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Trentini, le toghe e la sicurezza, i rapporti con Mattarella e Trump: la conferenza stampa di Meloni

Trentini, le toghe e la sicurezza, i rapporti con Mattarella e Trump: la conferenza stampa di Meloni
(afp)
L’appuntamento di inizio anno alla Camera. Quaranta le domande dei giornalisti. La premier blinda governo e alleati. Attacchi a Anm e sinistra
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È durata quasi tre ore la conferenza stampa di fine anno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in cui ha blindato il governo – “solido”, no al voto anticipato – e in primis i suoi alleati Salvini e Tajani (“ha fatto miracoli”). In primo piano la politica estera a partire dal Venezuela: “Ci occuperemo di Trentini fino a quando la madre non lo riabbraccerà”. Sulla Groenlandia: “Non condividerei attacco di Trump”. Guerra in Ucraina: “Ue deve parlare con Russia, Salvini non è filoputiniano, posizione di Vannacci mi stupisce. Pd ha cambiato idea su truppe? Presenti mozione”. Si passa alle questioni interne. “Referendum il 22-23 marzo”, conferma la premier. “Legge elettorale sia condivisa, ma non escludo riforma a maggioranza”, aggiunge. Poi l’annuncio di un piano casa e una legge anti 'maranza': vieteremo a minori armi da taglio. Nonché un’autocritica sulla sicurezza: “Serve cambio di passo”. Attacco alle toghe (“spesso vanificano lavoro di forze dell'ordine e Parlamento”), a Anm sulla campagna per il No, e alla sinistra su Maduro e Hannoun (“Sempre dalla parte sbagliata della storia”). La tragedia di Crans-Montana, dove annuncia l’intervento dell’Avvocatura dello Stato, colpa dei “per soldi facili”. Esclude con una gag di puntare al Quirinale: piuttosto “lavorerei con Fiorello” e conferma i buoni rapporti con Mattarella con cui “non sempre è d’accordo”. La premier infine promette “fondi a Radio radicale” e di “seguire la vicenda Gedi per salvaguardia occupazione”.

Punti chiave

Terminata la conferenza stampa di Meloni

È durata quasi tre ore la conferenza stampa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Paragon: Meloni, disponibilità governo nel fornire informazioni

Sul caso Paragon "il governo intende offrire e lo sta facendo tutta la sua disponibilità per arrivare alla verità su questo tema. Io non ho mai detto che questa sia una questione di campagna elettorale, o secondaria. È un tema molto serio e ho detto che avremmo fornito tutte le informazioni". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa organizzata dal Consiglio nazionale dell'ordine dei giornalisti in collaborazione con l'Associazione della Stampa Parlamentare. In merito alle vicende legate al direttore di Fanpage, Francesco Cancellato - ha spiegato Meloni - "è una questione che è stata oggetto di un lungo lavoro del Copasir che con la relazione del giugno 2025 ha escluso che Graphite", il sistema fornito da Paragon, "sia stato adoperato nei confronti del giornalista. E' una relazione che è stata votata all'unanimità, ma ci sono anche due Procure che stanno lavorando sul tema e confidiamo che si possa arrivare a delle risposte. Il governo, per il tramite dell'Agenzia di intelligence, sta fornendo tutto il supporto necessario".

“Inchiesta su Mps non preoccupa, da governo nulla di illegittimo”

"Non sono preoccupata per l'inchiesta in corso su Mps, anche la procura ha detto che nelle azioni del governo non c'è niente di illegittimo". Così la premier Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di fine anno.

“Denatalità? Il problema è culturale”

"I numeri sulla natalità non sono Incoraggianti perché il problema è molto culturale. Il messaggio che vogliamo che passi è che i figli non sono un limite o un fardello. Spesso usiamo l'immigrazione come strumento per risolvere il problema della denatalità, la popolazione immigrata quando arriva non riesce a sanare quel gap. Noi abbiamo concentrato il nostro lavoro sul senso della libertà che dà la nascita di un figlio". Lo dice la premier Giorgia Meloni.

“Avanti sul piano Mattei, quest'anno summit in Etiopia”

"Il 2025 è stato anno dell'internazionalizzazione delle iniziative del piano Mattei. Abbiamo lavorato molto bene per un piano che potesse essere di esempio. Il piano si è allargato da 9 a 14 paesi ma il nostro obiettivo è aggiungere sempre nuovi paesi. Stiamo lavorando all'organizzazione del summit Italia-Africa che quest'anno si svolgerà in Africa, ragionevolmente in Etiopia. Sarà quella la sede per presentare i nuovi progetti". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella conferenza di fine anno.
"Trovo una grande gratitudine per l'Italia per questa iniziativa: una cooperazione che non ha un atteggiamento paternalistico né caritatevole, ma di rispetto. L'Africa è un continente strategico per i prossimi decenni", ha aggiunto.

