La riforma che introduce la separazione delle carriere della magistratura è stata approvata definitivamente dall'aula del Senato. Il disegno di legge costituzionale ha avuto 112 voti favorevoli, 59 contrari e 9 astensioni. Il voto è il quarto e ultimo passaggio parlamentare, come previsto dalla Costituzione. Prima del voto, il presidente La Russa ha disposto l'accertamento del numero legale dei presenti in Aula. “Vittoria di mio padre”, ha commentato Marina Berlusconi. “Un traguardo storico e un impegno concreto. Governo e Parlamento hanno fatto la loro parte. Ora la parola passerà ai cittadini, chiamati ad esprimersi attraverso il referendum confermativo”, ha commentato la premier Giorgia Meloni. Che in serata al Tg1 ha ribadito: “Non ci saranno in ogni caso conseguenze per il governo” attaccando anche l’Anm: “A memoria non ricordo una volta in cui sia stata favorevole a qualsiasi riforma della giustizia”. Replica l’Associazione dei magistrati: “Noi abbiamo avanzato numerose proposte per migliorare l'efficienza della giustizia ma sono rimaste inascoltate da un governo”.
Anm a Meloni: “Facciamo proposte ma inascoltate dal governo”
La Anm replica alla premier Giorgia Mleoni. Il segretario generale dell'Associazione nazionale magistrati, Rocco Maruotti, rispondendo alla parole dellapresidente del Consiglio, la quale ha detto di non ricordare una volta in cui l'Anm sia stata favorevole a qualsiasi riforma della giustizia, dice: "Questa riforma non ha nulla a che fare con l'efficienza della giustizia ed è fuorviante fare credere ai cittadini che serva a rendere i processi più veloci e le sentenze più giuste. L'Anm ha avanzato numerose proposte per migliorare l'efficienza della giustizia ma sono rimaste inascoltate da un governo che ha preferito puntare tutto su una revisione degli equilibri costituzionali che serve solo a controllare la magistratura e a renderla dipendente dal potere esecutivo".
Meloni: “Dal referendum nessuna conseguenza per il governo”
La premier Giorgia Meloni, infine, ribadisce che il referendum "deve essere una consultazione sulla giustizia. Intanto perché non ci saranno in ogni caso conseguenze per il governo. Ovviamente noi arriveremo alla fine della legislatura, chiederemo agli italiani di essere giudicati per il complesso del lavoro che abbiamo fatto ma anche perché voglio ricordare a tutti che i governi passano e invece le leggi, soprattutto quelle costituzionali, rimangono e incidono sulla vita dei cittadini. Quindi io penso che sia una scelta più facile. Chi pensa che nella giustizia va tutto bene, voterà contro la riforma, quindi voterà no. Chi pensa che invece possa migliorare, voterà a favore della riforma e quindi voterà sì", conclude Meloni.
Meloni: “Ponte sullo Stretto opera strategica, rimane il nostro obiettivo”
“Sia chiaro che l'obiettivo è fare il Ponte sullo Stretto di Messina, che è un'opera strategica, sarà un'opera ingegneristica unica al mondo”, dice poi la premier Giorgia Meloni parlando del Ponte Sullo Stretto. “Alla magistratura contabile voglio dire che sono rimasta francamente un po’ incuriosita di fronte ad alcuni rilievi, come quello nel quale ci si chiedeva per quale ragione avessimo condiviso una parte della documentazione via link, perché si avrebbe voglia di rispondere 'perché c'è internet'. Dopodiché il governo aspetta i rilievi, risponderà ai rilievi”, conclude la premier.
Meloni: “Sugli affitti brevi deciderà il Parlamento”
E sugli affitti brevi, aggiunge la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, “deve decidere il Parlamento se confermare o meno la norma. Io voglio solamente dire - aggiunge parlando della manovra - che la ratio del provvedimento non è fare cassa sul tema degli affitti, ma è favorire gli affitti alle famiglie perché è evidente che se c'è la stessa tassazione per chi affitta a un turista e per chi affitta a una famiglia, si tenderà ad affittare al turista e gli affitti per le famiglie aumenteranno. Quindi il nostro obiettivo è abbassare gli affitti per le famiglie".
