Stravince Alberto Stefani che, con il 64,4%, diventa il governatore più giovane d’Italia. Stravince la Lega che si aggiudica il derby con Fratelli d’Italia. E stravince Luca Zaia che, con il risultato monstre di 203.054 preferenze personali, nonostante il drastico calo dell’affluenza e l’assenza di una lista a suo nome, dimostra ancora una volta la sua forza.
Non c’è partita, in Veneto, nemmeno stavolta. In quello che fu (è?) lo Zaiastan lo sfidante di centrosinistra Giovanni Manildo si ferma al 28,8%. Un risultato comunque migliore di quello di cinque anni fa quando il Doge Zaia trionfò con il 76% lasciando solo le briciole a tutti gli avversari.
Una sorpresa, però, la corsa alla presidenza del Veneto la regala: quella del medico “free vax” Riccardo Szumski, radiato dall’ordine per la sua “ribellione” durante il lockdown, arrivato terzo con il 5,13%. Percentuali minime per gli altri candidati: Marco Rizzo ottiene l’1% e Fabio Bui lo 0,5%.
- I RISULTATI IN VENETO
L'INTERVISTA Stefani: “Parlerò con tutti. La sanità ai meloniani? Io rispetto gli accordi”
- Veneto, i consiglieri regionali eletti e gli sconfitti. Per la Lega 19 seggi, FdI e Pd a 9
- Il no vax Szumski conquista 2 seggi: “Senza Rizzo erano 3, ora la moneta digitale regionale”
- L’ANALISI In Veneto vince Stefani, ma il centrosinistra raddoppia i voti
- Chi è Alberto Stefani, l’enfant prodige della Lega
- Riccardo Szumski a sorpresa: chi è
Gli uscenti e le new entry
Della giunta uscente conquistano il posto in Consiglio Elisa De Berti, Cristiano Corazzari, Roberto Marcato, Francesco Calzavara e Valeria Mantovan. Tra gli aspiranti consiglieri sicuri di un seggio c'è Riccardo Szumski, il candidato “free vax'” di Resistere Veneto che era in corsa a Treviso. Per Forza Italia ce la fa il coordinatore regionale Flavio Tosi.
Tra i nomi eccellenti rimasti fuori dal Consiglio, almeno per ora, c'è Vanessa Camani, che nella scorsa consiliatura era stata capogruppo Pd: a Padova, per l'opposizione, il mattatore si rivela il vicesindaco del capoluogo Andrea Micalizzi. Per ora non entra nemmeno il presidente leghista del Consiglio regionale Roberto Ciambetti.
La delusione dei “vannacciani”
Erano quattro i quattro candidati leghisti vicini a Roberto Vannacci in Veneto. Ma, al momento, entra solo Stefano Valdegamberi, nella circoscrizione di Verona. A conferma che il generale, in Veneto, non sfonda.
La performance di Zaia, più di 200mila preferenze
Il governatore uscente è il re incontrastato delle preferenze: ne ottiene più di 200mila in quel Veneto che è stato ribattezzato lo Zaiastan. Il messaggio a Roma, e ancor più a Milano, è inequivocabile. Ed è lo stesso Zaia a recapitarlo, con ironia, quando le urne si sono chiuse da poco: “Da oggi sono ricandidabile”. Matteo Salvini è avvisato.
Zaia ha vinto in sei collegi su sette facendo il pieno di preferenze nella “sua” Marca trevigiana di cui fu presidente della Provincia: 48.253 voti. Solo in provincia di Belluno, l’unica in cui Fratelli d’Italia fa meglio della Lega, cede il passo. Ma il risultato finale rimane storico.
La Lega doppia FdI. Il Pd al 16,6%
Con il totale delle 4.729 sezioni scrutinate, la Lega si attesta come primo partito in Veneto, ottenendo il 36,28% dei consensi. Fratelli d’Italia prende il 18,7% e si piazza al secondo posto. Terzo il Pd che ottiene il 16,6%.
Forza Italia, con il 6,3%, si piazza al quarto posto. Quinta la lista che nessuno (o quasi) ha visto arrivare: la lista Szumski Resistere Veneto, in sostegno di Riccardo Szumski, colleziona il 4,96% di consensi. E supera d’un soffio Alleanza Verdi e sinistra che tocca il 4,64%.
Le altre liste
Ecco i risultati delle altre liste: Liga Veneta all’1,83%, Unione di Centro all’1,68% e Noi Moderati all'1,12% nel centrodestra; M5S al 2,20%, Uniti per Manildo Presidente al 2,13%, le civiche venete per Manildo presidente all’1,49%, Pace salute lavoro Rifondazione comunista allo 0,62%, Volt Europa Manildo presidente allo 0,32 nel centrosinistra. Infine Democrazia sovrana popolare per Rizzo presidente non va oltre lo 0,77% e i Popolari per il Veneto, in sostegno di Fabio Bui, allo 0.36%.
Youtrend, Zaia da record: verso le 200mila preferenze
Secondo stime Youtrend il governatore uscente Luca Zaia va verso le 200 mila preferenze in Veneto. Il direttore di Youtrend Lorenzo Pregliasco: "Non sappiamo ancora dove si fermerà, mancano ancora oltre 600 sezioni sulle preferenze. Ma riteniamo che chiuderà tra 190 e 200 mila preferenze. È comunque il record storico di preferenze in Regione".
Composizione consiglio regionale: alla Lega 19 seggi
Questa la composizione del consiglio regionale del Veneto: alla Lega andranno 19 seggi, dieci in più rispetto a Fratelli d'Italia, che si ferma a 9, lo stesso numero ottenuto dal Pd. Tre i seggi di Forza Italia, due per Alleanza Verdi Sinistra e, altra sorpresa di queste elezioni regionali, per la formazione indipendentista Resistere Veneto di Riccardo Szumski. Ottengono un seggio Movimento 5 Stelle, Uniti per Manildo Presidente, Unione di Centro, Liga Veneta e le Civiche Venete per Manildo Presidente.