“Dei bambini non possono vivere in un bosco ma va bene nei campi rom?”

"Io penso che quando si tolgono dei bambini ai loro genitori si debba avere la certezza che quei bambini stanno meglio rispetto a come si trovavano con i loro genitori. Dovrebbero essere dei casi molto estremi perché se la questione diventa morale o ideologica abbiamo un problema: qualcuno mi deve spiegare perché non possono crescere dei bambini un in bosco, ma invece sì in un campo rom o a chiedere l'elemosina. Il nostro ordinamento lavora per aiutare la famiglia in difficoltà non per aggiungere un trauma che che è quello della separazione. Io ho chiesto a Nordio di avere un quadro complessivo di quanti siano i casi di minori sottratti alle famiglie, la cosa incredibile è che non esiste un monitoraggio, noi abbiamo una pdl di iniziativa del governo che istituisce anche un registri dei minori sottratti anche presso la presidenza del Consiglio in modo da capire se sia il caso di intervenire. Non escludo che ci possano essere in futuro altri interventi legislativi" Lo afferma la premier Giorgia Meloni, nella tradizionale conferenza stampa di fine anno alla domanda sulla vicenda della cosiddetta 'famiglia nel bosco'.

“Rinnovamento di Forza Italia? Non metto bocca ma Tajani ha fatto miracoli”

"Quanto fatto da Antonio Tajani ha del miracoloso", dice Giorgia Meloni guardando al ruolo del segretario che ha 'traghettato' FI nella fase successiva alla morte del suo leader e fondatore.
La presidente del Consiglio, sempre nel corso della conferenza stampa di inizio anno, esclude che "possano arrivare tensioni" sulla maggioranza dagli stimoli al rinnovamento che la famiglia Berlusconi ha più volte avanzato nei confronti degli attuali vertici 'azzurri'. "Non metto bocca sulle dinamiche interne a Forza Italia, quello che posso dire è che quello che ha fatto Tajani, insieme agli altri dirigenti di Forza Italia, è un lavoro straordinario", aggiunge Meloni.

“Non sempre d’accordo, ma per difesa interesse nazionale Mattarella c’è”

"I miei rapporti con il Quirinale, soprattutto con il presidente della Repubblica, sono ottimi. Io e il presidente della Repubblica non siamo sempre d'accordo, ma c'è una cosa che fa la differenza: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, quando si tratta di difendere gli interessi nazionali c'è. Questo vale tutto. Ha a cuore, aiuta a rafforzare gli interessi nazionali". Così la premier Giorgia Meloni. "Sulle posizioni interne le posizioni" non sono sempre convergenti, "ma collaboriamo in maniera ottima. Vedo un racconto diverso dalla realtà che vivo. Ci vedo una costruzione molto spesso che porta a raccontare problemi quando non ci sono. Quando non siamo d'accordo troviamo sempre le soluzioni", ha concluso.

Mercosur, “Mai preclusione ideologica, ottenuti risultati importanti”

"Non ho mai avuto una preclusione ideologica nei confronti dell'accordo del Mercosur. Noi abbiamo sempre detto che saremo favorevoli quando ci saranno garanzie sufficienti per i nostri agricoltori". Lo ha detto Giorgia Meloni alla conferenza di inizio anno.

"Va bene le potenzialità dell'accordo, ma non a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni", quindi "abbiamo messo in sicurezza intessi diversi, quelli degli agricoltori e la spinta industriale. Mi pare che equilibrio sia sostenibile e spero che l'accordo possa portare solo vantaggi", ha spiegato la premier.

“Voto anticipato non è nei miei radar né strategia del 'tremendo' Fazzolari”

"Anche io ho letto ricostruzioni su intendimenti e strategie tremende del tremendo Fazzolari, ma non è proprio nei miei radar" andare al voto anticipato. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di fine anno.

"Credo che la stabilità di questo governo e dell'Italia sia precondizione per fare molte altre cose e farà del mio meglio per garantirla e arrivare alla fine della legislatura finché avrò una maggioranza solida che mi sostiene ovviamente. Ma il mio grande obiettivo è chiudere questa legislatura come l'ho iniziata".

