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FdI vuole garanzie in Lombardia, ok ai civici in Campania e Puglia

Arianna Meloni 

Arianna Meloni 

 
I meloniani chiedono un patto scritto alla Lega Contro Decaro. l’ipotesi Magistà, ex Telenorba. Scintille Tajani-Carroccio
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ROMA – La quadra a destra ancora non l’hanno trovata, sui candidati per le regionali d’autunno. Ma qualche schiarita, dopo settimane di rovesci, s’intravede: in Puglia e Campania la coalizione di governo è pronta a schierare due civici. FI si è appena ritirata dalla corsa di Bari, complicatissima. In pole per sfidare il dem Antonio Decaro adesso c’è Vincenzo Magistà, detto Enzo, ex direttore di Telenorba, sponsorizzato dal potente sottosegretario meloniano Marcello Gemmato.

Anche in Campania, altra gara complicata per la maggioranza, prende quota l’ipotesi di un candidato civico. Ma chi? Più che il prefetto di Napoli, Michele Di Bari, che si è più volte detto indisponibile a correre, sono rimasti in lizza il rettore della Federico II, Matteo Lorito, e il manager Giosy Romano, sgradito però a una fetta di FdI, a cui tocca esprimere il nome. Al solito, deciderà Giorgia Meloni.

L’intoppo vero è il Veneto: i Fratelli, nelle riunioni riservate, hanno accordato la regione a un leghista, che salvo stravolgimenti sarà Alberto Stefani. Ma a via della Scrofa vogliono garanzie sul fatto che la prossima grande regione del Nord al voto, la Lombardia, spetti a un meloniano doc. Garanzie scritte. Una postilla decisiva da inserire nella nota finale dei leader che ufficializzerà i nomi. Matteo Salvini però da quell’orecchio non vuol sentire. Da qui lo stallo.

Per il Pirellone il nome di FdI è Carlo Fidanza. Che infatti ieri non smentiva, bollando solo come «prematura» la discussione, mentre riceveva in città Arianna Meloni, attesa in serata a una convention con tutti gli amministratori locali del partito. La sorella della premier, a capo della segreteria politica di FdI, confermava che per l’intesa serve ancora tempo: «Ci stiamo mettendo di più perché vogliamo trovare i candidati migliori», è il refrain. Sulla stessa linea il responsabile dell’organizzazione, Giovanni Donzelli: «In Veneto non è semplice trovare un governatore che abbia un consenso e sia amato quanto Zaia». In ogni caso, aggiunge, il voto d’autunno «non sarà un banco di prova per il governo».

Nell’incertezza, proseguono le bizze tra FI e Lega. Il segretario del Carroccio in Puglia, Roberto Marti, salviniano di ferro, se l’è presa duramente con Antonio Tajani: «Sbaglia» a prendere tempo, la «situazione politica del centrodestra» in regione «è al limite dello psicodramma». Tajani ha rovesciato le critiche, accusando il partito di Salvini di rallentare l’intesa per beghe interne, dai mal di pancia contro Roberto Vannacci alla Lega lombarda che prepara una sua “Agenda del Nord” in vista di Pontida: «Per Forza Italia non ci sono problemi, credo che la Lega debba risolverne alcuni - la stoccata del vicepremier azzurro - Appena la Lega vorrà siamo pronti a discutere e trovare i candidati unitari». Controreplica del deputato leghista Rossano Sasso: «Noi siamo pronti da mesi e stiamo solo aspettando che anche gli altri alleati, a partire da FI, si decidano. Gli elettori hanno aspettato abbastanza».

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