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Nordio: “Gioia per Berlusconi, vinceremo anche nelle urne. Ho già preparato la bottiglia”

Carlo Nordio 

 

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Il Guardasigilli soddisfatto dopo l’approvazione alla Camera: “Ora l’ultima battaglia, sono certo che arriveremo al traguardo”
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Shakespeare non lo assiste, stavolta. Non parlategli né del dolore di Gaza, né di fair play, né dei suoi vecchi inviti al confronto pacato. «È perché non avremmo dovuto esultare? Perché non invocare Silvio?». Anzi, Carlo Nordio non esita a confidare che stapperà «una buona bottiglia nel caso della vittoria finale, e parlo del referendum. Quale? Non uno champagne, prometto. Un bel vermentino. Credo avremo una vittoria schiacciante».

Nonostante lo scandalo e le contraddizioni del caso Almasri a costargli la posizione di indagato, con la blindatissima e non meno inquisita capa di gabinetto Giusi Bartolozzi che non lo molla di un metro in Transatlantico, il ministro della Giustizia si gode il momento. «Adesso andremo spediti, credo, anche in Senato. Poi mi auguro che i magistrati non personalizzino lo scontro sul Sì e No, su Meloni. Perderebbero autorevolezza, sarebbe un danno enorme per loro, nel caso di sconfitta», analizza in un colloquio con Repubblica. Altro che l’occupazione simboli…

Shakespeare non lo assiste, stavolta. Non parlategli né del dolore di Gaza, né di fair play, né dei suoi vecchi inviti al confronto pacato. «È perché non avremmo dovuto esultare? Perché non invocare Silvio?». Anzi, Carlo Nordio non esita a confidare che stapperà «una buona bottiglia nel caso della vittoria finale, e parlo del referendum. Quale? Non uno champagne, prometto. Un bel vermentino. Credo avremo una vittoria schiacciante».

Nonostante lo scandalo e le contraddizioni del caso Almasri a costargli la posizione di indagato, con la blindatissima e non meno inquisita capa di gabinetto Giusi Bartolozzi che non lo molla di un metro in Transatlantico, il ministro della Giustizia si gode il momento. «Adesso andremo spediti, credo, anche in Senato. Poi mi auguro che i magistrati non personalizzino lo scontro sul Sì e No, su Meloni. Perderebbero autorevolezza, sarebbe un danno enorme per loro, nel caso di sconfitta», analizza in un colloquio con Repubblica. Altro che l’occupazione simbolica dell’aula da parte del centrosinistra, il discorso pubblico da esigere sul Medio Oriente che brucia. Eppure «il ministro non è un automa», assicura il Guardasigilli. «Se nella vita dovessimo contenere le gioie di un giorno perché in quel momento ci sono tragedie, smetteremmo di vivere». Insomma, «la natura è leopardianamente spietata. E noi siamo esseri umani».

È sicuro che valga anche per le massime istituzioni, e con una riforma che spacca il Paese e rischia di farlo anche tra le stesse istituzioni? «Certo, ci sono attimi che segnano il coronamento di una battaglia. È da qualche decennio che io, che mi considero il portavoce di tutto il governo su questa battaglia, mi impegno per la separazione delle carriere. E non condivido l’idea che una legittima soddisfazione debba essere temperata, o soppressa, per le guerre nel mondo». Non il mondo. ma qui. Europa. Mediterraneo, dietro l’angolo. Lui alza le mani per parlare del massacro dei civili a di Gaza: «Dobbiamo partire da Hamas. però. Hamas resta il primo responsabile di tutto l’inferno che è seguito. Sofferenze che riguardano il popolo palestinese e quello ucraino, con cui la nostra solidarietà resta incondizionata, totale. Ma le guerre non sono solo quelle che si registrano per rispettive convenienze». Nordio si allarga, va lontanissimo: al Sudan, al sud est asiatico. «Chi degli italiani si è mai preoccupato dei 5milioni di morti in Cambogia ai tempi dei Khmer Rossi di Pol Pot?».

Ma restiamo al terzo ok alla separazione. La corsa della riforma che oggi fa dire ai suoi ex colleghi dell’Anm «siamo pronti alla battaglia del referendum». Nessun dubbio? Il traguardo lo vede a un passo, urne del referendum permettendo? «Rinnovo il mio appello pacifico e pubblico ai miei ex colleghi, affinché i toni vengano tenuti, come ha detto anche il presidente Parodi dell’Anm, squisitamente tecnici, giuridici».

Lo chiede lui, dal governo che non esita (Musumeci, estate scorsa) a definire i magistrati-killer.

«Ma sarebbe davvero sbagliato alzare i toni — predica adesso il Guardasigilli — che non si politicizzi, che non diventi un referendum a favore o contro il governo, o il Parlamento, o la maggioranza. Che si squadernino in modo civile, i pro e i contro».

Ed ecco il pezzo forte, insieme al ”suo” Shakespeare. «Io lo so che ci sono buone ragioni per criticare questa riforma, ma una buona ragione deve sempre cedere a una migliore», cita Nordio. E quindi: «Diciamolo a tutti, con chiarezza: la separazione delle carriere esiste in Gran Bretagna, negli Stati Uniti, in Nuova Zelanda, in Australia. In tanti paesi di democrazia avanzata». Laddove, però, in alcuni casi, dipende direttamente o indirettamente d al potere politico, e risponde di storie del diritto diverse, in sistemi diversi. Nordio insiste: «Da noi nessuno si pone il problema che, con il sistema attuale, i pubblici ministeri valutano, nominano, danno il voto ai giudici. Quando lo spieghi ad altri, ti guardano strano. Con la separazione delle carriere, i due Csm e l’Alta Corte, questo non capiterà più. Per un attimo, il ministro sceglie la parola ecumenica: «L’esito del referendum sarà quello che vorranno gli italiani. Certo, se fosse politicizzato com’è accaduto ai tempi di Renzi e come qualcuno lascia adombrare, le cose cambierebbero». Ma non ci crede che finisca come all’ex premier Pd. «E non me lo auguro; perché significherebbe che anche la magistratura ne uscirebbe malconcia, politicizzata, con un prestigio lesionato».

Poi, il rilievo un po’ perfido: « Da ex magistrato vedo con dolore che il consenso dei cittadini nei confronti della magistratura sta davvero calando». La battuta finale è sulle bottiglie che attendono in fresco da mesi: per quel brindisi finale che mezzo Paese, con giuristi e società civile, vorrebbero scongiurare. Se la cava con uno spot d’antan: «Era una vecchia reclame, non la ricorderete. Diceva così: se la vostra squadra ha perso, consolatevi con lo Stock 84. Se la vostra squadra ha vinto festeggiate con lo Stock 84».

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