Zaia verso le 170 mila preferenze
Il peso del governatore uscente in Veneto si fa sentire. Luca Zaia, candidato capolista della Lega in tutte le province dopo il mancato via libera alla costituzione di una sua lista, ha superato le 150mila preferenze quando è stato raggiunto l'86% delle sezioni scrutinate come emerge dall'analisi del voto effettuata da Youtrend per l'Osservatorio elettorale del Consiglio regionale del Veneto. “Un risultato clamoroso”, lo definisce il presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti, che permette alla Lega di restare il primo partito e di doppiare Fratelli d'Italia. Le proiezioni accreditano Zaia di un risultato, a fine scrutinio, tra le 170 e le 180 mila preferenze.
Schlein: “La vera sconfitta di oggi è Giorgia Meloni, anche in Veneto”
"La vera sconfitta di oggi è Giorgia Meloni, sconfitta in Campania, in Puglia e pure in Veneto dove speravano di superare la Lega e non è andata così". Lo ha detto Elly Schlein parlando nel comitato elettorale di Antonio Decaro a Bari.
Aggiornamento dati spoglio: il centrodestra al 64,42%
Sulla base dei dati disponibili sul sito Eligendo del Viminale, quando sono state scrutinate 4.334 sezioni su 4.729, alle elezioni regionali in Veneto il candidato del centrodestra Alberto Stefani è al 64,42%, il candidato del
centrosinistra Giovanni Manildo è al 28,83% ed il candidato Riccardo Szumski è al 5,14%.
Zaia: “Guardiamo al modello tedesco Cdu-Csu per fare sintesi nella Lega nazionale”
"Io ho portato a Pontida in sede ufficiale un contributo di riflessione. Dico: guardate, siccome noi abbiamo sempre più il problema di fare sintesi all'interno di un partito nazionale, come ce l'ha il Pd e ce l'hanno tutti, perché non pensare di adottare dei modelli che funzionano? Per esempio quello che è successo con Csu e Cdu, tutto qua. Al momento non se ne sta discutendo, ma prima o poi ci toccherà discuterne". Lo ha detto Luca Zaia ai giornalisti, commentando il futuro della Lega, dopo le regionali del Veneto.
E, a proposito della foto del pranzo con i presidenti di Lombardia, Trentino e Friuli Venezia Giulia, alla domanda se non fosse il segno di una "Lega del Nord", Zaia ha replicato che "quattro governatori che si incontrano, tre dei quali vengono a salutarmi per l'ultimo giorno di mandato, prima del silenzio elettorale, io l'ho considerato un bell'atto di amicizia. Abbiamo fatto un sacco di robe assieme, e l'ho pubblicata".
Salvini: “Effetto Zaia? É effetto Lega”
Effetto Zaia? “É un effetto Lega, la Lega cerca di mantenere gli impegni presi, di fare battaglie a volte solitarie, a volte coraggiose, a volte contro tanti se non tutti, però tu non prendi il 30-35-37% in una delle Regioni più concrete, laboriose e dinamiche d'Europa se non hai un progetto serio, una squadra seria. Il risultato è figlio del lavoro di Zaia, di Stefani, dei 160 sindaci e dei militanti. Il mio compito, come per Max Allegri in campo, è di cercare di far esprimere tutti al meglio”. Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, in conferenza stampa a Padova.
Salvini: “Non cambio accordi presi con FI e FdI”
"Questa è una vittoria frutto della coalizione. Non cambio gli accordi presi con Giorgia Meloni e Antonio Tajani, perché ci hanno votato in tantissimi. Per me la parola data vale. Il centrodestra vince se è unito e se permette a tutti di dare il meglio". Così il leader della Lega, Matteo Salvini, a Padova. "Non siamo né gentili né sprovveduti, una stretta di mano vale più del notaio. Non cambio gli accordi fatti in base al risultato straordinario e clamoroso ottenuto", ha aggiunto il vicepremier.
Eligendo: centrodestra al 65%
Secondo i dati di Eligendo, nelle 3.356 sezioni su 4.729 scrutinate alle elezioni regionali in Veneto, la coalizione di centrodestra è al 65,70%: la Lega è al 36,02%, FdI al 18,62, Fi al 6,39%, Liga Veneta Repubblica V.a. è all'1,89%, Udc è all'1,72%, Noi Moderati civici per Stefani è all'1,06%.
La coalizione del campo largo è al 28,19%: il Pd è al 16,70%, Avs è al 4,61%, M5s è al 2,23%, Uniti per Manildo presidente è al 2,19%, Le civiche venete per Manildo presidente è all'1,48%, Pace salute lavoro Rifondazione comunista è allo 0,65%, Volt Europa Manildo presidente è allo 0,31%.
La lista Szumski Resistere Veneto, in sostegno di Riccardo Szumski, è al 4,96%, Democrazia sovrana popolare per Rizzo presidente è allo 0,79%, Popolari per il Veneto, in sostegno di Fabio Bui, è allo 0,37%.
La foto di gruppo del centrodestra
Giorgia Meloni, Antonio Tajani, Matteo Salvini, Luca Zaia, Maurizio Lupi, and Alberto Stefani insieme a Padova in occasione dell’evento conclusivo della campagna elettorale del centrodestra per le regionali in Veneto.
Meloni: “La vittoria di Stefani è frutto della serietà della coalizione”
“Alberto Stefani sarà il nuovo presidente della Regione Veneto. Una vittoria frutto del lavoro, della credibilità e della serietà della nostra coalizione. A lui vanno i miei complimenti e i migliori auguri per le sfide che lo attendono”. Lo scrive sui social network la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, da Luanda, dove partecipa al Vertice Ue-Unione Africana.
