che se non si sveglia in tempo l’Europa corre il rischio di finire nelle grinfie di autocrati e Big tech, definiti «nuove Compagnie delle Indie», capaci di sovrapporsi alla politica. È del resto fresca la notizia di Trump che minaccia Bruxelles per la multa a Google. Ma non si possono concepire relazioni di patronato, né «vassalli» né «clientes». Allo stesso tempo è come se dicesse all’America: ma davvero pensate di mandare all’aria un’alleanza che ha alimentato libertà, prosperità, eguaglianza di diritti? Siamo culla di civiltà democratica. Il mondo in lotta contro gli autocrati - dice ai nemici interni ed esterni - ha bisogno di questi anticorpi. Fare rete è necessità e responsabilità. Ecco l’appello a non avere paura.

«Nessun dorma», aveva esortato a Coimbra. Da allora la situazione si è aggravata. La pace in Ucraina è lontana. Gaza una tragedia senza fine. Si sono aggiunti i dazi. Mattarella ha scelto Cernobbio, perché è il tradizionale raduno degli imprenditori più in vista. Il pungolo vale anche per loro, «devono avvertire la necessità e la responsabilità di sentirsi partecipi e costruttori, non spettatori inermi».

Al Quirinale confidano nel fatto che alla fine l’America non potrà che fare i conti con l’Europa, suo alleato storico. La Nato sopravvivrà alle contingenze perché ha una lunga storia di fedeltà, aveva ricordato ai giornalisti in Montenegro a febbraio. Ma occorre restare se stessi, e perciò credibili, e questo, implicitamente, è anche un invito per Giorgia Meloni a stare dalla parte giusta della storia.

Inizia ora un intenso autunno di diplomazia per il presidente della Repubblica. La settimana prossima in Slovenia, a fine mese in Azerbaigian e Kazakistan, poi l’Estonia, il Belgio, a novembre parlerà al Bundestag, segno che la sua voce continua ad avere un peso rilevante nel cuore del Vecchio Continente.

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