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Vendola: “Sostegno alla Flotilla, ma la decisione finale spetta a loro”

Nichi Vendola

 
“Ho apprezzato molto le parole del capo dello Stato: ha dato valore all'operazione umanitaria e politica”
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ROMA – Andare avanti fino allo spazio di mare che guarda Gaza o far arrivare gli aiuti tramite un canale alternativo. Nichi Vendola, candidato con Avs in Puglia, a Roma per i quarant’anni di Arcigay, non ha una risposta univoca su quale sia la scelta migliore per la Global Sumud Flotilla: “Francamente penso che la decisione spetti a loro. Non mi sento, in coscienza, di interferire. È difficile mettersi nei panni di chi si trova di fronte a una minaccia”.

È un errore aver respinto l’appello di Mattarella?

“In ballo ci sono le vite degli attivisti, credo che tocchi a loro fare una valutazione. Io ho apprezzato molto le parole del capo dello Stato: ha dato valore all'operazione umanitaria e politica della Flotilla. È stato molto i…

ROMA – Andare avanti fino allo spazio di mare che guarda Gaza o far arrivare gli aiuti tramite un canale alternativo. Nichi Vendola, candidato con Avs in Puglia, a Roma per i quarant’anni di Arcigay, non ha una risposta univoca su quale sia la scelta migliore per la Global Sumud Flotilla: “Francamente penso che la decisione spetti a loro. Non mi sento, in coscienza, di interferire. È difficile mettersi nei panni di chi si trova di fronte a una minaccia”.

È un errore aver respinto l’appello di Mattarella?

“In ballo ci sono le vite degli attivisti, credo che tocchi a loro fare una valutazione. Io ho apprezzato molto le parole del capo dello Stato: ha dato valore all'operazione umanitaria e politica della Flotilla. È stato molto importante a fronte degli insulti, delle volgarità, che ogni giorno la destra riversa su questa straordinaria operazione globale, che restituisce onore ai Paesi che hanno invece governi assolutamente inermi”.

Il governo dice: se il punto è consegnare gli aiuti, la missione accetti il canale mediato dalla Chiesa.

“Vogliono semplicemente evitare problemi nei rapporti con Israele. Che la presidente Giorgia Meloni sia una sodale politica di Netanyahu è ormai acclarato. L'internazionale nera – da Trump in giù – è schierata con il premier israeliano”.

Ci sono speranze di successo, però?

“La Flotilla denuncia, con la sua iniziativa, l’esistenza del blocco che impedisce l’arrivo degli aiuti alla popolazione civile da mesi, un assedio di ferro e di fuoco. Israele sta facendo un uso della fame e della carestia tipico di quello che viene definito un genocidio. A questo serve la missione: fare qualcosa per uscire dal senso di impotenza di fronte all'olocausto del popolo palestinese”.

Il tema della Palestina inciderà sulle regionali?

“Credo che l'opinione pubblica viva un enorme turbamento. Quello che i nostri occhi vedono ci impietrisce il cuore, ce lo spezza. Perché è qualcosa che avevamo studiato nei libri di storia, nelle pagine che ci parlano di altre epoche. “Mai più” è il grido che il mondo civile ha detto quando ha scoperto la realtà di Auschwitz e dei campi di sterminio. Non riguarda soltanto gli ebrei, ma qualunque essere umano”.

Quest’estate Antonio Decaro non voleva che lei si candidasse. Ora che siete in campagna elettorale insieme come va?

“Sta andando bene, le fibrillazioni sono assolutamente fisiologiche in tutte le coalizioni. La differenza è che la nostra coalizione, il centrosinistra, ha chiuso gli accordi in tutte le regioni con grande anticipo. Ad oggi non sappiamo ancora chi sarà il candidato del centrodestra in Puglia, perché a quanto pare considerano la partita già persa. L'essenziale è essere in grado non solo di vincere, ma anche di far rivivere quella che abbiamo chiamato la primavera pugliese.

Ci sarà un evento insieme per dimostrare in pubblico di aver "voltato pagina"?

“Ci vedremo e decideremo. Ma è inevitabile, siamo alleati”.

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