Meloni: “Non credo in modifiche sul contributo delle banche”
L’intervista al Tg1 della premier Giorgia Meloni diventa anche l’occasione per parlare di manovra: “Sul contributo delle banche non credo" ci saranno modifiche, e "continuo a dire che secondo me è un bel segnale che si mettono risorse sui lavoratori, sulle imprese che assumono, sulle famiglie e la natalità e che si chieda un contributo a banche e assicurazioni".
Meloni: “Anm mai favorevole a nessuna riforma”
A fine giornata, la premier Giorgia Meloni interviene al Tg1: “Non sono d'accordo con l'Anm, ma a memoria non ricordo una volta in cui l'Anm sia stata favorevole a qualsiasi riforma della giustizia. La loro idea è che tutto va benissimo, ma non è l'idea che abbiamo noi della giustizia e credo nemmeno i cittadini".
Marina Berlusconi: “È la vittoria di mio padre”
"Ci sono vittorie che arrivano tardi, forse troppo tardi, ma che restano grandi e decisive. Quella di oggi è la vittoria di mio padre, Silvio Berlusconi – dice Marina, figlia del fondatore di Forza Italia – Sono la sua forza, il suo coraggio, la sua determinazione e, purtroppo, anche la sua sofferenza, ad aver reso possibile una giornata che segna un passo avanti importante per la democrazia e per la verità in questo Paese".
Delmastro: “Svolta epocale”
"Con l'approvazione parlamentare definitiva della riforma della giustizia, l'Italia compie una svolta epocale – commenta Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d'Italia e sottosegretario di Stato alla Giustizia – Separare le carriere significa garantire davvero la terzietà del giudice, la parità tra accusa e difesa e restituire alla magistratura quella libertà che per anni è stata soffocata dal potere degenerato delle correnti e dalle interferenze della politica. La differenziazione dei Csm per giudicanti e pubblici ministeri, e soprattutto il sorteggio dei loro componenti, libera i magistrati dal condizionamento delle correnti e restituisce centralità al merito, non all'appartenenza. Il governo Meloni ha mantenuto la parola data ai cittadini e ha dato concretezza a un principio di civiltà giuridica che da trent'anni attendeva di essere realizzato. Oggi il Parlamento scrive una nuova pagina di storia della giustizia italiana, mettendo la parola fine alla stagione delle correnti e dei condizionamenti politici", conclude Delmastro.
Bonelli e Fratoianni: “Governo vuole minare l’autonomia dei giudici”
"La riforma costituzionale sulla separazione delle carriere non risponde a nessuno dei problemi che affliggono la giustizia in Italia. Non risolve il tema della lentezza del processo, non interviene sulla cronica carenza degli organici. Il suo unico obiettivo è quello di minare e indebolire l'indipendenza e l'autonomia della magistratura per sottoporla al controllo politico del Governo. Da questo punto di vista la reazione del governo alla decisione della Corte dei Conti di dichiarare illegittima la delibera sul ponte sullo stretto ne è una palese conferma.
Di fronte a questa svolta autoritaria abbiamo il dovere di mobilitarci nella società e per questo raccoglieremo le firme tra i parlamentari, insieme alle altre forze dell'opposizione, per promuovere il referendum e cancellare con il voto popolare questa controriforma".
Lo affermano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs
Schlein: “Non servono dimissioni Meloni, la batteremo alle urne”
"Mi sembra che quella che sta politicizzando sia Meloni. Noi continueremo con la forza dei nostri argomenti ad andare avanti. Non ci sarà bisogno che si dimetta Giorgia Meloni, perché tanto la batteremo alle prossime elezioni. E, per quanto riguarda me, dovrà continuare a sopportarmi ancora a lungo". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein nella conferenza stampa organizzata dal partito dopo l'approvazione del ddl costituzionale sulla separazione delle carriere con i capigruppo di Camera e Senato Francesco Boccia e Chiara Braga.