“Congratulazioni - aggiunge Meloni - anche ad Antonio Decaro in Puglia e a Roberto Fico in Campania per la loro elezione. Che possano svolgere al meglio il loro mandato, nell'interesse dei cittadini che andranno a rappresentare. Un ringraziamento a Edmondo Cirielli, a Luigi Lobuono, a tutti i candidati e a tutti gli uomini e le donne del centrodestra che si sono impegnati in questa tornata elettorale”, ha concluso la premier.
Manildo: “Elly Schlein mi ha chiamato, da qui si riparte”
"Elly Schlein mi ha chiamato. È stata molto gentile, una bella telefonata, calda e affettuosa e da qui si riparte. Anche Matteo Renzi mi ha mandato un messaggio e altre persone dei partiti nazionali, proprio per dimostrare che qui in Veneto adesso abbiamo incominciato a fare una coalizione coesa che ha voglia di guardare al futuro in modo ottimista e con un senso di responsabilità". Lo ha detto Giovanni Manildo dal quartier generale del Pd a Padova commentando i risultati del centrosinistra.
"Sono molto orgoglioso del lavoro fatto e di aver avuto la responsabilità e l'onore di guidare una coalizione coesa che segna un punto importante" ha aggiunto, sottolineando come, con il 30% delle preferenze, la coalizione ha raddoppiato i voti dal 2020. “Il dato numerico è assolutamente soddisfacente, considerato che partivamo dal 15%, ma è soprattutto un dato da cogliere in prospettiva, cioè continuare a costruire da domani in opposizione nel Consiglio regionale”.
Salvini: “Stefani rimane vicesegretario federale della Lega”
Alberto Stefani “rimane con orgoglio vicesegretario federale della Lega”. Lo ha detto il vicepremier e leader leghista Matteo Salvini durante la conferenza stampa a Padova. Stefani, ha sottolineato Salvini, “non è un civico, non è un apartitico” , ma una persona che ha fatto la prima tessera di partito a 15 anni: “Vuol dire che ci sono dei quindicenni che oltre ad avere delle passioni, a studiare, ad avere una vita sociale sviluppata, piena e serena, hanno anche la passione della politica e da 15 anni a 33 anni siamo qua, quindi per me è motivo di orgoglio perché la Lega punta sui giovani”.
Salvini, poi, si è rivolto al neogovernatore del Veneto: “Hai delle Olimpiadi a portata di mano, una holding autostradale che penso il ministro delle infrastrutture e trasporti potrà esaminare con estrema attenzione e celerità, ci sono tanti cantieri”.
Salvini: “Risultato oltre ogni previsione, mi davano per morto”
"Bravissimo Alberto, una grande soddisfazione, un risultato oltre ogni previsione da parte di molti analisti e giornalisti. La scommessa fatta con Luca e altri non è arrivata lontana dal risultato finale. Una grande responsabilità perché la vittoria arriva con proporzioni notevolissime". Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini intervenendo in conferenza stampa al quartier generale del neoeletto governatore del Veneto Alberto Stefani.
"Facciamo giustizia di alcune settimane di vacuo dibattito giornalistico, qui in Veneto si è scelta la realtà. Il risultato della Lega in Veneto è di entusiasmo per tutti. Il lavoro paga. È stato dato Salvini per morto in dotte analisi, siamo in discreta salute. La responsabilità è tanta. Sono felice, è una bellissima serata".
Regionali Veneto, Salvini: "Ci davano per morti. Siamo in discreta salute"
Regionali, Schlein: “Meloni ha ben poco da saltare”
"Il messaggio è che l'alternativa c' èed è competitiva, la partita alle prossime politiche è apertissima. Dove non vinciamo come in Veneto raddoppiamo il risultato rispetto a cinque anni fa. Meloni questa sera ha poco da festeggiare e poco da saltare". Lo dice Elly Schlein commentando i risultati delle regionali.
Lega, Zaia: “Vannacci? Sono obiettore di coscienza”
"Vannacci? Sono obiettore di coscienza". Lo ha detto il governatore uscente della Regione Veneto Luca Zaia, parlando con la stampa nella sede della Liga veneta a Treviso, rispondendo a chi gli chiedeva se l'eurodeputato leghista lo avesse chiamato in queste ore.
Zaia: “Ecco, ora sono ricandidabile. Con la mia lista avremmo avuto più consiglieri”
"Ora sono perfettamente ricandidabile alla presidenza della Regione questa l'assurdità di questa legge" ha detto polemicamente stasera Luca Zaia commentando i risultati della Lega e suoi personali, criticando la legge sul limite dei due mandati che gli ha impedito di ricandidarsi alla presidenza. "Non si è voluto cambiare una legge che penalizza chi viene eletto direttamente e questo penso che abbia anche penalizzato il nostro risultato che avrebbe potuto essere più rotondo", ha spiegato Zaia che si metterà "subito a disposizione di Stefani". "200mila preferenze? Non metto asticelle – ha detto – potrebbero essere di meno, ma anche di più".
"Se oggi avessimo avuto la lista Zaia questa maggioranza avrebbe avuto ancora più consiglieri – ha aggiunto – e si governa con i consiglieri non con le chiacchiere. Ho detto che se sono un problema cercavo di renderlo reale. Adesso tutti hanno capito cosa intendevo dire, andate a guardare i dati e capite. Abbiamo realizzato una una 'mission impossible' perché comunque stanno venendo fuori dei risultati di un partito che l'anno scorso alle europee aveva il 12-13%, oggi vola, e quindi vuol dire che la Lega quando si tratta di presentarsi sui territori e lavorare nei territori è ancora il partito di riferimento".
