Il primo annuncio è unilaterale: niente più conferenza stampa di fine anno, decreta Giorgia Meloni, d’ora in poi sarà l’appuntamento «di inizio anno». L’unico, comunque, in dodici mesi. Tanta economia (ma senza risposte, mancano i soldi) e molta politica estera. Un’apertura al dialogo con Vladimir Putin e attacchi multipli ai magistrati. In tutto tre ore, quaranta domande e qualche scintilla in diretta tv.
«Parliamo con Putin»
L’aveva annunciato Emmanuel Macron, «parlerò con Putin». Meloni si dice d’accordo con il presidente francese, ma aggiunge che tocca all’Europa confrontarsi con lo zar: «Il problema è chi deve farlo. Se andassimo in ordine sparso, faremmo un favore a Putin, l’ultima cosa che voglio nella vita». L’idea della premier è indicare «un inviato speciale». Quanto al ritorno di Mosca nel G8, «mi pare prematuro».
Truppe in Ucraina? Neanche con l’ombrello dell’Onu
L’Italia, conferma la leader, potrebbe partecipare con soldati italiani a una eventuale missione di pace Onu a …
Il primo annuncio è unilaterale: niente più conferenza stampa di fine anno, decreta Giorgia Meloni, d’ora in poi sarà l’appuntamento «di inizio anno». L’unico, comunque, in dodici mesi. Tanta economia (ma senza risposte, mancano i soldi) e molta politica estera. Un’apertura al dialogo con Vladimir Putin e attacchi multipli ai magistrati. In tutto tre ore, quaranta domande e qualche scintilla in diretta tv.
«Parliamo con Putin»
L’aveva annunciato Emmanuel Macron, «parlerò con Putin». Meloni si dice d’accordo con il presidente francese, ma aggiunge che tocca all’Europa confrontarsi con lo zar: «Il problema è chi deve farlo. Se andassimo in ordine sparso, faremmo un favore a Putin, l’ultima cosa che voglio nella vita». L’idea della premier è indicare «un inviato speciale». Quanto al ritorno di Mosca nel G8, «mi pare prematuro».
Truppe in Ucraina? Neanche con l’ombrello dell’Onu
L’Italia, conferma la leader, potrebbe partecipare con soldati italiani a una eventuale missione di pace Onu a Gaza. Ma non in Ucraina, neanche con le Nazioni Unite. «Non c’è un’ opzione sul campo oggi con un ombrello dell’Onu». «Poi - aggiunge - l’invio dei soldati può essere un’idea, ma non lo considero necessario». Quindi attacca i dem, che non escludono il sostegno a una missione garantita dalle Nazioni Unite: «Qualcuno nel Pd ha cambiato idea, presentassero una mozione e dirò cosa ne penso».
«Salvini? Non è filo-Putin». E difende Tajani: «Miracoloso»
La presidente del Consiglio si schiera con i suoi vice. Di Matteo Salvini rigetta il dato della vicinanza al Cremlino. «Filoputiniano? Non condivido, è una lettura un po’ di parte. Ho sempre pensato che i fili ce li hanno i burattini, non i politici». E scatta l’applauso dallo spicchio di sala riservato alla presidenza del Consiglio. Le ricordano poi che Marina e Piersilvio Berlusconi vorrebbero rinnovare FI, ma la premier difende il leader azzurro: «Quello che ha fatto Tajani negli ultimi tre anni, senza Berlusconi, ha del miracoloso».
L’invasione Usa della Groenlandia? Non conviene a Trump
Continua a mostrarsi scettica rispetto allo scenario di un’invasione americana della Groenlandia, nonostante le minacce di Donald Trump: «Non considero realistica l’ipotesi di un’azione militare Usa, che non condividerei e che non converrebbe a nessuno». Quando i cronisti insistono – «neanche un cenno critico verso il tycoon?» – Meloni risponde: «Con Trump non sono d’accordo su tante cose, quando succede glielo dico. Ad esempio penso che il diritto internazionale vada difeso. Prendere le distanze dagli Usa cosa significa: assaltare i McDonald, uscire dalla Nato, chiudere le basi Usa?».