Capigruppo maggioranza avviano raccolta firme per referendum
"I capigruppo di maggioranza del Senato, Lucio Malan, Massimiliano Romeo, Maurizio Gasparri e Michaela Biancofiore hanno avviato le procedure per la raccolta delle firme dei senatori necessarie per la richiesta del referendum popolare sul testo di legge costituzionale sulla separazione delle carriere approvato oggi in Senato. Il testo sarà pubblicato nelle prossime ore sulla Gazzetta Ufficiale e scatteranno gli adempimenti previsti dalle norme". E' quanto si legge in una nota.
Schlein: “Faremo campagna referendaria con grande impegno”
"Faremo una campagna referendaria con grande impegno, spiegando che questa non è una riforma della giustizia ma serve solo al governo per tenersi le mani libere. Spiegheremo ai cittadini una cosa molto chiara. Se pensi che i giudici debbano obbedire a chi governa allora puoi andare a confermare questa riforma. Se invece pensi che anche chi governa, come tutti, debba rispettare ed obbedire alle leggi e alla Costituzione allora vota 'no'. Perché sono principi che noi difenderemo per tutti e per tutte anche per quando al governo ci saremo noi". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein nella conferenza stampa organizzata dal partito dopo l'approvazione del ddl costituzionale sulla separazione delle carriere con i capigruppo di Camera e Senato Francesco Boccia e Chiara Braga.
Schlein: “Riforma assoggetta toghe a potere, indebolisce indipendenza”
"Questa non è una riforma della giustizia perché non tocca nessuno dei nodi cruciali per migliorare la giustizia in Italia. Per la stessa ammissione del ministro Nordio. Questa riforma non interverrà sulla lunghezza dei processi, né sul sovraffollamento carcerario. I cittadini che si aspettano la giustizia in tempi dignitosi non hanno nessuna risposta. E non è nemmeno una separazione delle carriere, che esiste già con la riforma Cartabia. Ci vengono a raccontare che vogliono cambiare la Costituzione per 20 persone che passano da giudici a pm e viceversa? L'obiettivo è indebolire l'indipendenza della magistratura, con la divisione dei Csm, e far sì che sia assoggettata al potere". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein nella conferenza stampa organizzata dal partito dopo l'approvazione del ddl costituzionale sulla separazione delle carriere con i capigruppo di Camera e Senato Francesco Boccia e Chiara Braga. "La riforma serve a chi ha il potere per scegliersi i propri giudici, serve a dire che la legge non è uguale per tutti", ha aggiunto.
Galliani: "Dall'alto Silvio ci vede e sarà contento, è una giornata storica"
“Grazie a Forza Italia una giustizia giusta”. Forza Italia ha esposto un maxi striscione in piazza Navona dopo aver votato al Senato il ddl sulla riforma della separazione delle carriere. La delegazione azzurra guidata dai capigruppo di Camera e Senato, Paolo Barelli e Maurizio Gasparri. "È un voto storico , una giornata storica, saremo i primi a promuovere il referendum". Spicca tra i parlamentari forzisti un grande striscione con il volto di Silvio Berlusconi. Adriano Galliani non ha dubbi: "dall'alto Silvio ci vede e sarà contento , è una giornata storica".
Conte: “Vogliono scardinare la Costituzione, li fermeremo”
"Oggi hanno approvato la legge di riforma sulla magistratura ordinaria, ma attenzione: stanno riformando anche la corte dei conti. Con un disegno sistematico stanno cercando di tagliare le unghie e depotenziare il controllo e l'indipendenza di tutte le magistrature e continuano a prendere schiaffi su ogni progetto che portano avanti perché sono incapaci". Lo ha detto il presidente del m5s, Giuseppe Conte, in un punto stampa in piazza San Luigi dei francesi dopo l'approvazione finale in senato della riforma costituzionale per la separazione delle carriere dei magistrati. Per Conte "dovrebbero guardarsi allo specchio e riconoscere l'incapacità in quello che fanno e rispettare l'indipendenza dei controllori, che devono essere assolutamente indipendenti. È un disegno di scardinamento della costituzione e da questo punto di vista non c'è un discorso tra destra e sinistra, non è uno scontro ideologico: è uno scontro con chi vuole difendere i pilastri della costituzione, e lì ci saremo noi con il Movimento 5 stelle".