Terzo mandato, Zaia: “Spero nello sblocco per Fugatti e Fedriga”
"Sono venuto a salutare visto che sono il governatore più longevo della storia della Lega, abbiamo parlato di politica, futuro e altro. Io tifo perché Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti abbiano lo sblocco dei mandati, le elezioni di oggi sono la dimostrazione che i cittadini danno dei segnali". Lo ha detto il governatore del Veneto Luca Zaia, nel corso di una conferenza stampa nella sede della Liga Veneta a Treviso, rispondendo a chi gli chiedeva dell'incontro dei giorni scorsi con i governatori del Carroccio Attilio Fontana, Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti.
Veneto, Zaia: “Non so quale sarà il mio futuro, intanto andrò in consiglio”
"Sicuramente sarò in consiglio regionale. Il futuro non lo so dire. Ma comunque andrò in consiglio regionale". Così il presidente uscente della Regione Veneto Luca Zaia, commentando l'esito del voto, ha tenuto a rimarcare che farà in primo luogo una scelta di "coerenza" rispetto alla sua candidatura capolista in tutte le province.
Opinio Rai, in Veneto la Lega al 36%, FdI al 18,8%
Con una copertura del campione del 28%, le proiezioni di lista nel Veneto fatte dal consorzio Opinio per la Rai vedono la Lega al 36% e FdI al 18,8%. Il Pd è stimato al 17%, FI al 6%, Resistere Veneto al 5,1%, Avs al 4,6%, il M5s al 2,6%.
Pregliasco: “Smacco per FdI, in Veneto grande l’effetto Zaia”
"A dati non definitivi, si registra uno smacco di FdI nel Veneto, dove si pensava che il primo posto fosse alla portata" del partito di Giorgia Meloni, che alle "scorse politiche ed europee aveva fatto risultati molto importanti". Invece, "la Lega prevale nettamente, con un effetto Zaia molto rilevante. Alle ultime europee FdI aveva quasi triplicato la Lega". Lo spiega all'ANSA il direttore di Youtrend Lorenzo Pregliasco.
Stefani: “Dedico questa vittoria a tutti i nonni”
"Quando si assume una responsabilità amministrativa la vita privata viene sempre dopo la vita pubblica e così deve essere. Ma mi sia permesso dedicare questa vittoria a una persona a me cara che questa notte ha avuto delle difficoltà. E dedico questa vittoria a tutti i nonni che hanno lasciato un segno nella vita dei propri nipoti". Lo ha detto Alberto Stefani, aprendo la conferenza stampa per celebrare l'elezione a presidente del Veneto.
"La prima cosa che farò da presidente? Istituire un assessorato al sociale – ha spiegato – su questo punto, che è il primo punto del programma di governo, distinto ovviamente dall'assessorato alla sanità, io voglio investire moltissimo perché credo che il sociale sia la sfida del futuro. La società del futuro sarà una società più longeva e quindi si dovrà tener conto di questa circostanza per garantire servizi socio-assistenziali a una popolazione che invecchierà sempre di più e alla quale va doverosamente data attenzione con Rsa attrezzate, con quartieri inclusivi, villaggi inclusivi, con dei servizi socio-assistenziali e territoriali a portata di mano, dei servizi per la prima infanzia, dei servizi educativi".
Stefani: “Sugli assessori decide il presidente”
"Pacta sunt servanda". Così Alberto Stefani, eletto presidente del Veneto, risponde a chi gli chiede se la distribuzione degli assessori concordata con FdI (che vede una maggioranza di assessori al partito di Giorgia Meloni) cambierà dopo la larga vittoria della Lega. "Al di là del numero degli assessorati, conta trovare persone di qualità. Io inciderò su questo. Ho chiesto nella contrattazione che la scelta degli assessorati fosse del presidente e oggi lo posso ribadire". "Siamo una coalizione, una squadra compatta. Credo che ogni partito abbia cercato di esprimere le proprie migliori potenzialità con i propri migliori candidati. Per me le squadre restano tali fino alla fine, come è stato in campagna elettorale la squadra resterà tale fino alla fine del mio mandato e anche dopo", ha detto Stefani.
De Carlo: “Lega primo partito? Non è mai stato un assillo”
"Sapevamo che era inutile illudersi per una sfida che non c'era per noi, perché la sfida era quella di battere il centrosinistra e dare continuità al buon governo di centrodestra". Lo ha detto a Mestre (Venezia) il coordinatore veneto di Fratelli d'Italia, Luca De Carlo, commentando i dati che confermano la Lega primo partito alle elezioni regionali. "Gli assetti interni - ha precisato - non sono un problema, non sono mai stati l'assillo per noi, non lo erano prima quando ci davano tutti per vincenti e non lo sono adesso che la Lega, grazie al fatto di avere un presidente uscente e un candidato presidente ha raccolto il voto utile", ha concluso.
L’analisi – In Veneto vince Stefani, ma il centrosinistra raddoppia i voti e il derby Lega-FdI è aperto
La vittoria di Alberto Stefani su Giovanni Manildo è stata ampia ed era ampiamente prevista. Il distacco tra i due candidati non è così mostruoso e bulgaro come la volta precedente, quando Luca Zaia era finito 60 (sessanta!) punti avanti al candidato di centrosinistra Arturo Lorenzoni. Il kung-fu panda Manildo, l’ex alpino già sindaco di Treviso, si fermerà intorno al trenta per cento e si può consolare pensando di aver comunque raddoppiato i voti della coalizione rispetto al 2020. (Continua a leggere)
Veneto, Manildo ha chiamato Stefani per congratularsi
Giovanni Manildo, candidato di centrosinistra alla presidenza del Veneto, ha chiamato il candidato di centrodestra Alberto Stefani per congratularsi con l'avversario per la vittoria alle elezioni regionali. Lo si apprende nel quartier generale di Stefani.
