✕

Dl Ucraina, Borghi: “Ho fatto io la trattativa, soddisfatto ma stavolta non voto”

Il senatore della Lega Claudio Borghi

 

Ascolta l'audio

Il senatore della Lega: “Vigileremo sui singoli pacchetti come sulla corruzione a Kiev. Il nuovo titolo? Mai stato discusso”
2 minuti di lettura

«I capelli di verde non me li tingerò», sentenzia Claudio Borghi alle sei di sera, quando il decreto Ucraina ha il timbro del Cdm e dunque ritocchi, aggiunte e sbianchettature non se ne possono più fare. «Io comunque quel decreto non lo voterò», confida il senatore leghista, che per Matteo Salvini ha trattato con gli alleati il testo del provvedimento.

Come non lo vota?

«L’avevo detto un anno fa: il decreto Ucraina del 2025 sarebbe stato l’ultimo per me. Avevo fatto un voto, una promessa pubblica in Senato. Non posso venire meno».

Dunque il testo non le piace?

«Al contrario, sono molto soddisfatto. E non è stata una trattativa facile. Il punto di partenza era molto diverso: il decreto doveva essere una fotocopia degli altri anni, senza alcuna modifica. Invece ci siamo riusciti: scrivere che la priorità sono gli aiuti civili, sanitari, di difesa è il modo migliore per dare l’idea di un cambio di rotta. Dalla guerra senza se e senza ma, che pochi italiani vogliono, a un percorso di …

«I capelli di verde non me li tingerò», sentenzia Claudio Borghi alle sei di sera, quando il decreto Ucraina ha il timbro del Cdm e dunque ritocchi, aggiunte e sbianchettature non se ne possono più fare. «Io comunque quel decreto non lo voterò», confida il senatore leghista, che per Matteo Salvini ha trattato con gli alleati il testo del provvedimento.

Come non lo vota?

«L’avevo detto un anno fa: il decreto Ucraina del 2025 sarebbe stato l’ultimo per me. Avevo fatto un voto, una promessa pubblica in Senato. Non posso venire meno».

Dunque il testo non le piace?

«Al contrario, sono molto soddisfatto. E non è stata una trattativa facile. Il punto di partenza era molto diverso: il decreto doveva essere una fotocopia degli altri anni, senza alcuna modifica. Invece ci siamo riusciti: scrivere che la priorità sono gli aiuti civili, sanitari, di difesa è il modo migliore per dare l’idea di un cambio di rotta. Dalla guerra senza se e senza ma, che pochi italiani vogliono, a un percorso di pace che in questi giorni sta andando avanti».

L’ala più filo-Kiev del governo dice: l’Italia continuerà a mandare armi, come prima. Al Copasir vi metterete di traverso?

«In politica tutti dicono di avere vinto nelle trattative».

Chi ha vinto in realtà?

«Il buonsenso. Il Copasir è fatto apposta per vigilare, per accertarsi che le cose vengano fatte con regolarità. Per la Lega ci sono io, spero sia sufficiente come garanzia, ma tutte le forze politiche sono rappresentate. Vigileremo sui singoli pacchetti. Come sulla corruzione a Kiev. È l’Ue che sborsa i soldi, anche italiani. I nostri europarlamentari e i nostri esponenti negli enti di controllo europei controlleranno che non finiscano ai corrotti».

Chi ha rimesso all’ultimo la parola “militari” nel titolo del decreto? Di chi è la manina?

«Premessa: il titolo non è mai stato discusso nella trattativa, per noi contava che ci fosse la priorità agli aiuti civili nel testo. Probabilmente è stato qualcuno timoroso che sembrasse un cambiamento troppo favorevole ai desiderata della Lega. Una mancanza di stile, diciamo».

Perché?

«La bozza su cui eravamo tutti d’accordo non prevedeva la parola “militari” nel titolo. Stile vuole che se un provvedimento è condiviso, rimanga così in toto. Se qualcuno l’ha cambiato pensando che comunicativamente suonasse meglio, facciano pure. L’importante è il testo del decreto, che è quello che conta».

La Lega ora chiede di dialogare con Mosca...

«Sarebbe paradossale che mentre Trump conversa con Putin per ore, qui da noi non si possa parlare ai russi in vacanza».

Il governo dovrebbe chiamare Putin?

«Quando si fa la pace, si tende la mano».

E i crimini commessi dall’autocrate del Cremlino?

«Se il punto di partenza è condannare e non fare la pace, non si inizia nemmeno un dialogo».

Leggi i commenti