L’impegno per la pace, e in particolare l’accoglienza dei bambini di Gaza, la promozione del multilateralismo, la cura dell’ambiente, sulla scia di san Francesco, il contrasto alla denatalità, il sostegno alle famiglie, la tutela della vita “dal concepimento all’età avanzata, fino al momento della morte”, l’accoglienza e la integrazione dei migranti “senza paura e a cuore aperto”, la capacità di fare “tesoro delle tradizioni che ci hanno portato ad essere ciò che siamo”: sono i campi che papa Leone XIV ha individuato, nel discorso al Quirinale durante la visita di Stato al presidente Sergio Mattarella, per la “sincera amicizia e fattiva mutua collaborazione” tra l’Italia e la Santa Sede. Il capo dello Stato ha citato la recente esortazione apostolica del Papa, Dilexi te, mettendo in luce, in particolare, che “non vogliamo arrenderci a una prospettiva di una società dominata da oligarchi, dominata dal censo". Anche Mattarella ha citato l’impegno a favore dei migranti, della pace e del multilateralismo.
Colloquio di 38 minuti
Papa Leone XIV è in visita al Quirinale, questa mattina, dopo aver attraversato il centro di Roma con la scorta dei corazzieri, per una visita ufficiale al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che aveva ricevuto in Vaticano lo scorso 6 giugno. Il colloquio privato è durato 38 minuti.
Conclave e Giubileo
In un salone delle feste gremito, dopo aver ringraziato le autorità italiane per quanto “hanno fatto e continuano a fare in occasione di vari e impegnativi eventi ecclesiali con baricentro a Roma e risonanza universale”, dai funerali di papa Francesco al Conclave al Giubileo in corso, il Papa ha ribadito che “quanto sia importante la reciproca distinzione degli ambiti, a partire dalla quale, in un clima di cordiale rispetto, la Chiesa Cattolica e lo Stato Italiano collaborano per il bene comune, a servizio della persona umana”, e in particolare “per la tutela dei più fragili e bisognosi”.
I bambini di Gaza
Nel suo discorso il Papa ha elencato una serie di campi dove questa collaborazione avviene, a partire dall’impegno per la pace mentre “sono numerose le guerre che devastano il nostro pianeta”: “In merito”, ha detto, “esprimo il mio apprezzamento per l’impegno del governo italiano in favore di tante situazioni di disagio legate alla guerra e alla miseria, in particolare nei confronti dei bambini di Gaza, anche in collaborazione con l’Ospedale Bambino Gesù”. Prevost ha poi messo in luce “il comune impegno che lo Stato Italiano e la Santa Sede hanno sempre profuso e continuano a porre in favore del multilateralismo”. Il Papa ha ricordato il prossimo ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, l’anno prossimo, sottolineando la “urgente questione della cura della “casa comune”, ossia dell’ambiente.
Vita e famiglia
È necessario, ha detto ancora il Papa, “promuovere scelte a vari livelli in favore della famiglia, sostenendone gli sforzi, promuovendone i valori, tutelandone i bisogni e i diritti”, dato che “Padre, madre, figlio, figlia, nonno, nonna, sono, nella tradizione italiana, parole che esprimono e suscitano naturalmente sentimenti di amore, rispetto e dedizione, a volte eroica, al bene della comunità domestica e dunque a quello di tutta la società”. In questo quadro, è necessario garantire “il sostegno indispensabile di un lavoro dignitoso, in condizioni eque e con attenzione alle esigenze legate alla maternità e alla paternità” e dare fiducia in particolare alle giovani famiglie. Citando papa Francesco, Leone ha poi sottolineato l’importanza “del rispetto e della tutela della vita, in tutte le sue fasi, dal concepimento all’età avanzata, fino al momento della morte”, ed ha auspicato “che continui a crescere questa sensibilità, anche per ciò che riguarda l’accessibilità delle cure mediche e dei medicinali, secondo le necessità di ciascuno”.
Accogliere e integrare
Prevost ha espresso “gratitudine per l’assistenza che questo Paese offre con grande generosità ai migranti”, sottolineando l’Italia a “mantenere sempre vivo l’atteggiamento di apertura e solidarietà” e richiamando “l’importanza di una costruttiva integrazione di chi arriva nei valori e nelle tradizioni della società italiana”. Per il Papa nato a Chicago, è “prezioso, per ciascuno, amare e comunicare la propria storia e cultura”, perché “più si riconosce e si ama serenamente ciò che si è, più è facile incontrare e integrare l’altro senza paura e a cuore aperto”, ha detto Leone, sottolineando che non bisogna lasciarsi "affascinare da modelli massificanti e fluidi, che promuovono solo una parvenza di libertà, per rendere poi invece le persone dipendenti da forme di controllo come le mode del momento, le strategie di commercio o altro”, ha detto citando Joseph Ratzinger, ma “far tesoro delle tradizioni che ci hanno portato ad essere ciò che siamo”.