Nordio: “Io a piazza Navona? Non credo”
“Io a piazza Navona? Non credo”. Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, approvata la riforma della giustizia, ironizza su una sua possibile presenza nella piazza di Forza Italia, dove è prevista una gigantografia di Silvio Berlusconi. Poco prima aveva detto: Nordio: “Vittoria dedicata a Berlusconi? No, è una vittoria dedicata a un’idea liberale della giustizia”.
(Gabriella Cerami)
Forza Italia sfila con foto di Silvio Berlusconi
Al termine del voto in aula al Senato sul ddl costituzionale sulla separazione delle carriere, i capigruppo della maggioranza hanno lasciato Palazzo Madama per partecipare a iniziative a sostegno della riforma della giustizia. Gli esponenti Forza Italia, che parteciperanno a un flash mob in piazza Navona, hanno in testa un cartello con scritto: “Grazie a Forza Italia una giustizia giusta” e una foto di Silvio Berlusconi.
Nordio: “Vittoria dedicata a un’idea liberale della giustizia
Nordio dopo l’approvazione della riforma: “Da 30 anni scrivo sulla riforma delle carriere, trovo improprie le critiche anche perché chi ci critica ha cambiato casacca più volte. Vittoria dedicata a Berlusconi? No, è una vittoria dedicata a un’idea liberale della giustizia”.
Meloni: “Traguardo storico e impegno mantenuto”
“Oggi, con l’approvazione in quarta e ultima lettura della riforma costituzionale della giustizia, compiamo un passo importante verso un sistema più efficiente, equilibrato e vicino ai cittadini”. A dirlo la premier Giorgia Meloni sui social.
“Un traguardo storico e un impegno concreto mantenuto a favore degli italiani. Governo e Parlamento hanno fatto la loro parte, lavorando con serietà e visione. Ora la parola passerà ai cittadini, che saranno chiamati ad esprimersi attraverso il referendum confermativo. L’Italia prosegue il suo cammino di rinnovamento, per il bene della Nazione e dei suoi cittadini. Perché un’Italia più giusta è anche un’Italia più forte”.
Centrodestra esulta dopo ok, lungo applauso
Un lungo applauso, tutti in piedi: i senatori della maggioranza di centrodestra esultano per il via libera definitivo del Senato alla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati. Baci e abbracci tra i senatori, ma anche nei banchi del governo dove è seduto, sin dall'avvio di seduta, il Guardasigilli Carlo Nordio, che riceve le strette di mano e gli abbracci dei colleghi di governo, tra cui Ciriani, Calderoli, Zangrillo, Santanchè e Musumeci.
Riforma giustizia, via libera dal Senato con 112 voti
Il Senato ha dato l’ultima via libera alla riforma della giustizia con 112 voti favorevoli
Verini (Pd) prepara il cartello: “Così giustizia uguale per pochi”
I senatori del Pd dono pronti a sventolare dei cartelli contro la riforma alla fine del voto. Verini ha scritto: “Così giustizia uguale per pochi”.
La senatrice dem Susanna Camusso ha preparato un foglio da sventolare: viva la corte dei conti
Durante il dibattito in aula sulla riforma della giustizia, sul banco della senatrice dem Susanna Camusso compare un foglio con scritto “Viva la corte dei conti”.
Il vaffa di Menia (FdI) durante l’intervento di Scarpinato (M5s)
Roberto Menia, senatore di FdI di antica militanza missina, è uscito platealmente dall'aula mentre il senatore cinque stelle Roberto Scarpinato stava attaccando le forze politiche di maggioranza che "rivendicano la propria continuità con l'Msi", un partito fuori dall'arco costituzionale. "Ma basta! Ma vaff...!", ha urlato Menia alzandosi.
