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Il Concistoro dopo il Giubileo: Leone ritrova i cardinali elettori

(reuters)
Chiusa ieri l’ultima Porta santa in Vaticano con il Capo dello Stato, il Papa riunisce per due giorni i cardinali di tutto il mondo
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Chiusa la Porta santa, Leone XIV apre il cantiere delle riforme ecclesiali senza perdere tempo. Il Papa ha concluso solennemente il Giubileo della Speranza, ieri, accostando di persona i battenti di bronzo dell’ingresso di San Pietro solcato per tutto l’anno santo da milioni di pellegrini, e da questo pomeriggio si riunisce per due giorni con tutti i cardinali del mondo che ha convocato a Roma per discutere dei nodi fondamentali che dovrà affrontare nel corso del suo pontificato.

Interrogativi solenni

Alla cerimonia che si è svolta ieri, solennità dell’Epifania, conclusa dall’Angelus straordinariamente recitato dal loggione di San Pietro, ha assistito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura. «Se non ridurremo a monumenti le nostre chiese, se saranno case le nostre comunità, se resisteremo uniti alle lusinghe dei potenti, allora saremo la generazione dell’aurora», ha detto Robert Francis Prevost nell’omelia, «e serviremo una magnifica umanità, …

Chiusa la Porta santa, Leone XIV apre il cantiere delle riforme ecclesiali senza perdere tempo. Il Papa ha concluso solennemente il Giubileo della Speranza, ieri, accostando di persona i battenti di bronzo dell’ingresso di San Pietro solcato per tutto l’anno santo da milioni di pellegrini, e da questo pomeriggio si riunisce per due giorni con tutti i cardinali del mondo che ha convocato a Roma per discutere dei nodi fondamentali che dovrà affrontare nel corso del suo pontificato.

Interrogativi solenni

Alla cerimonia che si è svolta ieri, solennità dell’Epifania, conclusa dall’Angelus straordinariamente recitato dal loggione di San Pietro, ha assistito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura. «Se non ridurremo a monumenti le nostre chiese, se saranno case le nostre comunità, se resisteremo uniti alle lusinghe dei potenti, allora saremo la generazione dell’aurora», ha detto Robert Francis Prevost nell’omelia, «e serviremo una magnifica umanità, trasformata non da deliri di onnipotenza, ma dal Dio che per amore si è fatto carne». La Porta santa «ha conosciuto il flusso di innumerevoli uomini e donne», ha detto ancora il Papa: «Chi erano e che cosa li muoveva? Che cosa hanno trovato?». E, ancora, «c’è vita nella nostra Chiesa? C’è spazio per ciò che nasce? Amiamo e annunciamo un Dio che rimette in cammino?».

Otto mesi dopo

Interrogativi che risuoneranno nell’aula nuova del Sinodo dove oggi e domani si svolgerà, a porte rigorosamente chiuse, il primo Concistoro straordinario di Leone. Si tratta di una riunione di cardinali (attualmente sono 245 in tutto il globo ma tra i più anziani potrebbe esserci più di una defezione) che si celebra, recita il diritto canonico, «quando lo suggeriscono peculiari necessità della Chiesa o la trattazione di questioni particolarmente gravi». A otto mesi dalla fumata bianca il nuovo Papa riconvoca i suoi elettori, nonché coloro che per tradizione sono i suoi primi consiglieri, per dare seguito a un’istanza emersa con forza nel corso delle discussioni che hanno preceduto il Conclave. Se moltissimi porporati – esclusi i più conservatori – hanno infatti riconosciuto a Francesco il merito di avere impresso alla Chiesa una riforma necessaria, dalla morale sessuale alla liturgia, dal dialogo interreligioso alla devolution di potere alle conferenze episcopali nazionali, diversi, anche tra i suoi estimatori, hanno rilevato uno stile di governo poco collegiale e troppo solitario.

Concistori e Pontefici

Il Papa gesuita, in realtà, si era circondato di un consiglio di nove cardinali provenienti dai cinque continenti, il cosiddetto C9, ed ha spinto come nessun prima sull’acceleratore delle assemblee sinodali, ma in dodici anni di pontificato ha convocato solo due Concistori straordinari: nel 2014, per sondare i cardinali sui nodi della pastorale famigliare poi sviscerati dal Sinodo, e nel 2022 per fare il punto della riforma, già vidimata, della Curia romana. Concistori straordinari che sono stati – va detto – una rarità anche nei pontificati precedenti: in oltre un quarto di secolo Giovanni Paolo II ne convocò sei, per affrontare temi come il rinnovamento della Curia, la situazione finanziaria, le minacce alla vita, la sfida delle sette. Benedetto XVI neppure uno, ma fece precedere alcuni Concistori ordinari di inizio pontificato – ossia le cerimonie per la nomina di nuovi porporati – da una giornata “di riflessione e di preghiera” (nel 2014 ad esempio Ratzinger consultò i porporati sulla sua intenzione di liberalizzare la messa in latino).

Quattro temi in agenda

Ora Leone XIV, che fin dall’inizio ha precisato di non voler essere un «condottiero solitario», ha convocato un Concistoro straordinario che non ha natura deliberativa ma, ha spiegato il Vaticano, favorirà «un discernimento comune e ad offrire sostegno e consiglio al Santo Padre nell’esercizio della Sua alta e gravosa responsabilità nel governo della Chiesa universale». Se ufficialmente non c’è un’agenda, in una lettera riservata che ha inviato ai cardinali prima di Natale il Papa ha già indicato quattro aree tematiche, che, suscitando apprensione tra i porporati più conservatori, prendono le mosse dalla spinta riformista di Francesco. Si discuterà della evangelizzazione muovendo dall’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, il testo programmatico con il quale Francesco spingeva la Chiesa ad uscire dalle proprie certezze occupandosi dei poveri e dialogando con la società. Si parlerà poi di riforma della Curia romana a partire dalla costituzione apostolica di Bergoglio, Praedicate Evangelium; di sinodalità, ossia il metodo con il quale il Papa argentino ha coinvolto anche laici e donne nelle discussioni sui temi caldi della Chiesa; e infine del controverso tema della messa in latino, caldeggiata dai tradizionalisti e respinta dai progressisti. I cardinali avranno momenti di discussione, in assemblea e in gruppi di lavoro, pregheranno insieme e insieme mangeranno (il pranzo dei giovedì con Leone si svolgerà nell’atrio dell’aula delle udienze). Il Concistoro inizia questo pomeriggio alle 16 e si conclude domani sera alle 19 con le conclusioni del Papa e la recita del Te Deum.

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