Meloni, no dimissioni se dovessero vincere i no

In caso di bocciatura del referendum sulla separazione delle carriere "non intendo dimettermi". Così la premier Giorgia Meloni. Elezioni anticipate? "Non è nei miei radar, la stabilità è la precondizione per fare tante cose. Farò del mio meglio per garantire la stabilità. Il mio obiettivo è chiudere questa legislatura come l'ho iniziata", ha affermato. "Stiamo mantenendo gli impegni, il mio obiettivo è quello di arrivare a fine legislatura per poi presentarmi al cospetto dei cittadini sul totale del mio lavoro", ha detto la premier.

Fine vita: Meloni, no suicidio da Stato ma decide Parlamento

"Compito di Stato e istituzioni non è favorire percorsi per suicidarsi ma ridurre al minimo la solitudione e le difficoltà che peggiorano le condizioni di chi ha gravi patologie e le loro famiglie, e su questo il governo, per quanto di sua competenza, sta lavorando. Per il resto, ci rimettiamo al Parlamento e alle sue decisioni". Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Arianna sindaca di Roma o deputata? Decide lei”

Arianna Meloni candidata sindaca di Roma o in Parlamento? "Non ne abbiamo mai parlato. Arianna è un dirigente politica di massimo livello, militante storica, finora ha sempre deciso di non avere incarichi elettivi e io non ho sempre condiviso questa scelta. In ogni caso credo che le decisioni debba prenderle lei". Così Giorgia Meloni.

Referendum: a delegittimare le toghe è la campagna dell'Anm nelle stazioni

"Ho fatto un elenco delle responsabilità dei magistrati sulle questioni di sicurezza. Chi ha ruoli di responsabilità è chiamato a quelle responsabilità. Il tema della delegittimazione non c'è. Delegittima i magistrati la campagna dell'Anm che è stata fatta nelle stazioni. Se chi ha nel suo dna la ricerca della verità scrive una menzogna per difendere la sua campagna, questo delegittima. Così come le menzogne delegittimano la politica e i giornalisti. Chi ha un ruolo di responsabilità è chiamato a ricoprirlo con dignità e onore". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di fine anno.

“Io al Quirinale? Mi basta quello che sto facendo”

"Non so perché non mi proponente mai di andare a lavorare con Fiorello a pagamento", cosa che "io vorrei fare". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella conferenza di fine anno interpellata su un suo futuro al Colle. "Mi basta e mi appassiona quello che sto facendo - ha aggiunto -. Se lo farò ancora" nella prossima legislatura "dipenderà dal voto degli italiani". Meloni ha spiegato di non ambire a "salire di livello". "Mi faccio bastare il livello mio", ha concluso.

Carceri: 11mila nuovi posti da qui a fine 2027

"Ho penso che si debba affrontare il tema in modo strutturale con risposte strutturali". Così la premier Giorgia Meloni sul tema delle carceri. "I provvedimenti come amnistia e indulto sono provvedimenti tampone sperimentati in passato che non hanno risolto nulla", ha osservato la premier.
"Noi abbiamo il problema del sovraffollamento" perché la politica ha fatto solo provvedimenti tampone, "il problema è che in Italia non ci sono abbastanza posti in carceri, il governo sta lavorando a 11mila nuovi posti da qui alla fine del 2027. Questo è il modo serio di difendere la dignità dei detenuti" senza compromettere la credibilità dello Stato, osserva. "E' importante che il Parlamento proceda velocemente per favorire il trasferimento nelle comunità dei detenuti tossicodipendenti", conclude.

“Scoop su casa mia una delle tante menzogne e accuse infamanti”

"Mi sarei aspettata una domanda su un altro importante scoop, cioè sul fatto che avrei brigato con l'Agenzia delle Entrate per fare accatastare casa mia in una classe catastale diversa da quella che meriterebbe, avete presentato questa come una grande inchiesta e mi stupisce che non me ne chieda conto: probabilmente non lo fa perché non era una grande inchiesta". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di fine anno rispondendo a una domanda del Domani sul caso del suo capo di Gabinetto, Gaetano Caputi, uno "scoop" del quotidiano. "Mi perdoni - ha detto rivolta alla cronista - ma ho approfittato per rispondere a una delle tante menzogne e alle accuse infamanti che ho sentito raccontare sul mio conto in questi anni".

“Centrodestra no caserma. Ma no rischi fibrillazione, noi solidi”

"Siamo il governo più solido perché abbiamo la maggioranza più solida. C'è chiarezza nella linea politica e velocità nell'esecuzione". Lo dice la premier Giorgia Meloni. "Noi non abbiamo accantonato i provvedimenti, sono fiera dei partiti della maggioranza e dei leader, non credo che si rischino fibrillazioni nella maggioranza, il fatto che ci sia un dibattito è positivo, non siamo una caserma, nulla può mettere a repentaglio" la stabilità dell'esecutivo, ha concluso la premier.