Francesco Bei
Scarpinato (M5s): “Berlusconi e altri non erano fiori giglio, corrotti e collusi”
"Gli italiani non se la bevono che Berlusconi, Dell'Utri, Cosentino, Matacena, Previti, Galan, Formigoni, Verdini e qui mi fermo erano fiori di giglio e sono stati condannati da una magistratura politicizzata. La maggioranza degli italiani sa bene che sono stati condannati perché esistevano le prove per la loro colpevolezza, quindi non è disposta a consegnare un"Italia che non sa autoregolarsi ma continua a celebrare come vittime uomini che in realtà sono simboli corrotti e collusi con le mafie". L'ha detto il senatore del M5s, Roberto Scarpinato, nel suo intervento in Aula contro la riforma della giustizia, all'esame del Senato.
Grida in aula mentre parla Scarpinato (M5s), interviene La Russa
Tumulti in aula durante la dichiarazione di voto (contrario) del senatore M5S Roberto Scarpinato. Il forzista Maurizio Gasparri prova a interromperlo più volte, ma la più scalmanata è Licia Ronzulli che viene richiamata da Ignazio La Russa: “Senatrice Ronzulli la prego, la smetta, lei è pure vicepresidente”, il rimbrotto del presidente che deve alzare la voce per riportare la calma.
(Giovanna Vitale)
Zanettin (FI) lascia l’aula mentre parla Scarpinato (M5s): “Ho appuntamento con amici”
Pier Antonio Zanettin di Forza Italia dopo la sua dichiarazione di voto lascia l’Aula: “Sta parlando Scarpinato (M5S ndr) vado via. Ho appuntamento con degli amici”.
(Gabriella Cerami)
La sindaca di Genova Salis in Senato
E al Senato arriva anche Silvia Salis, la sindaca di Genova: “Ho un appuntamento”.
(Gabriella Cerami)
Avs: “È vendetta politica contro le toghe”
Il vero obiettivo della riforma sulla separazione delle carriere "è mettere l'autonomia e l'indipendenza della magistratura sotto il controllo politico e quando sarà chiarito che l'oggetto è questo vedrete che la popolazione italiana comprenderà" andando a votare contro al referendum. "Questa riforma è una vendetta politica perchè siete ossessionati da quelle che chiamate le toghe rosse. Credevo che la vostra ossessione fosse la magistratura ordinaria, poi abbiamo scoperto che l'ossessione si è spostata anche alla magistratura internazionale, come la Cpi, e ora anche alla Corte dei conti, con la riforma della magistratura contabile. Ministro Nordio, la vostra è una ossessione vittimista ma anche una precisa concezione della democrazia che proprio non vi piace, ovvero che si fonda sul tema grande dell'equilibrio dei poteri. Volete mettere la magistratura sotto scacco". Lo ha detto in dichiarazione di voto finale al Senato sulla separazione delle carriere dei magistrati il capogruppo di Avs Peppe De Cristofaro: "Sono assolutamente convinto che i cittadini respingeranno questo tentativo, perchè non vogliono vivere in Ungheria".
Chiamata a raccolta del centrodestra per il voto
Tutti gli esponenti del centrodestra al Senato sono stati precettati oggi per il voto in Aula sulla separazione delle carriere. Partecipazione massima, l'input, secondo quanto viene riferito. Inoltre, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, è già stato costituito un gruppo di lavoro di cui fanno parte rappresentanti di tutta l'alleanza di governo per la formulazione e il deposito del quesito sul referendum.
Zanettini (FI): “Da domani raccolta firme per referendum”
"FI e tutte le forze di governo vogliono" che sulla separazione delle carriere "si esprimano i cittadini con un voto democratico. Deve essere una riforma sostenuta dalla volontà popolare e per questo da domani inizieremo a raccogliere le firme dei parlamentari per chiedere il referendum confermativo". Lo ha detto nell'Aula del Senato Pierantonio Zanettin di Forza Italia durante le dichiarazioni di voto sul ddl costituzionale. "FI sarà in prima fila. Promuoveremo un comitato del 'Si con una diffusione capillare, città per città", ha aggiunto.
