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Forza Italia si smarca dagli alleati con il nuovo manifesto: no al populismo, più diritti

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Da Telese Terme Antonio Tajani rilancia i principi guida del partito: “in continuità” con la “rivoluzione liberale” del fondatore, sì, ma sempre più al centro e un po’ meno a destra,
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Un nuovo “Manifesto delle libertà”, il primo dopo quello lanciato da Silvio Berlusconi nel 1994. Per aggiornarsi alla “rapida trasformazione del mondo nel primo quarto del 21° secolo”. E in fondo, riposizionarsi lentamente. Da Telese Terme Antonio Tajani rilancia i principi guida del partito: “in continuità” con la “rivoluzione liberale” del fondatore, sì, ma sempre più al centro e un po’ meno a destra, con l’obiettivo di rendersi più riconoscibili – e per certi aspetti alternativi – agli alleati Fratelli d’Italia e Lega. Diversi soprattutto in ragione di un comandamento: “Noi ci opponiamo ad ogni forma di populismo”.

Diversi nelle aperture ai diritti. La più esplicita sul suicidio assistito: “Riconosciamo alla persona in condizioni di grave sofferenza la facoltà di decidere se e quando porre fine alla propria vita, nell’alleanza terapeutica fra il malato, i medici, i familiari”. Più timida quella sull’identità di genere, una sorta di ammissione che il tema debba essere considerato: “…

Un nuovo “Manifesto delle libertà”, il primo dopo quello lanciato da Silvio Berlusconi nel 1994. Per aggiornarsi alla “rapida trasformazione del mondo nel primo quarto del 21° secolo”. E in fondo, riposizionarsi lentamente. Da Telese Terme Antonio Tajani rilancia i principi guida del partito: “in continuità” con la “rivoluzione liberale” del fondatore, sì, ma sempre più al centro e un po’ meno a destra, con l’obiettivo di rendersi più riconoscibili – e per certi aspetti alternativi – agli alleati Fratelli d’Italia e Lega. Diversi soprattutto in ragione di un comandamento: “Noi ci opponiamo ad ogni forma di populismo”.

Diversi nelle aperture ai diritti. La più esplicita sul suicidio assistito: “Riconosciamo alla persona in condizioni di grave sofferenza la facoltà di decidere se e quando porre fine alla propria vita, nell’alleanza terapeutica fra il malato, i medici, i familiari”. Più timida quella sull’identità di genere, una sorta di ammissione che il tema debba essere considerato: “Noi sappiamo che il dibattito sull’identità di genere delle persone e sulle sue conseguenze legislative e sociali, negli ultimi decenni si è fatto sempre più approfondito. Nuove sensibilità sono emerse solo in tempi recenti”. Le famiglie, quelle sì, non sono più solo quelle tradizionali: “Noi consideriamo la tutela giuridica di forme di affettività diverse dalla famiglia un diritto legittimo”.

A sorpresa, nessun riferimento esplicito alla cittadinanza, battaglia che la forza politica di Antonio Tajani porta avanti da due anni. Sui migranti, però, una linea meno aggressiva della destra-destra: “L’aspirazione ad emigrare per sfuggire alla guerra, alla fame o per costruire un futuro migliore per sé e per i propri figli è perfettamente legittima, ma non può attuarsi in modo incontrollato, illegale e pericoloso per gli interessati e per la collettività”.

La modernità per il resto irrompe nel Manifesto con le innovazioni tecnologiche. Si parla di “cybersecurity” che “non riguarda solo gli Stati, ma ogni cittadino”. E di intelligenza artificiale, “la più importante rivoluzione tecnologica e sociologica degli ultimi decenni” e per questo foriera di “gravi pericoli” ma anche “grandi opportunità”.

Il resto è tradizione. Tra liberalismo e berlusconismo: “il carico fiscale”, ovvero la tassazione, è un “male necessario” per “sostenere i costi della macchina dello Stato e per finanziare la tutela dei più deboli”. Ma “in qualunque circostanza” rimane una “sottrazione alle persone e alle aziende di una parte del frutto legittimo del proprio lavoro”, da ridurre “al minimo indispensabile e in grado produrre risultati tangibili”. Lo Stato, poi, non deve “interferire” nella vita economica, perché “il mercato ben regolato” è “lo strumento più efficiente per garantire il maggior benessere possibile al maggior numero di persone”. Quanto alla Costituzione del 1948, che pure ha protetto “democrazia e libertà”, occorre “aggiornarla per garantire governabilità e rappresentatività”: leggi premierato. E infine il garantismo, regola aurea dei forzisti: la presunzione di innocenza come “principio fondamentale”, la “carcerazione preventiva” da considerare “un’eccezione assoluta”. Tajani ha poi fatto sapere di aver inviato il manifesto anche ai figli di Berlusconi, Marina e Piersilvio: "Gliel'ho fatto avere, credo gli sia piaciuto", commenta con i cronisti.

Da segnalare anche la richiesta di avere il futuro candidato sindaco di Verona: "Pensiamo di chiedere il candidato a sindaco di Verona – dice il vicepremier -, dove l'ultima volta abbiamo perso perché eravamo divisi".

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