È un caso nel caso. Perché le parole dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone sull’opzione di un attacco preventivo alla Russia sul terreno della guerra ibrida non fanno soltanto infuriare Mosca, ma spaccano la destra di governo. La Lega critica pubblicamente l’italiano che occupa il vertice della gerarchia militare della Nato. L’esecutivo invece tace, in evidente imbarazzo. Ufficiosamente, però, la…