Forza Italia dedica riforma a Berlusconi
Pierantonio Zanettin, in sede di dichiarazione di voto a nome di Forza Italia, ha dedicato la "grande riforma della giustizia" a Silvio Berlusconi, che "già trent'anni fa l'aveva inserita nel programma del centrodestra". "Parlo dal seggio che è stato del nostro compianto presidente Berlusconi - ha concluso Zanettin -, vittima di accuse infamanti, e a lui vogliamo dedicare questa storica battaglia".
(Francesco Bei)
Renzi: “Meloni farà come avvocato di Proietti: se vince ha vinto lei, se perde hanno perso gli altri”
Renzi parlando nel salone Garibaldi di palazzo Madama, afferma: “Meloni farà come l’avvocato interpretato da Gigi Proietti. Se vince, ha vinto lei, se perde, hanno perso gli altri”.
di Gabriella Cerami
Gelmini: “Riforma attua la Costituzione”
"Le critiche sulla separazione delle carriere hanno un eccesso di faziosità e di strumentalizzazione perchè questa riforma non è contro la magistratura, non è la rivincita della politica contro la magistratura, ma piuttosto, dopo molti anni in cui una parte minoritaria ma agguerrita della magistratura ha lavorato contro sè stessa, si incarica di riportare le cose dentro il solco dell'attuazione della Costituzione". Lo ha detto Mariastella Gelmini nell'Aula del Senato annunciando il voto favorevole del gruppo Civici d'Italia, Udc, Noi moderati al ddl costituzionale. Con la riforma, ha aggiunto, si prova mettere fine "allo strapotere delle correnti" tra magistrati "che si è sostituito alla meritocrazia". "Le carriere dei magistrati devono essere definite dal merito e non da uno scambio", ha insistito.
In Senato anche la figlia di Renzi
In Senato anche la figlia di Matteo Renzi, studentessa di giurisprudenza, per assistere all’approvazione della riforma della giustizia. Dalla tribuna ha assistito alla dichiarazione di voto del leader di Italia viva
Renzi: “Da Mantovano ravvedimento operoso, ha fatto una vita nelle correnti”
"Mantovano dice basta correnti e dimentica di essere stato responsabile di Magistratura indipendente. Quello di Mantovano è un ravvedimento operoso, ha fatto una vita nelle correnti e oggi viene a fare lezioni a noi". Lo ha detto Matteo Renzi al Senato parlando della separazione delle carriere.
Separazione carriere, Renzi: “Favorevoli da sempre ma ci asteniamo, è riformicchia”
"È l'ultimo momento di discussione parlamentare, prima che si apra un confronto molto acceso nel Paese. Nel confermare il voto di astensione, facciamo l'ultimo tentativo di richiamare i colleghi a un confronto civile e di merito prima che ciascuno si assuma le proprie responsabilità. Noi siamo favorevoli da sempre alla separazione delle carriere, ma ci asteniamo perché la montagna ha prodotto un topolino, è una riformicchia. Una parte dice che si fa la storia, l'altra dice che oggi si fa un golpe. Non è vero". Lo ha detto in Aula al Senato il leader di Italia Viva Matteo Renzi in dichiarazione di voto sul ddl costituzionale sulla separazione delle carriere dei magistrati. "Oggi mettete una bandierina sulla riforma della giustizia", ha aggiunto.
Giustizia, Renzi a Nordio: "Su Garlasco non capisce quanto dolore fa un'indagine fatta malissimo"
Renzi conferma voto di astensione di Italia Viva
Matteo Renzi, intervenendo al Senato in dichiarazione di voto finale sulla riforma che introduce la separazione delle carriere dei magistrati, conferma il quarto ed ultimo voto di astensione di Italia viva.