“Diritto internazionale va difeso. Non sempre d’accordo con Trump”

"Ci sono molte cose su cui non vado d'accordo con Trump, per esempio credo che il diritto internazionale vada ampiamente difeso. Quando non sono d'accordo lo dico a lui, non ho difficoltà". Lo dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "Le direttrici della nostra politica estera sono l'Unione europea e l'Alleanza atlantica, come ha ricordato Mattarella qualche giorno fa. Cosa vuol dire che dobbiamo prendere le distanza dall'America? uscire forse dalla Nato, togliere le basi militari agli americani, assaltare i McDonalds? parliamo di geopolitica: cerco le luci piuttosto che le ombre del rapporto italiano con i partner europei e atlantici".

“Governo non avallerà proposte predatorie sull'ex Ilva”

"Al momento si è aperta una fase di negoziazione ma non ci sono e non ci saranno impegni vincolanti del governo fino a quando non ci saranno risposte chiare su un solido piano industriale, sull'occupazione e sulla sicurezza ambientale". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di fine anno parlando dell'ex Ilva. "Nessuna proposta che abbia un intento predatorio e opportunistico - ha aggiunto - potrà essere avallata da questo governo. Quando non ci sono gli annunci è perché ce ne stiamo occupando".

“Famiglie non saranno sole, Avvocatura in campo su Crans-Montana”

"L'avvocatura dello Stato su mandato della presidenza del consiglio si è messa in contatto per seguire le indagini con la procura elvetica e con la procura di Roma che ha aperto a sua volta un fascicolo: siamo pronti a fornire alle famiglie tutta l'assistenza necessaria per fare si che possano avere giustizia, le famiglie hanno la mia parola, non saranno lasciate sole. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di fine anno a proposito della tragedia di capodanno di Crans-Montana in Svizzera.

Crans-Montana: “Se qualcuno scappato con la cassa bisogna essere implacabili”

"Leggo di un video della proprietaria del locale che scapava con la cassa, se questo è vero bisogna essere implacabili". Lo ha detto Giorgia Meloni.

“Crans-Montana non disgrazia ma voglia di soldi facili”

Quanto avvenuto a Crans-Montana in svizzera è stato "devastante per tutti, quello che è successo non è una disgrazia, ma il risultato di troppe persone che non hanno hanno fatto il loro dovere per fare soldi facili, le responsabilità devono essere perseguite". Lo afferma la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa.

Meloni: legge su 'maranza', vieteremo a minori armi da taglio

Il fenomeno delle baby gang? "Ci siamo già occupati in passato di questa materia" con il dl Caivano, "raccogliendo consigli da parte dei magistrati che operano" nei territori a rischio, "il fenomeno dei cosiddetti maranza continua a imperversare, stiamo lavorando ad un altro provvedimento specifico che sarà presentato in uno dei prossimi Consigli dei ministri". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
"Deve essere vietato" il porto di armi da taglio e deve essere vietata "la vendita online ad armi da taglio e simili e servono sanzioni per i genitori responsabili dei minori" che utilizzano questi armi, ha concluso Meloni

“Hannoun? stendevano tappeti rossi”

"Penso che parte della politica abbia ampiamente sottostimato il fenomeno Hannoun. Qualcuno aveva segnalato che questa persona alla quale si stendevano tappeti rossi, aveva delle posizioni ambigue, per essere gentili, e quelli che facevano queste segnalazioni sono stati tacciati di essere degli islamofobi. Considero inoltre grave che dopo queste accuse ci siano manifestazioni di protesta. Seguendo quello che la sinistra ha fatto negli ultimi 2 anni dovrei accusare la sinistra di complicità con il 7 ottobre, sono una persona seria e non lo faccio, ma per dire quanto siano surreali certe accuse". Così Meloni.

“Condono? Non se ne sta parlando”

“Non se ne sta parlando ora". Lo afferma la premier Giorgia Meloni, nella tradizionale conferenza stampa di fine anno a chi le chiede se il governo o la maggioranza stia pensando di ripresentare un provvedimento per il condono edilizio.

