Licei occupati e nuovi scioperi, dilaga la protesta per Gaza nel Paese
di Matteo PucciarelliUn momento della manifestazione in piazza Montecitorio per Gaza
(ansa)Il dramma di Gaza, la debolezza del governo nel condannare e prendere contromisure verso Israele, l’attacco dell’esecutivo di Netanyahu alle imbarcazioni umanitarie della Flotilla: è il mix perfetto di una protesta generalizzata che monta, anche oltre le aspettative dei sindacati. E infatti la Cgil stessa annuncia che in caso di ulteriori attacchi, blocchi o sequestri delle imbarcazioni o dei materiali, è pronta «a proclamare con la necessaria tempestività lo sciopero generale».
Quello di lunedì indetto dal sindacato di base Usb, un successo in termini di partecipazione delle piazze di tutta Italia, ha convinto anche i vertici di Corso Italia che invece erano stati più timidi, più che altro per timore di non vedere le lavoratrici e i lavoratori mobilitarsi su una questione non strettament…
Il dramma di Gaza, la debolezza del governo nel condannare e prendere contromisure verso Israele, l’attacco dell’esecutivo di Netanyahu alle imbarcazioni umanitarie della Flotilla: è il mix perfetto di una protesta generalizzata che monta, anche oltre le aspettative dei sindacati. E infatti la Cgil stessa annuncia che in caso di ulteriori attacchi, blocchi o sequestri delle imbarcazioni o dei materiali, è pronta «a proclamare con la necessaria tempestività lo sciopero generale».
Quello di lunedì indetto dal sindacato di base Usb, un successo in termini di partecipazione delle piazze di tutta Italia, ha convinto anche i vertici di Corso Italia che invece erano stati più timidi, più che altro per timore di non vedere le lavoratrici e i lavoratori mobilitarsi su una questione non strettamente economica. E perciò se accadrà qualcosa alle barche della Flotilla, la proclamazione di un altro sciopero generale sarà immediata. Non sarà solo Usb a farlo perché tra le postille che regolano la protesta generale c’è l’articolo 2 della legge 146/1990 sul diritto di sciopero: l’unica eccezione che ne consente uno “improvviso” (senza preavviso e senza indicare la durata) è prevista in difesa dell’ordine costituzionale oppure in protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori. «Siamo dentro una mobilitazione permanente. Vogliamo organizzare 100 piazze permanenti per Gaza in tutto il paese, ci siamo dati venerdì prossimo come giornata per organizzare», dice Guido Lutrario, formazione da disobbediente negli anni del G8, oggi tra le guide di Usb.
In questo contesto, se possibile, le dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini («Non permetteremo che degli irresponsabili blocchino il Paese e lo portino nel caos») gettano benzina sul fuoco. L’eventuale precettazione non fa i conti con le volontà del fronte solidale con la Palestina, e qui si torna alla frase diventata slogan: bloccare tutto. Autostrade, ferrovie, porti. Anche un solo giorno potrebbe servire a condizionare l’operato del governo. Il fronte che sinora ha offerto più partecipazione è quello della scuola e dell’università: a Roma c’è il primo liceo occupato dopo la ripresa della scuola, a Genova invece è stato occupato il rettorato. Nell’ateneo, denuncia Forza Italia, sarebbero state affisse immagini «che ritraggono Meloni, la ministra Bernini e il rettore Delfino all’interno di un bersaglio», un gesto «gravissimo e inaccettabile», sottolinea il portavoce azzurro Raffaele Nevi. La titolare dell’Università annuncia che «il ministero si costituirà parte civile nei processi relativi agli episodi di violenza e sosterrà con ogni mezzo i rettori».
Ma sono più numerosi i casi di istituzioni che assieme agli studenti condividono, attraverso documenti e mozioni, le ragioni della mobilitazione. Lunedì 29 settembre, dalle 8 alle 10, in tutti i luoghi di lavoro del mondo della conoscenza — scuole, università, enti di ricerca, conservatori e accademie di belle arti, scuole non statali, enti di formazione professionale — sono state convocate assemblee dalla Flc-Cgil su ciò che avviene a Gaza, con un collegamento online con il sindacato palestinese dell’istruzione. Questo mentre i sindacati europei dei servizi pubblici hanno lanciato la proposta di una mobilitazione internazionale per Gaza, per la pace, contro il riarmo e per la giustizia sociale.
Per capire qual è il clima che si respira, dove aleggia quel “blocchiamo tutto” pronunciato dal camallo di Genova alla partenza della Global Sumud Flotilla, basta riprendersi le parole urlate al megafono della segretaria generale della Fiom Cgil Barbara Tibaldi in piazza ieri, di fronte a Montecitorio: «Piazze piene, fabbriche vuote: lo dico agli studenti, la vostra occupazione delle università ha risvegliato qualcosa nelle teste e nei cuori anche dei vostri padri dentro le fabbriche».