Mattarella a Zurigo dai familiari dei feriti nel rogo di Crans-Montana: “Ora giustizia”
dal nostro inviato Concetto VecchioMartigny (SVIZZERA) – "Giustizia per quanto accaduto”.
Sergio Mattarella è voluto volare a Zurigo per incontrare i familiari di due ragazzi, Elsa Rubino, 15 anni, di Biella, e Leonardo Bove, 16 anni, di Milano, feriti nel rogo di Crans Montana, e ora ricoverati in condizioni critiche all’ospedale universitario di Zurigo. Il capo dello Stato ha voluto in questo modo esprimere la sua vicinanza ai genitori di Elsa - Lorenzo Rubino e Isabella Donatelli, e alla sorella di Elsa, Francesca - e a quelli di Leonardo: Gabriele Bove e Loretta Arapi. Li ha incontrati con l’ambasciatore italiano in Svizzera. Non ha voluto né telecamere né fotografi al seguito, e la visita è stato tenuta riservata fino a poco prima della partenza da Roma alle 8,45.
Successivamente si è intrattenuto con i medici in ospedale: “Sono venuto qui per ringraziarvi e per trasmettere ai genitori dei ragazzi la partecipazione e il sentimento dell’Italia intera coinvolta nell’angoscia per quello che è accaduto e nella speran…
Martigny (SVIZZERA) – "Giustizia per quanto accaduto”.
Sergio Mattarella è voluto volare a Zurigo per incontrare i familiari di due ragazzi, Elsa Rubino, 15 anni, di Biella, e Leonardo Bove, 16 anni, di Milano, feriti nel rogo di Crans Montana, e ora ricoverati in condizioni critiche all’ospedale universitario di Zurigo. Il capo dello Stato ha voluto in questo modo esprimere la sua vicinanza ai genitori di Elsa - Lorenzo Rubino e Isabella Donatelli, e alla sorella di Elsa, Francesca - e a quelli di Leonardo: Gabriele Bove e Loretta Arapi. Li ha incontrati con l’ambasciatore italiano in Svizzera. Non ha voluto né telecamere né fotografi al seguito, e la visita è stato tenuta riservata fino a poco prima della partenza da Roma alle 8,45.
Successivamente si è intrattenuto con i medici in ospedale: “Sono venuto qui per ringraziarvi e per trasmettere ai genitori dei ragazzi la partecipazione e il sentimento dell’Italia intera coinvolta nell’angoscia per quello che è accaduto e nella speranza che i giovani possono riprendere la loro vita nel migliore dei modi”.
l presidente ha espresso apprezzamento anche alla Protezione civile.
Le condizioni dei due ragazzi coinvolti nell’incendio di Capodanno nel bar discoteca Le Constellation sono purtroppo molto serie.
Leonardo Bove, studente del Liceo Virgilio di Milano e calciatore della Franco Scarioni 1925, è ricoverato a Zurigo perché al momento non può essere trasferito al Niguarda data la gravità del suo quadro clinico.
Lo stesso vale per Elsa Rubino, studentessa al Liceo Sella, che combatte con ustioni di secondo e terzo grado sul sessanta per cento del corpo.
Alle 11 Mattarella si è quindi spostato in aereo a Ginevra, e da lì ha raggiunto in auto la cittadina di Martigny, dove si è tenuta la cerimonia di commemorazione delle vittime voluta dal governo svizzero, alla quale hanno partecipato il presidente della Confederazione elvetica Guy Parmelin e quello francese Emmanuel Macron, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e altri capi di stato: le vittime sono di 19 nazionalità diverse.
Parmelin ha assicurato che “sanzionare i colpevoli è un dovere morale del nostro Stato”.
C’erano mille persone nel salone del centro congressi Cerm. La cerimonia si celebra qui per il maltempo: a Crans nevicava. Neve e pioggia anche a Martigny, che dista venti minuti da Sion, dove oggi i proprietari de La Constellation sono stati interrogati, e a sessanta chilometri da Crans.
Macron (la Francia lamenta tredici vittime) è arrivato alle 13,15, accolto da Parmelin, quindi ha scritto un messaggio sul libro delle condoglianze. Mattarella è entrato in sala mentre suonavano l’Adagietto di Mahler, e si è seduto accanto al presidente Macron.