Al via dichiarazione di voto su separazione carriere
Sono iniziate in Senato le dichiarazioni di voto dei gruppi parlamentari sulla riforma che introduce in Costituzione la separazione delle carriere dei magistrati. Il voto è previsto attorno a mezzogiorno.
Separazione delle carriere dei magistrati e un secondo Csm: cosa prevede la riforma della giustizia
Al Senato è il giorno della riforma della separazione delle carriere per i magistrati. Nonostante le polemiche, il testo voluto dal governo Meloni oggi otterrà il via libera con la quarta e ultima lettura. Ora manca solo il referendum confermativo. Due percorsi per i giudici e per i pm, con i ruoli non potranno essere cambiati. Il doppio Csm che corrisponde a due consigli superiori per magistrati e pubblici ministeri. E il metodo del sorteggio per selezionare i componenti del Csm e dell’Alta corte disciplinare. Ecco cosa prevede la riforma di Nordio.
Gratteri: “Mi batterò in tv contro la riforma della giustizia”
"Mi batterò in tv contro la riforma della giustizia. Ma non sia un referendum su Meloni. Il tema ci tocca tutti, anche come cittadini. E io metterò in guardia la gente su cosa potrà succedere se vincerà il sì. Io mi limiterò a difendere la Costituzione e non mi cimenterò in battaglie politiche, che lascerò ad altri. Anche perché se al referendum vincesse il no, non ci sarebbe nessuna ripercussione sull'esecutivo". Lo afferma Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, in un'intervista al quotidiano 'Il Foglio'.
La strategia della premier: così parte la campagna contro chi “ferma il Paese”
«È quasi un assist». Nella cerchia di Giorgia Meloni c’è chi racconta così la decisione della Corte dei conti sul ponte sullo Stretto, caro soprattutto a Matteo Salvini. Perché da giorni la premier lavora con i fedelissimi al leitmotiv attorno a cui imperniare la campagna referendaria per la separazione delle carriere, che sarà votata stamattina al Senato, per la quarta e ultima lettura. Il ritornello, il messaggio da far passare, confidano dall’entourage della premier, sarebbe questo: i giudici bloccano il Paese.
Colombo: “La separazione limita l’indipendenza dei magistrati, i cittadini avranno meno tutele”
«Io penso che le parole di La Russa dicano molto».
Dottor Gherardo Colombo, il presidente del Senato che dubita della loro stessa riforma, “Ma ne valeva la pena”, l’ha colpita?
«Direi. Credo che sarebbe stato opportuno approfondire gli aspetti della legge in sede parlamentare, attraverso un dibattito vero, articolato. E penso che l’iter di approvazione della legge mostri con chiarezza quanto l’autonomia del parlamento nei confronti del governo sia sempre più affievolita. Per questo dico che lo scetticismo della seconda carica dello Stato merita riflessioni profonde».
Gherardo Colombo, ex pm di Mani Pulite, ha lasciato la magistratura ormai da 20 anni. Oggi è presidente di Garzanti, impegnato per i diritti delle persone detenute e delle fasce fragili. Ma non ha smesso di ragionare su Costituzione e giustizia.
Giustizia, la rivolta delle opposizioni: “Vogliono avere le mani libere”
La riforma della giustizia si arricchisce di un nuovo scontro quando Giorgia Meloni, alla vigilia della sua approvazione, arriva a bollare come «l’ennesima invasione dei giudici» la bocciatura della Corte dei Conti della delibera Cipess sul ponte sullo Stretto. Elly Schlein risponde duramente dicendo che la premier «con le sue gravi affermazioni chiarisce il vero obiettivo della riforma costituzionale. Non è una riforma che serve a migliorare la giustizia, né serve agli italiani. Serve a questo governo per avere le mani libere e mettersi al di sopra delle leggi e della Costituzione». Per il leader di Avs, Nicola Fratoianni, le parole del governo «rivelano ancora una volta la cifra del loro rispetto per le regole e per la trasparenza».