Venezuela, Meloni: “Sinistra surreale, sta sempre da parte sbagliata della storia”

"Mi ha fatto specie vedere la mobilitazione sindacale per il Venezuela, dove c'è oggettivamente una condizione di povertà dilagante. Considero surreale vedere degli italiani di estrema sinistra che spiegano ai venezuelani cosa vuole dire essere venezuelani. Quelle immagini raccontano un mondo dove è la realtà che si piega all'ideologia: una sinistra che sta sempre dalla parte sbagliata della storia". Così Giorgia Meloni, in conferenza stampa alla Camera.

“In uno dei prossimi Cdm misure per abbassare i prezzi dell'energia”

Il governo sta lavorando "per abbassare i prezzi dell'energia, è un altro dei provvedimenti che punto a portare in uno dei prossimi Consigli dei ministri". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di fine anno.

“In piano casa 100mila appartamenti a prezzi calmierati”

L'emergenza casa? "Siamo in dirittura d'arrivo per la presentazione del piano casa: è un progetto molto ampio al quale stiamo lavorando con il ministro Salvini, con la collaborazione del ministro Foti e di molti corpi intermedi della società civile, come Confindustria. Lavoriamo insieme al sistema Italia, è un progetto a cui tengo tantissimo".
Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "L'obiettivo è mettere in campo centomila nuovi appartamenti" a prezzi calmierati" in dieci anni "al netto delle case popolari", ha osservato la premier.

“Occupazione, crescita e investimenti tra focus 2026”

"Guardo sempre con prudenza ai giudizi delle Agenzie di rating, mai state particolarmente benevole nei nostri confronti, anche quando parlano come oggi di una percezione che deve farci piacere. Il dato più significativo per me è l'occupazione, incoraggiante come quello sul potere d'acquisto, e come quello sulla crescita, che per me è uno dei focus principali di questo anno". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della conferenza stampa di inizio anno.

"Cosa serve per favorire la crescita? Continuare a sostenere l'occupazione, lavorare per abbassare i prezzi dell'energia e favorire gli investimenti, secondo il modello della Zes unica per il Mezzogiorno", aggiunge.

“Credo dl Ucraina avrà i voti in Aula, mi stupisce Vannacci”

"Ascolto tutte le valutazioni che arrivano dalla maggioranza, ho letto di qualcuno che auspicava che il dl ucraina non ottenesse i voti in Parlamento. Non credo andrà così e mi stupisce che" questa riflessione "arrivi da un generale. I soldati sono i primi che capiscono quanto le forze armate siano utili per costruire la pace". Così la premier Giorgia Meloni, nella conferenza di fine anno, risponde a chi gli chiede della posizione di alcuni esponenti della Lega sul dl Ucraina.

“Legge elettorale sia condivisa, ma non escludo a maggioranza”

"Ci sono interlocuzioni con l'opposizione ma non a mio livello, il mandato c'è. La ragione per cui Elly Schlein, ma non solo lei, dovrebbe vedere favorevolmente una riforma" della legge elettorale di tipo proporzionale con premio di maggioranza "è che si tratterebbe di una riforma che consentirebbe a chi prendesse più voti di governare 5 anni con una maggioranza solida. Con una riforma di questo tipo la partita sarebbe più che aperta".
Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa organizzata dall'ordine dei giornalisti e dall'associazione della stampa parlamentare parlando della riforma della legge elettorale. "Il tema non è vincere, ma governare. La cosa più importante è che" le scelte dei cittadini "non siano composte o scomposte" all'interno del Parlamento, ha osservato la premier, "se dipendesse da me che ho dato una indicazione a FdI, l'obiettivo è che ci sia una composizione" della trattativa sulla materia "il più possibile ampia. Il tema è non solo il rispetto del voto popolare ma anche la stabilità: il problema non è solo mio, ma anche dell'opposizione", aggiunge Meloni, "spero che non ci siano chiusure pregiudiziali, faremo tutto il possibile" perché la riforma sia condivisa "ma non escludo che si debba chiedere al Parlamento" una riforma a maggioranza, ha concluso la premier.

“Ucraina, arrivato momento che Europa parli con Russia”

"Io credo che si è arrivato il momento che l'Europa parli con la Russia" sul tema della guerra, "altrimenti il contributo è limitato. Ma chi lo deve fare? Non bisogna andare in ordine sparso, altrimenti si farebbe un favore a Putin". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Io sono stata sempre favorevole ad una nomina di un inviato speciale" sull'Ucraina, ha osservato la premier, "per ora mi pare prematuro l'ingresso della Russia nel G8".

“Spesso toghe rendono vano lavoro di forze dell'ordine e Parlamento”

"Se vogliamo garantire sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione: governo, forze di polizia e magistratura, che è fondamentale in questo disegno.