Mattarella ha scritto il seguente messaggio sul libro delle condoglianze: “La cerimonia di oggi per l’immane tragedia che si è consumata impone poche parole: angoscia nel ricordo delle vittime, piena solidarietà verso i loro familiari, affettuosa e costante vicinanza ai giovani che in ospedale lottano per riprendersi le proprie vite, giustizia per quanto accaduto».
Le autorità svizzere tenevano in mano una rosa bianca. Centinaia di giornalisti. Dirette tv. Un cuore di rose bianche. Alle 14 un minuto di silenzio in sala e tutta la Svizzera. Rintocchi di campane in ogni contrada che si sono protratte oltre il tempo canonico. Per cinque minuti il Paese è sprofondato in un silenzio commosso. Il presidente del Consiglio di Stato vallese, Mathias Reynard, 38 anni, socialdemocratico, profondamente commosso, ha detto che “ogni vittima è figlia del vallese”, e “vogliamo impegnarci per riparare”..
Una vicenda che si sta rivelando non solo un’enorme tragedia, ma anche uno scandalo per il mancato rispetto delle più elementari misure di sicurezza. Negligenze che sono costate la vita a 40 giovanissimi, di cui sei italiani. Centosedici i feriti, alcuni molto gravi.
La messa a Roma per le vittime
Intanto a Roma, alla cerimonia in ricordo delle vittime italiane alla chiesa di S.Ambrogio e Carlo al Corso, oltre alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno partecipato anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e i ministri Guido Crosetto, Annamaria Bernini, Alessandro Giuli, con il vicepresidenti della Camera Fabio Rampelli e Giorgio Mulè.
Alla funzione presenti anche i leader del centrosinistra Elly Schlein, Nicola Fratoianni, Riccardo Magi, Giuseppe Conte. Con loro, per il Pd il capogruppo al Senato, Francesco Boccia, e il vicecapogruppo alla Camera Toni Ricciardi. In chiesa anche il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, e, tra i parlamentari, anche Deborah Bergamini, Marianna Madia, Beatrice Lorenzin, Galeazzo Bignami, Riccardo Ricciardi, Stefano Patuanelli e Benedetto Della Vedova.
Nella sua omelia, il cardinale vicario di Roma, Baldassarre Reina, ha detto: "Non accada più oggi nel dolore che punge avvertiamo che mentre sono tutti figli nostri, devono rimanere figli nostri anche tutti quelli che dovranno vedere riconosciuto per se stessi, per gli altri e dagli altri, il diritto a difendere la propria giovinezza, a vivere e a divertirsi in sicurezza, individuando regole e sostenendo convintamente il loro rispetto. Se tutti ci sentiamo genitori nel dolore, se ci sentiamo fratelli, sorelle, amici in questa tragedia, dobbiamo essere genitori, fratelli, sorelle, amici perché questo non accada più".
"Di fronte alla morte ci sentiamo impotenti, travolti dalle domande, spettatori inerti, dilaniati dal dolore perché il filo prezioso della vita è stato spezzato, sappiamo che tutto questo poteva essere evitato, rendendo più acuto il soffrire. Più acuto sarebbe il tormento - ha sottolineato Reina - se di quanto accaduto rimanesse la cenere dei silenzi, dell'assenza di spiegazioni, dell'opacità e dell'inerzia nella ricerca delle cause, e peggio si rimuovesse la tragica lezione che ci impegna alla custodia del diritto alla giovinezza che non ammette negligenze". Quindi ha citato, una per una, le sei giovani vittime italiane: "Giovanni, Achille, Emanuele, Chiara, Riccardo e Sofia, sono i nomi che Dio tiene scritti, indimenticabili nel palmo della sua mano, e che ora piange con le nostre lacrime, in attesa. Perché nulla è finito, nessuno è perduto". Ed ha anche ricordato chi "in quest'ora, lotta per la vita e la guarigione, aiutati da soccorritori, e assistiti da medici, infermieri, psicologi, nell'ospedale Niguarda di Milano e in tutti gli altri centri sanitari".
Richiamando il Vangelo, Reina ha concluso: "Le domande tornano a noi mute: com'è stato possibile? Si può morire così?".
"Ogni volta di fronte alle tragedie è legittimo domandarci dov'era Dio, perché l'ha permesso, cercando in Lui la causa remota, la cui esistenza disperatamente sembra consolarci o alimentare la più radicale ribellione. Ma, come in questo episodio del Vangelo, cercando Dio, lo troveremo", "vittima con chi è vittima, figlio tra i nostri figli morti, feriti, lacerati da quanto accaduto, e la causa non dovrà essere cercata in cielo, ma in terra".