Attacco ai giudici
A una domanda sulla sicurezza, punto debole a causa degli ultimi casi di cronaca, Meloni replica: «Se vogliamo garantirla, occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura». La leader cita tre casi - il capotreno di Bologna ucciso, l’imam di Torino e un infanticidio – in cui l’intervento di un giudice non è stato coerente con le scelte di polizia o Viminale. «Quando accade, è vano il lavoro delle forze dell’ordine e del Parlamento».
Giustizia, il referendum il 22-23 marzo. E attacca l’Anm
La consultazione sulla riforma della giustizia si terrà presumibilmente il 22 e 23 marzo. Salta l’ipotesi dell’1-2 marzo. Meloni attacca l’Anm per un cartellone del comitato per il no apparso nella stazione di Milano, in cui si accusa il governo di volere giudici che dipendono dalla politica: «Se chi ha nel suo dna la ricerca della verità scrive una menzogna, questo delegittima i magistrati».
Il 2026 e la legge sui “maranza”
La leader annuncia anche un nuovo provvedimento sulla sicurezza per fronteggiare le «gang giovanili e i cosiddetti maranza». Segue un’autocritica: «I risultati non sono sufficienti, il 2026 è l’anno in cui si cambia passo e si fa ancora di più».
La vendita di Gedi
«Abbiamo tempestivamente convocato i vertici di Gedi e i cdr del gruppo, abbiamo anche parlato con l’imprenditore greco in trattativa e a tutti abbiamo ribadito che la cosa fondamentale è la difesa dei livelli occupazionali», sostiene Meloni, parlando tra l’altro delle trattative per la vendita di Repubblica.
L’equo compenso per i giornalisti
«L’equo compenso mi sta a cuore ed entro febbraio potremo avere le tabelle per portare avanti finalmente il provvedimento». Nel frattempo in sala l’Fnsi protesta con cartelli per il mancato rinnovo del contratto.
Paragon e il caso Cancellato
«Il governo sta dando tutte le risposte che può dare per arrivare alla verità» sul caso Paragon, è la tesi. Una domanda è del direttore di Fanpage Francesco Cancellato, tra gli spiati da Paragon. «Sottoscrivo in pieno le parole di papa Leone – aggiunge Meloni - sul fatto che le informazioni personali non debbano essere usate per screditare le persone. Ma io non ho trovato la vita di altri buttata sui giornali, i conti in banca spiati, la situazione patrimoniale della madre e sul padre morto, ma la mia. Non i fatti personali di Cancellato, ma di Meloni». La leader sostiene che il Copasir avrebbe decretato che i giornalisti non sono mai stati intercettati: in realtà, il comitato sostiene che non lo siano stati legalmente.
Legge elettorale a maggioranza
Sulla riforma della legge elettorale «ci sono interlocuzioni con le opposizioni, spero positive», ma se dovessero fallire la destra andrà avanti comunque: «Se c’è chiusura, deciderà il Parlamento a maggioranza». Una nuova legge converrebbe anche a Elly Schlein perché garantirebbe «una maggioranza solida: è un vantaggio forse anche per l’opposizione».
Mattarella? Non sempre d’accordo
Non sono mancati dissidi con Sergio Mattarella, «non siamo sempre d’accordo», ma la collaborazione con il Colle funziona comunque: «I miei rapporti con lui sono ottimi. Se c’è una cosa che ha fatto la differenza, è che c’è quando si tratta di difendere l’interesse nazionale».
Niente voto anticipato
Questo scenario non esiste, «non è nei miei radar», giura.
In difficoltà sull’economia
Ancora nulla di concreto sul piano casa. Quanto al caro energia, una generica promessa: il decreto bollette arriverà «in uno dei prossimi cdm».
Ilva, no a soluzioni predatorie
«Per l’Ilva si è aperta una fase di negoziazione - ricorda - ma non accetteremo soluzioni predatorie».
Fine vita, “no al suicidio assistito”
«Penso che il compito dello Stato non sia favorire percorsi per suicidarsi – è la tesi - ma semmai cercare di ridurre al minimo la solitudine e le difficoltà di chi ha gravi patologie», anche con le cure palliative.