Primo imperativo: non rompere con la Germania, ma anzi concordare con Berlino la linea sulle sanzioni. Secondo: prendere tempo in sede europea, nella speranza che una rapida conclusione delle operazioni militari consenta al governo italiano di ridimensionare al massimo — se non addirittura di far saltare — le misure punitive sul fronte commerciale. Sono i paletti di Roma. Anticipati ieri durante …