Youtrend: Lega primo partito in Veneto
"Secondo le nostre stime, in Veneto la Lega è il primo partito, Fratelli d'Italia il secondo". Lo afferma il presidente di Youtrend, Giovanni Diamanti, a Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto.
Regione Lombardia, Fontana: “Complimenti Stefani e grazie Zaia, diamo forza a Nord”
"Alberto Stefani raccoglie il testimone di Luca Zaia e da oggi guiderà con determinazione il Veneto e i Veneti. Una vittoria netta. La vittoria dei territori". Così il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, commenta le elezioni regionali del Veneto, augurando buon lavoro al neopresidente e ringraziando Luca Zaia "per il prezioso ed eccezionale lavoro svolto fin qui". "Dalle Olimpiadi all'Autonomia - ha aggiunto Fontana - Lombardia e Veneto condividono battaglie importanti. Continueremo a lavorare insieme con lo stesso obiettivo, dare più forza alle nostre comunità e dare forza al Nord che è il motore economico e produttivo del Paese".
Szumski (Resistere): “Abbiamo fatto l'impresa”
"Abbiamo fatto l'impresa ma il bello comincia adesso". A dirlo Riccardo Szumski intervenendo in diretta al programma "Te lo do io il Veneto" di Radio Veneto24. "Quattro gatti e tanta volontà, siamo riusciti a raccogliere 30mila firme e lì avevamo capito che qualcosa si stava muovendo - racconta Szumski in diretta in radio - poi i volontari che si sono aggiunti, è stato un crescendo di entusiasmo. Noi faremo una battaglia per una trasformazione della sanità più attenta alle persone: adesso i medici sono costretti a guardare più al risparmio che alla salute. Ci interesseremo della montagna e del territorio e di una moneta veneta, usando un credito Irap che trasformeremo in moneta digitale. Sull'addizionale Irpef faremo una battaglia dura e di attacco soprattutto per smuovere la popolazione che ha votato per l'autonomia, coinvolgendo la gente che si è vista protagonista. I sognatori sono quelli che vincono, dedico questo risultato alla mia famiglia, e a Patrizia Bressan nostra volontaria prematuramente scomparsa".
Meloni: “La vittoria di Stefani frutto del lavoro e della serietà del centrodestra”
"Alberto Stefani sarà il nuovo presidente della Regione Veneto. Una vittoria frutto del lavoro, della credibilità e della serietà della nostra coalizione. A lui vanno i miei complimenti e i migliori auguri per le sfide che lo attendono. Congratulazioni anche ad Antonio Decaro in Puglia e a Roberto Fico in Campania per la loro elezione. Che possano svolgere al meglio il loro mandato, nell'interesse dei cittadini che andranno a rappresentare. Un ringraziamento a Edmondo Cirielli, a Luigi Lobuono, a tutti i candidati e a tutti gli uomini e le donne del centrodestra che si sono impegnati in questa tornata elettorale". Lo scrive sui social la premier Giorgia Meloni.
La Lega molto avanti a Fratelli d’Italia
Netto cambio di clima a Padova al quartier generale di Alberto Stefani. La proiezione Swg e i primi dati dalle sezioni danno infatti un quadro ribaltato rispetto agli exit/instant poll. La Lega sarebbe clamorosamente più avanti di Fratelli d’Italia, dai 15 ai 20 punti. Un successo, si dice dentro la Lega, dovuto anche alla spinta personale delle preferenze di Luca Zaia, capolista in tutte le province.
Regionali Veneto, risultati parziali liste: Lega al 34,2% – FdI al 19,7%
Con 294 sezioni scrutinate su 4.729, questa la fotografia dei risultati delle liste:
Lega 34,2%
Fratelli d'Italia - Giorgia Meloni 14.539 19,7%
Forza Italia 5,8%
Partito Democratico 17,9%
Alleanza Verdi e Sinistra 4,5%
Movimento 5 Stelle 1.806 2,5%
Szumski Resistere Veneto 3.510 4,8%
Zaia sente Stefani: "Si apre una fase ricca di sfide"
“Ho sentito al telefono il presidente Stefani alle 15.01, subito dopo la chiusura dei seggi. Gli ho rivolto i miei auguri più calorosi di buon lavoro, complimentandomi per una campagna elettorale condotta con efficacia e determinazione. Alberto si appresta a guidare la Regione del Veneto in una fase ricca di sfide: sono certo che saprà affrontare questo incarico con senso del dovere e responsabilità”. L'ha detto il governatore uscente Luca Zaia che seguirà lo spoglio elettorale al K3, sede regionale della Liga Veneta di Villorba (Treviso). “Un augurio di buon lavoro – ha aggiunto – va anche alla squadra che sarà chiamata ad affiancarlo nella guida della Regione Veneto, con il compito e l'obiettivo di mantenere alto lo standing di un territorio che, per vocazione, esercita un ruolo guida nel Paese”.
Chiavegato (Resistere): “Siamo crepa nel sistema, ne vedremo delle belle”
"Apprendo dai giornalisti il risultato che si profila: ero a consegnare dei mobili a Modena. Mi stanno informando gli amici e mi pare sia andata bene. Cominceremo a tracciare una linea, a mettere una bandiera fuori dagli schemi". A dirlo Lucio Chiavegato, esponente di punta di Resistere, la formazione indipendentista e no vax che candidava a presidente Riccardo Szumski attualmente accreditato di circa il 5%. "Il nostro voto è un voto di persone che altrimenti non sarebbero andate a votare - continua Chiavegato rispondendo in collegamento a Radio Veneto24 - gli elettori hanno capito che centrodestra e centrosinistra sono due facce della stessa sporca medaglia: gente che è lì da 20 anni e che non ha cambiato nulla. È solo l'inizio, ne vedremo delle belle con uno o due consiglieri regionali: il graffio nella vetrata diventerà una crepa e la crepa deve far partire un nuovo modo di fare politica in Veneto. Direi basta a politici da sagra e da fiera: l'obiettivo deve essere il bene della gente e non la pubblicità. Chi si è domandato se si stava meglio 15 anni fa o adesso ed ha risposto 15 anni fa ha votato noi o non è andato a votare".
