«I capelli di verde non me li tingerò», sentenzia Claudio Borghi alle sei di sera, quando il decreto Ucraina ha il timbro del Cdm e dunque ritocchi, aggiunte e sbianchettature non se ne possono più fare. «Io comunque quel decreto non lo voterò», confida il senatore leghista, che per Matteo Salvini ha trattato con gli alleati il testo del provvedimento. Come non lo vota? «L’avevo detto un anno f…