Cito due o tre casi dalla cronaca degli ultimi giorni. Escluso il caso del capotreno, ricordo il caso dell'imam di Torino. La polizia dimostra la sua pericolosità, il ministro ne dispone l'espulsione e l'espulsione viene bloccata. Lo scorso novembre una mamma ha ucciso il figlio di nove anni, era stata più volte denunciata per i pregressi tentativi di omicidio ma l'autorità giudiziaria aveva ritenuto di lasciarla a piede libero. Ad Acerra una persona è stata arrestata mentre sversava tonnellate di rifiuti nocivi, ma è stato rimesso in libertà dall'autorità giudiziaria. Posso citare decine di casi. Quando questo accade è vano il lavoro delle forze dell'ordine e del Parlamento. Un appello a lavorare tutti nella stessa direzione può fare la differenza". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di fine anno.

Referendum: “Confermo la data del 22-23 marzo”

"A norma di legge dobbiamo dare la data entro il 17 di gennaio, lo farà il prossimo Consiglio dei ministri: il 22 e 23 marzo è la data più probabile e mi sentirei di confermarla". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Sicurezza: 2026 anno in cui si cambia passo, lavoro fatto non sufficiente”

Il 2026 "è l'anno in cui si cambia passo sulla materia" della sicurezza, "voglio rivendicare il lavoro fatto" ma "non è stato sufficiente". Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
La premier ha illustrato i provvedimenti varati dal governo, a partire dal dl Caivano. "Bisogna fare di più, ci sono altri provvedimenti che stiamo studiando: uno riguarda il tema delle baby gang. Voglio dire che alcuni provvedimenti varati" dall'esecutivo "cominciano a dare risultati, i dati dei primi mesi del 2025" segnalano che i reati "sono calati ma se vogliamo garantire sicurezza per i cittadini occorre che tutti lavorino nella stessa direzione", anche la magistratura, ha osservato la presidente del Consiglio. "Ricordo il caso dell'Imam di Torino, la cui espulsione è stata bloccata", ha osservato la premier citando altre vicende simili. "Diventa vano il lavoro del Parlamento e delle forze dell'ordine" aggiunge la premier rivolgendo un appello in tal senso.

“Pd cambiato idea su truppe? Presenti mozione”

"Io resto dell'idea che non è necessario per l'Italia l'invio di truppe in Ucraina e mi sembrava che su questo ci fosse un'opinione maggioritaria in Parlamento. Ora vedo che nel Pd qualcuno avrebbe cambiato idea al riguardo. Se è così, il Pd presenti una mozione in Parlamento e tornerò a dire come la penso in proposito". Così, nel corso della conferenza stampa di inizio anno, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Salvini filo putiniano? Non condivido, fili li hanno burattini. In Ucraina serve forza di deterrenza”

Un veto putiniano di Salvini all'invio di militari in Ucraina? "Non condivido" questa affermazione, "fili li hanno burattini. Il dibattito all'interno della maggioranza è come difendere al meglio l'interesse nazionale. C'è una fetta maggioritaria a livello nazionale che ritiene che si possano fare passi indietro" nell'impegno a Kiev, "io penso che occorre essere al fianco dell'Ucraina, per me l'unico modo di garantire la pace è la deterrenza".
Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni rispondendo alla possibilità, esclusa dalla premier, di un invio di truppe italiane nel territorio ucraino. "Non c'è l'ipotesi di un intervento con l'ombrello dell'Onu, si sta parlando dell'istituzione di una forza multinazionale per rafforzare la difesa ucraina come strumento di garanzia. Io non ritengo necessario l'invio di truppe perché il principale strumento è quello di ispirarsi al sistema dell'articolo 5 della Nato, è quella la principale garanzia per Kiev. E si tratta di una proposta italiana" nonostante tanti osservatori abbiano "deriso" questa proposta "che tanto campata in aria non era", conclude la premier.
"Ripeto, sono molti che la pensano in maniera diversa da me, ma come sempre sempre detto l'unico modo di garantire pace è la deterrenza - aggiunge -.

“Non credo in azione militare Usa in Groenlandia e non la condividerei”

"Io non credo nell'ipotesi che gli Usa avviino un'azione militare sulla Groenlandia, che non condividerei" e "che non converrebbe a nessuno". "L'ipotesi di un intervento per assumere il controllo della Groenlandia è stato escluso da Rubio e dallo stesso Donald Trump. Io credo che l’amministrazione Trump con i suoi metodi molto assertivi stia ponendo l'attenzione sulla importanza strategica della Groenlandia per suoi interessi e per la sua sicurezza. E' un'area in cui agiscono molti attori stranieri e credo che il messaggio degli Usa è che non accetteranno ingerenze eccessive di attori straniere". Così la premier Giorgia Meloni.