Veneto, Schlein chiama Manildo: “Bene i numeri del Pd e del centrosinistra”
La segretaria del Pd Elly Schlein ha telefonato al candidato del centrosinistra in Veneto, Giovanni Manildo, per complimentarsi per la campagna elettorale e per la crescita sia della coalizione sia del Pd.
Alfieri (Pd): “Costruire alternativa con maggiore attenzione al Nord”
"Grande soddisfazione in Campania e in Puglia, dove Decaro e Fico vincono nettamente. Ma progressi si registrano anche in Veneto dove con Manildo torniamo sopra il 30%. Felici in particolare per il partito democratico che si conferma primo partito al sud e per il risultato straordinario di Antonio Decaro che sfiora il 70% dei consensi. Incominciamo a raccogliere i frutti di un lavoro paziente condotto dal Pd e dalla sua segretaria per costruire la coalizione a tutti i livelli. Ora al lavoro per rafforzare la proposta politica e costruire l'alternativa alla destra. Il riscatto per noi è partito dal sud; ora se vogliamo vincere le prossime elezioni politiche servirà - lo dico da senatore lombardo - un maggior investimento politico anche sulle regioni del Nord. Perché senza il Nord non si governa". Così su Fb il senatore Alessandro Alfieri componente della segreteria del Pd.
Chi è Alberto Stefani, l’enfant prodige della Lega
Eccolo qui, il presidente di regione più giovane d'Italia. Alberto Stefani, 33 anni, vicesegretario nazionale della Lega - per quanto ancora? - era già entrato giovanissimo in Parlamento, a 25 anni. "Un predestinato", sorridono due militanti all'ingresso della sede della Liga a Villorba, in provincia di Treviso. Fuori piove e fa un freddo cane, qui cinque anni fa festeggiarono l'exploit di Luca Zaia, stavolta il comitato della vittoria è a Padova. Ma in queste sale, da segretario della Liga Veneta, Stefani c'ha passato parecchio tempo. (Continua a leggere)
Veneto, lo spoglio: Stefani oltre il 60%. La Lega quasi doppia FdI
Le prime sezioni scrutinate in Veneto confermano che Alberto Stefani, candidato presidente del centrodestra, si prepara a succedere a Luca Zaia. Per il leghista, le prime schede scrutinate danno un consenso oltre il 60% contro il 29 del suo rivale di centrosinistra Giovanni Manildo. Per quanto le liste la Lega quasi doppia Fratelli d’Italia.
Youtrend: Stefani presidente del Veneto
"Alberto Stefani (centrodestra) è eletto presidente del Veneto". Lo scrive Youtrend sui social.
Regionali: affluenza in Veneto crolla al 44,6%, in calo di 16,5 punti rispetto a 5 anni fa
L'affluenza definitiva alle elezioni regionali in Veneto è del 44,6%, in calo di 16,5 punti rispetto alle regionali del 2020, quando alle urne si era recato il 61,1% degli avanti diritto. I dati sono dell'Osservatorio elettorale del Consiglio regionale del Veneto.
Taruffi (Pd): “Lega avanti a FdI? Aumenterà la litigiosità del governo”
"Da oggi possiamo dire che gli elementi di contraddizione nel governo aumenteranno invece che diminuire, la litigiosità all'interno della maggioranza aumenterà". Lo dice Igor Taruffi del Pd a La7 commentando un'anticipazione delle proiezioni in Veneto che danno la Lega avanti a FdI.
Veneto: prima proiezione Swg-La7, Stefani 62,5%, Manildo 31,1%
Secondo i dati della prima proiezione di Swg per La7, nelle elezioni per la presidenza della Regione Veneto, il candidato del centrodestra Alberto Stefani è in vantaggio con una percentuale del 62,5% sul candidato del centrosinistra Giovanni Manildo, fermo tra al 31,1%. La copertura del campione è dell'11% con un errore statistico dell'1,2%.
Veneto, secondo instant poll Swg-La7: Stefani 59-63%, Manildo 31-35%
Secondo i dati del secondo instant poll di Swg per La7, nelle elezioni per la presidenza della Regione Veneto, il candidato del centrodestra Alberto Stefani aumenta il suo vantaggio con una forbice tra il 59 e il 63% sul candidato del centrosinistra Giovanni Manildo, fermo tra il 31 e il 35%. La copertura del campione è dell'96%.
Proiezioni Opinio-Rai: Stefani 60,5%, Manildo 30,8%, Szumski al 6,6%
Alberto Stefani, del centrodestra, al 60,5%, Giovanni Manildo, del centrosinistra, al 30,8%, Riccardo Szumski al 6,6%. Sono le prime proiezioni dei risultati dei candidati alla presidenza del Veneto, realizzate dal consorzio Opinio Italia per la Rai.
