Venezuela, Provenzano: “Dal governo linea grave e insostenibile, no alla politica di potenza”
di Concetto VecchioGiuseppe Provenzano
ROMA – Giuseppe Provenzano, responsabile esteri del Pd, per Meloni l’intervento contro Maduro è legittimo.
«Una dichiarazione grave, a tratti incredibile. Ma anche insostenibile, non solo sul piano del diritto internazionale, considerato che in Venezuela vivono 160mila nostri connazionali e che potremmo svolgere un ruolo di mediazione. Si concentri piuttosto sulla liberazione di Alberto Trentini».
Il governo avalla una violazione del diritto internazionale?
«Ha fatto una scelta trumpiana. Occorre fare prima possibile una discussione in Parlamento. Hanno giurato sulla Costituzione, l’Italia ripudia la guerra per risolvere le controversie internazionali».
Il Pd ha convocato la sua segreteria, mentre Meloni è in Spagna a guidare l’auto del leader dell’ultradestra Abascal. Uno scivolone mediatico?
«Andare in giro sorridente con un neofranchista, mentre sono in gioco l’ordine internazionale e i nostri principi, si commenta da sé. Agisce da capa della destra, non da leader di un Paese …
ROMA – Giuseppe Provenzano, responsabile esteri del Pd, per Meloni l’intervento contro Maduro è legittimo.
«Una dichiarazione grave, a tratti incredibile. Ma anche insostenibile, non solo sul piano del diritto internazionale, considerato che in Venezuela vivono 160mila nostri connazionali e che potremmo svolgere un ruolo di mediazione. Si concentri piuttosto sulla liberazione di Alberto Trentini».
Il governo avalla una violazione del diritto internazionale?
«Ha fatto una scelta trumpiana. Occorre fare prima possibile una discussione in Parlamento. Hanno giurato sulla Costituzione, l’Italia ripudia la guerra per risolvere le controversie internazionali».
Il Pd ha convocato la sua segreteria, mentre Meloni è in Spagna a guidare l’auto del leader dell’ultradestra Abascal. Uno scivolone mediatico?
«Andare in giro sorridente con un neofranchista, mentre sono in gioco l’ordine internazionale e i nostri principi, si commenta da sé. Agisce da capa della destra, non da leader di un Paese come l’Italia».
Che mondo ci attende dopo la cattura di Maduro?
«Rappresenta un ulteriore tassello dello smantellamento dell’ordine multilaterale. Ma non possiamo rassegnarci alla storia che torna indietro, alla politica di potenza, a un mondo in cui l’uso della forza si sostituisce al diritto».
Trump ha detto che governeranno a Caracas. Ha minacciato Colombia e Cuba.
«Minacce da non sottovalutare. Ma ho letto un editoriale molto duro del New York Times. Spero in una reazione di quella parte dell’America che non si rassegna a questo incubo».
Quello di Trump è tecnicamente un atto di guerra?
«Aveva promesso di mettere fine ai conflitti e portare la pace, sognava il Nobel, invece sta producendo solo caos a livello regionale e globale».
Meloni ha scelto Trump. E l’Europa?
«Sono colpito dalla timidezza della maggior parte dei governi europei e di una Commissione che non capisce quanto è avvenuto».
Von der Leyen è troppo timida?
«Timida e inadeguata. Non condannare una simile violazione del diritto internazionale mina il quadro non solo giuridico ma persino morale del nostro sacrosanto sostegno all’Ucraina, confermando un doppio standard».
Maduro non è un dittatore eletto con i brogli?
«Qui nessuno rimpiange il suo regime. Noi del Pd - lo dicono gli atti parlamentari – siamo stati i primi tutte le volte a condannare le ripetute violazioni dei diritti umani, la repressione brutale. Ma l’idea di esportare la democrazia con le bombe nella storia è già drammaticamente fallita».
Lei ha evocato la dottrina Monroe.
«È l’idea che il mondo si divide in sfere di influenza in cui gli Stati Uniti, concepiscono l’America Latina come il proprio giardino di casa. Minacce che diventano oggi ancora più drammatiche se consideriamo che nel 2026 si vota in Brasile e in Colombia».
Qual è il pericolo che corriamo?
«Nessuno si può sentire al sicuro in un mondo così. L’alleanza tra le prepotenze che si spartisce il mondo secondo il proprio interesse. È una logica che va bene a Putin, può andar bene a Xi. In questo quadro non c’è alcuno spazio per l’Unione europea se non è in grado di esprimere un’altra idea di mondo e di difendere con coerenza e forza il diritto internazionale e il multilateralismo».
Trump vuole il petrolio.
«Lo ha detto chiaramente, ha tutti i difetti tranne la mancanza di chiarezza. Ma c’è di più. Vuole il controllo di quel continente, e di un paese ricco di materie prime come il Venezuela: non è un’illazione, è scritto nero su bianco nella nuova strategia di sicurezza nazionale».
Cosa dice a chi a sinistra ha in questi anni difeso Maduro?
«Dico semplicemente che è un regime indifendibile, noi abbiamo sempre sostenuto l’opposizione democratica in Venezuela, dialogando con la parte progressista. Siamo sempre coerenti nella difesa e nella lotta per la democrazia. Penso all’Iran che in queste ore reprime col sangue la rivolta dei suoi giovani. Ma il mondo è pieno di regimi, la soluzione non può essere la guerra di aggressione e la fine dell’ordine globale basato sulle regole».