“Trentini? Non smetteremo occuparci vicenda”

La possibile liberazione di Trentini detenuto in Venezuela? "Il governo si occupa di questa vicenda da 400 giorni, Trentini non è l'unico italiano detenuto. Non smetteremo di occuparci di questa vicenda fino a quando la madre" di Alberto Trentini "non potrà abbracciare suo figlio".
Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Saluto con gioia" la liberazione dei due italiani in Venezuela, "io sono fiduciosa, considero il segnale dato dalla presidente venezuelana di grande valore. Lo cogliamo, può rappresentare un momento nelle relazioni tra Italia e Venezuela", afferma la premier.

Meloni, non capisco contestazione, rinnovo contratto giornalisti non dipende da me

"C'è un tavolo aperto sul contratto nazionale dei giornalisti scaduto da tempo. Figuriamoci se non condivido il tema. Questo governo ha a cuore il tema del rinnovo dei contratti. Non mi è chiara la ragione per cui si faccia una mobilitazione. La responsabilità non è del governo. Capisco che questo è un momento di visibilità". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di fine anno riferendosi allo striscione mostrato in questa occasione da Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione nazionale della stampa italiana che recitava: "Giornalisti da 10 anni senza contratto ma alla Fieg finanziamenti milionari".

"L'immagine che ne esce - aggiunge Meloni - è una contestazione alla presidente del Consiglio, ma non dipende da noi. Noi possiamo fare moral suasion, ma non vorrei che ne venisse fuori l'immagine di una contestazione alla presidente del Consiglio".

“Su caso Cancellato dal governo tutto il supporto necessario”

La vicenda che riguarda il direttore di Fanpage, Francesco Cancellato, "è una questione oggetto di lungo lavoro del Copasir che, con la relazione del giugno 2025, ha escluso che Grafite, il sistema fornito da Paragon sia stato usato nei confronti di Cancellato. Due procure ci stanno lavorando e confidiamo in risposte. Per quanto riguarda il governo, per tramite dell'Agenzia di intelligence, sta fornendo tutto il supporto necessario". Così la premier Giorgia Meloni nella tradizionale conferenza stampa di fine anno.

Meloni: ok fondi Radio radicale. Su Gedi mossi tempestivamente, salvaguardare occupazione

"Il governo intende presentare un emendamento al Milleproroghe" sui finanziamenti a Radio radicale. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa organizzata dall'ordine dei giornalisti e dall'associazione della stampa parlamentare. Sulla situazione di Gedi "il governo si è mosso tempestivamente", ha spiegato la premier, "ha parlato con l'editore in trattativa con il gruppo, abbiamo ribadito la necessità" di assicurare il trattamento occupazione, al momento sulla trattativa "non c'è nulla di deciso".

Meloni, da governo impegno per lavoro giornalisti in zone di guerra

"Sono contenta che si apprezzi il governo e l'impegno che abbiamo preso tra l'altro proprio in questa sede per garantire agli operatori dell'informazione inviati in zone sensibili di svolgere il loro lavoro nelle miglior condizioni, il presidente Bartoli cita numeri che colpiscono ognuno di noi, colgo l'occasione per rinnovare la solidarietà e il ringraziamento a quei colleghi che ci consentono di arrivare dove i nostri occhi non possono arrivare". Lo afferma la premier Giorgia Meloni, nella tradizionale conferenza stampa di fine anno ricordando i giornalisti morti nelle zone di guerra.

Iniziata la conferenza stampa di Meloni

Iniziata la conferenza stampa di Meloni di inizio anno alla Camera

Fnsi, striscione alla Camera: giornalisti da 10 anni senza contratto ma alla Fieg finanziamenti milionari

"Giornalisti da 10 anni senza contratto ma alla Fieg finanziamenti milionari": è il testo di un piccolo striscione mostrato da Alessandra Costante, segretaria generale della Federazione nazionale della stampa italiana, nell'aula dei gruppi parlamentari della Camera, che si sta riempiendo di giornalisti e ospiti in vista della conferenza stampa della premier Giorgia Meloni, organizzata dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti in collaborazione con l'Associazione della stampa parlamentare.