Veneto: II exit poll Opinio-Rai, Stefani 58,5-62,5%, Manildo 29-33%, Szumski 5-7%
Per il Veneto, in base al secondo exit poll di Opinio-Rai il candidato di centrodestra Alberto Stefani ha raccolto preferenze tra il 58,5 e il 62,5%; per il centrosinistra Giovanni Manildo è tra 30 e il 34%; Riccardo Szumski tra il 5 e il 7
Sorpresa Szumski in Veneto, lui attende esito in ambulatorio
Potrebbe profilarsi la sorpresa legata alla lista "Resistere Veneto" capeggiata dal medico "no vax" Riccardo Szumski. Alcune proiezioni danno l'ex sindaco di Santa Lucia di Piave (Treviso) sopra la soglia del 3%, che gli consentirebbe di venire eletto al Consiglio regionale del Veneto. Szumski nel frattempo sta attendendo i risultati dello spoglio nel suo ambulatorio della cittadina trevigiana.
Crisanti (Pd): “Sopra al 30% è risultato tutto sommato positivo”
Se venissero confermati gli exit poll che danno il candidato di centrosinistra Giovanni Manildo attestarsi sopra il 30% delle preferenze, sarebbe "un risultato tutto sommato positivo" per il senatore Pd Andrea Crisanti. "L'obiettivo - ha evidenziato dalla sede del comitato elettorale di Manildo a Padova - era portare a casa un risultato superiore al 34%, ma sopra il 30% siamo contenti", considerando che è stata "una campagna elettorale fatta in tre mesi, con l'estate di mezzo". C'è poi una questione territoriale, in una regione che ha una vasta popolazione che vive in provincia. Questo per vincere rende necessaria "una campagna capillare per almeno un anno. In due mesi di campagna convinci solo i tuoi ad andare a votare", ha detto Crisanti. Con un risultato superiore al 30%, comunque, "avremo una rappresentanza in Consiglio regionale che ci permetterà di fare opposizione e incalzare la maggioranza su tutta una serie di questioni".
Ostellari (Lega): “Fiduciosi in Veneto, nessuna partita con FdI”
Una partita in Veneto fra Lega e FdI? "Direi di no. Noi abbiamo fatto una campagna elettorale in Veneto, attendiamo un risultato, speriamo che dia soddisfazione a tutta la coalizione". Lo ha detto il sottosegretario Andrea Ostellari, della Lega, parlando al comitato del candidato di centrodestra Stefani. Poi, parlando dell'astensione: "Che ci sia una disaffezione è evidente, ma sta a tutta la politica interrogarsi su questo, noi per primi lo faremo". Sull'esito del voto: "attendiamo fiduciosi come coalizione e come partito".
Veneto, a metà spoglio l’affluenza al 44,21%
A oltre metà dello spoglio, con 2.966 sezioni scrutinate su 4.729 l'affluenza in Veneto è del 44,21%, dato in netto calo rispetto a quelle delle precedenti consultazioni al 61,21%. È quanto si legge sul sito di Eligendo.
Prudenza nel comitato di Stefani dopo i primi exit poll
Si respira grande prudenza all'hotel Crowne Plaza di Padova, eletto a quartier generale di Alberto Stefani nel giorno dello spoglio che deciderà il nuovo presidente del Veneto. Il deputato leghista e segretario regionale del partito è dato, dai primi exit poll, in ampio vantaggio sul principale avversario, Giovanni Manildo, ma gli occhi sono puntati soprattutto sul derby con FdI che definirà il primo partito della coalizione di centrodestra. Per ora nessuno rilascia dichiarazioni. Nel quartier generale sono presenti anche i sottosegretari Massimo Bitonci e Andrea Ostellari.
Veneto: instant poll SkyTG24, Stefani 59-63% e Manildo 30,5-34,5%
Secondo il I instant poll di SkyTg24, alle elezioni regionali in Veneto il candidato del centrodestra Alberto Stefani è al 59-63% mentre il candidato del campo largo Giovanni Manildo è al 30,5-34,5%.
Youtrend: FdI al 24-28%, Lega al 22,5-26,5% FI 6-8%, Pd 15,5-19,5%, Avs 4-6%, M5s 2-4%
FdI tra il 24 e il 28%, la Lega tra il 22,5 e il 26,5%, FI tra il 6 e l'8%. Il Pd al 15,5-19,5%, Avs tra il 4 e il 6% e il M5s tra il 2 e il 4%. Sono i risultati dei principali partiti nel Veneto secondo gli instant poll di Youtrend pubblicati sui social.
Manildo: “Continuiamo con l’idea di costruire un futuro in Veneto”
"Ci godiamo questi istanti e poi continuiamo con una idea di costruzione di futuro in Veneto". Lo ha detto il candidato presidente del Veneto per il centrosinistra al suo arrivo nella sede del Pd a Padova, poco prima che si chiudessero le votazioni, da dove seguirà lo spoglio dei voti. "Questa è una bellissima coalizione, un laboratorio anche per la nazione. Una bella coalizione coesa che ha fatto una campagna con un’idea di Veneto uguale, innovativo. Siamo fieri della campagna che abbiamo fatto" ha sottolineato Manildo. "Negli ultimi dieci anni abbiamo, in consiglio regionale, molto spesso dettato l'agenda sul sociale, sull'innovazione, su cose che sono state trascurate, non approvate dal presidente Zaia, va contro i dieci anni di Lega, sostanzialmente in discontinuità" ha spiegato il candidato presidente del Veneto del centrosinistra.
Instant poll Swg-La7. Stefani avanti: 58-62%, Manildo 32-36%
Secondo i dati del primo instant poll di Swg per La7, nelle elezioni per la presidenza della Regione Veneto, il candidato del centrodestra Alberto Stefani è in vantaggio con una forbice tra il 58 e il 62% sul candidato del centrosinistra Giovanni Manildo, fermo tra il 32 e il 36%. La copertura del campione è dell'85%.
Exit poll Rai: Stefani 61%, Manildo 32%
Gli exit poll Opinio per la Rai danno il candidato del centrodestra Stefani al 61% e quello del centrosinistra Manildo al 32%.