Oligarchi e censo
Il presidente Mattarella ha espresso al Papa “la riconoscenza più alta per l’insegnamento e l’orizzonte presentati dalla Dilexi te, l’Esortazione Apostolica diffusa nei giorni scorsi, che sollecita alla indispensabile trasformazione di mentalità. Non vogliamo arrenderci alla prospettiva di una società dominata da oligarchi o, meglio, da privilegiati, in base al censo, alla spregiudicatezza, all’indifferenza verso gli altri, che si profila rimuovendo i valori di uguaglianza, di solidarietà, di libertà”, ha detto il capo dello Stato.
Accogliere i migranti
"La Chiesa cattolica”, ha sottolineato Mattarella, “ha svolto e continua a svolgere un’azione mirabile a sostegno delle frange più deboli della popolazione. E per questo le siamo profondamente riconoscenti. Un impegno che vediamo, quotidianamente, promuovere opere sociali di grande valore, accoglienza ai migranti, impegno per la legalità”.
Gaza e Ucraina
Mattarella ha insistito sul tema della pace in questo frangente storico: “L’aggressione russa su larga scala in Ucraina, a distanza di quasi quattro anni, continua a mietere vittime civili innumerevoli, a seminare morte e distruzione, a gettare una inquietante ombra di insicurezza sull’intero continente europeo”, ha detto. “In Medio Oriente, alla ferita atroce dell’attacco terroristico del 7 ottobre 2023, ha fatto seguito una reazione, che ha superato non soltanto criteri di proporzionalità, ma anche i confini di umanità. Oggi”, ha proseguito il Capo dello Stato, “c’è una scintilla di speranza - come Vostra Santità ha rimarcato - che va sostenuta con convinzione. La liberazione degli ostaggi rimasti in vita è di grande valore e coinvolge quanti hanno a cuore civiltà e dignità delle persone, rivolgendo un pensiero a coloro che sono morti in quella crudele condizione di prigionia. Il cessate il fuoco a Gaza consente di iniziare a porre riparo a quella popolazione civile, così provata da brutale sofferenza. Ci auguriamo che il negoziato in atto sulle tappe successive si concluda positivamente e conduca, al più presto, a un’interruzione definitiva delle ostilità e delle violenze nella Striscia, a beneficio anche della generale stabilità del Medio Oriente e dei Luoghi Santi, per rilanciare la soluzione di uno Stato per ciascuno di due popoli, la sola in grado di consentire la possibilità di un futuro in cui tutti – Israele e Palestina - trovino pace e sicurezza”.
Multilateralismo e logica del più forte
"Viviamo tempi di grande difficoltà”, ha detto Mattarella. “Il Secondo dopoguerra aveva saputo puntare a un mondo costruito sul multilateralismo, su di un sistema che prevedeva il dialogo per la soluzione delle controversie. Un sistema che oggi sembra progressivamente accantonato. Le istituzioni allora sorte appaiono indebolite - talvolta strumentalmente, e irresponsabilmente, delegittimate - e non in grado di incidere con la necessaria efficacia sulle crisi attuali. Preoccupa il venir meno di meccanismi che costruiscono fiducia tra gli Stati. In questo scenario, la logica del più forte, la tentazione di fare ricorso alle armi per risolvere una disputa, sembrano talvolta prevalere. Dignità e diritti di singoli, di gruppi, di popoli sono sovente calpestati”.
Arrivo al Colle
Partito dal Vaticano in lieve anticipo rispetto al programma, il corteo del Papa è giunto al Quirinale poco prima delle 10.40. Prevost ha viaggiato a bordo della jeep nera targata Scv1 che predilige negli spostamenti fuori dallo Stato pontificio. Al suo arrivo al Colle ha assistito al fianco di Mattarella all’esecuzione degli inni pontificio e italiano. Al Quirinale è presente anche la premier Giorgia Meloni, ieri a Sharm el-Sheikh per il vertice internazionale con Donald Trump, e tutto l’esecutivo. Presenti anche il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta e il senatore a vita Mario Monti.
Con o senza i corazzieri
Se Bergoglio non aveva voluto la scorta d’onore, Prevost è stato accompagnato dai corazzieri, in moto dal Vaticano a piazza Venezia e a cavallo da piazza Venezia al Quirinale. Ad accogliere stamattina il Pontefice all’ingresso in territorio italiano, al confine con piazza San Pietro, una delegazione ufficiale composta, tra gli altri, dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e l’ambasciatore italiano presso la Santa Sede Francesco Di Nitto. Gli stessi che, al suo rientro in Vaticano poco prima delle 13, si sono accomiatati da Leone al confine con piazza San Pietro. Il Papa, che indossa la mozzetta e la stola rossa, ha ricevuto gli onori militari in piazza Pio XII da parte di un contingente di guardia di finanza, carabinieri, polizia, marina e granatieri di Sardegna. In Vaticano il Papa è accompagnato dai cardinali Pietro Parolin, Matteo Zuppi e Baldassarre Reina, rispettivamente Segretario di Stato, presidente della Cei e vicario per la diocesi di Roma.
Dopo Francesco
L’ultima volta che un Papa è salito al Colle risale al 10 giugno 2017 quando Francesco ha fatto visita al presidente Mattarella, rieletto per un secondo settennato. Il 14 novembre 2013 si era recato al Quirinale accolto da Giorgio Napolitano, anch’egli appena eletto per un secondo mandato.