Fontana: “Zaia può diventare tutto, anche presidente della Lombardia”
Attilio Fontana ha parlato del futuro politico di Luca Zaia, rispondendo alle domande su un possibile ruolo come prossimo presidente della Lombardia, dunque come suo successore. Il presidente lombardo ha chiarito di non avere un ruolo definito nella partita, ma ha ribadito che “Zaia è un valore per il nostro Paese. Può diventare tutto”. Sull’ipotesi di una successione in Lombardia ha aggiunto: “È una bella idea. Si vuole pure così all’interno della Lega. Sono contento, sarei orgoglioso di avere un successore così”. Fontana ha però escluso che il governatore veneto punti alla segreteria: “Non lo so, non credo, non penso che abbia questo genere di ambizioni. Lui è un vero territoriale, per cui vuole poter rimanere sul territorio”.
Quanto alla trasformazione del movimento, Fontana ha osservato che “questa non è più una Lega territoriale, è una Lega nazionale, quindi rimane un altro territorio”. Ha poi accennato al pranzo di mercoledì, spiegando che con Zaia hanno discusso delle elezioni e della centralità del Veneto: “Abbiamo parlato delle elezioni, abbiamo fatto gli auguri, ci siamo stretti la mano, abbiamo mangiato un ottimo sushi. E abbiamo soprattutto ribadito l’importanza del Veneto, in cui la Lega deve essere il primo partito”.
Com’è andata cinque anni fa
Alle ultime elezioni del 2020, il centrodestra guidato da Zaia ha ottenuto un risultato particolarmente ampio: il 76,8 per cento dei voti, contro il 15,7 per cento del centrosinistra e il 3,3 per cento del Movimento 5 Stelle. La coalizione ha vinto in tutti i comuni della regione e ha superato il 70 per cento in tutte e sette le province.
Com’è andata in passato
Per comprendere la competizione attuale è utile ripercorrere i risultati delle precedenti elezioni regionali. Dal 1995, anno di introduzione dell’elezione diretta del presidente di regione, il Veneto ha sempre eletto presidenti di centrodestra. Per tre mandati consecutivi, dal 1995 al 2005, la regione è stata governata da Giancarlo Galan di Forza Italia. Dal 2010 è iniziata la lunga stagione di Zaia, confermato nel 2015 e nel 2020.
Fontana: “Zaia il mio successore? Perché no”
"Il Veneto si prepara a salutare Zaia? Ciò che ho sempre detto è che Zaia è un valore per il nostro Paese, dovrà avere un ruolo importante. Può diventare tutto". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine dell'evento Italia Direzione Nord a Milano. "Se può diventare il segretario della Lega? Non lo so, però non penso che abbia questo genere di ambizioni - aggiunge Fontana –. Lui è un vero territoriale, per cui vuole poter rimanere sul territorio". In chiusura, il presidente della Regione Lombardia risponde con il sorriso a un'altra domanda sul presidente uscente della Regione Veneto: "Dopo Fontana potrebbe esserci Zaia? Bella idea, sono contento. Sarei orgoglioso di avere un successore così".
Alberto Stefani, chi è il candidato del centrodestra
È l'enfant prodige Alberto Stefani il candidato presidente del Veneto per la coalizione di centrodestra. Con il record di più giovane deputato mai eletto nelle liste leghiste, arrivato a 25 anni a Montecitorio si è occupato prevalentemente di temi sociali come cura degli anziani, diritti dei caregiver, lotta al disagio giovanile, violenza su donne e minori. Temi che restano per lui centrali. È sostenuto dalle liste Lega Stefani Presidente, Fratelli d'Italia, Forza Italia, Noi Moderati, Udc e Liga Veneta Repubblica. (Continua a leggere)
Giovanni Manildo, chi è il candidato del centrosinistra
È soprannominato Kung-fu panda “tutto è nato quando in caserma, al corso sottufficiali degli alpini, avevo indossato la mimetica bianca da neve” e ha la mission impossible di spezzare 30 anni di governo del centrodestra. Giovanni Manildo, 56 anni, sposato e padre di tre figli, è il candidato del centrosinistra alla presidenza del Veneto. Avvocato, laureato in Giurisprudenza all'Università di Padova, si occupa di diritto dell'energia, comunità energetiche e partenariati pubblico-privato, con un impegno professionale che incrocia i temi più urgenti della transizione ecologica e dell'efficienza energetica. Dal 2013 al 2018 è stato sindaco di Treviso, interrompendo vent'anni di governi leghisti e riportando alla guida della città una coalizione civica e progressista. Una vittoria simbolica, costruita passo dopo passo, che ha rivelato la sua capacità di aggregare energie diverse attorno a un progetto condiviso. (Continua a leggere)
In Veneto, tra Lega e FdI è derby per il primato
Riccardo Szumski, chi era costui? Segnatevi questo nome, perché nel centrodestra lo stanno marcando stretto. La sua lista “Resistere Veneto” potrebbe infatti prendere il 3-4 per cento e la grande incognita è a chi li toglierà. In questa sfida tutta interna al centrodestra per la primazia nella coalizione, dove ogni singolo voto conta, con FdI e Lega che nei sondaggi viaggiano molto vicini, è sulla wild card di Szumski che si sono appuntate le ultime riflessioni. Lui si definisce un “guerriero polacco-veneto”, è un ex medico radiato dall’ordine per le sue posizioni critiche nei confronti dei vaccini durante il Covid, un mix di venetismo e destra no-vax, beniamino de La Verità di Belpietro. Un personaggio del genere sottrarrà più voti all’area di Luca Zaia, che sul Covid è stato un paladino dei vaccini, oppure a FdI che ha sempre coccolato quell’area elettorale no green pass? (Continua a leggere)