Meloni: “Gratitudine a Caracas per avvio liberazione italiani”

"Seguo con attenzione la situazione in Venezuela e auspico che con la presidente Delcy Rodríguez si apra una nuova stagione di relazioni costruttive fra Roma e Caracas. In tal senso esprimo gratitudine per la scelta di avviare la liberazione di detenuti politici, fra i quali anche italiani, e spero vivamente che questo percorso prosegua con ulteriori passi nella medesima direzione". Così la premier Giorgia Meloni in una nota.

Ft: “2026 anno decisivo di Meloni”

Secondo il Financial Times, il 2026 è "un anno decisivo" per Giorgia Meloni. Il 4 settembre la premier potrebbe superare "il record di Silvio Berlusconi per il più lungo mandato continuativo dal secondo dopoguerra". Sarebbe "un risultato tutt'altro che scontato in un Paese che dal 1946 ha avuto 68 governi, durati in media poco più di un anno", scrive il quotidiano.
Meloni ha rivendicato di aver ricevuto "un'opportunità storica per fare dell'Italia il Paese che abbiamo sempre sognato" e di stare costruendo "un'Italia completamente diversa da quella che il mondo conosceva". Ma l'Ft osserva che, "per quanto aspiri a essere una leader trasformativa, Meloni ha faticato a articolare una visione chiara per il futuro dell'Italia", soprattutto "per un'economia in affanno con una forza lavoro che invecchia rapidamente". Molti italiani, scrive il quotidiano, "si chiedono cosa il suo governo abbia effettivamente realizzato oltre alla sopravvivenza", e per molti "la risposta finora è: deludentemente poco".
Secondo Romano Prodi, prosegue l'Ft, "è una coalizione fantastica perché Meloni è in grado di imporre disciplina e quindi la durata del governo è garantita", "ma il prezzo è l'assenza di innovazione in un Paese già paralizzato da tempo".
Ft sottolinea poi che il governo "ha impressionato le agenzie di rating e gli investitori esteri con la prudenza fiscale", ma che "l'economia italiana sta comunque perdendo slancio". La crescita è stimata allo "0,4% nel 2025" e dovrebbe restare "sotto l'1% nei prossimi due anni". L'economista Veronica De Romanis osserva che "in opposizione dicevano che l'austerità era la cosa peggiore che un governo potesse fare", ma "l'attuale governo ha imposto la più grande dose di austerità, aumentando le tasse e tagliando la spesa".
"Sono felice che i conti ufficiali siano a posto", ma "se non ho soldi per arrivare a fine mese, non è la mia priorità", afferma tra gli altri Paolo Grimoldi, ex parlamentare della Lega.
L'analisi del Financial Times affronta molti temi passando tra l'altro dall'assenza di riforme strutturali sulla produttività, ai limiti dell'uso del Pnrr, o le difficoltà della politica industriale. Ricorda gli avvertimenti di Goldman Sachs sulla crescita potenziale, le carenze in istruzione e ricerca e anche un clima di timore del mondo imprenditoriale nel criticare il governo, per segnalare quindi il nodo del prossimo voto al referendum e lo snodo decisivo delle elezioni nel 2027.

L’attesa per Alberto Trentini

Il Venezuela ha annunciato ieri la scarcerazione di un numero significativo di detenuti, tra cui cittadini stranieri e italiani. Rilasciati l’imprenditore Luigi Gasperin e Biagio Pilieri, giornalista e politico italo-venezuelano incarcerato un anno e mezzo fa per la sua opposizione al regime di Maduro. Attesa e speranza per il cooperante Alberto Trentini, detenuto da 419 giorni a Caracas.

Dal Venezuela al referendum sulla giustizia, i temi previsti

La situazione internazionale, con le mosse di Trump, il cambio di regime in Venezuela e la liberazione dei prigionieri, la speranza per Alberto Trentini, le rivolte in Iran, il protrarsi del conflitto ucraino. Tra i temi che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni affronterà nella conferenza di inizio anno. Poi i dossier di politica interna, dal referendum sulla riforma della giustizia alle spese militari, dall’emergenza carceri alla gestione della sicurezza. Non mancheranno le domande sulla situazione economica a partire dalle tensioni sull’ultima legge di bilancio.

Quaranta le domande dei giornalisti

Oggi la conferenza di fine anno, ormai trasformata da Meloni in conferenza di inizio anno, vedrà la presidente del Consiglio rispondere a 40 domande, sorteggiate dall’Ordine dei giornalisti e dalla stampa parlamentare. L’anno scorso la conferenza stampa durò quasi tre ore, compresa una “sosta toilette”.

Meloni, oggi la conferenza stampa di fine anno

La tradizionale conferenza stampa di fine anno della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per la terza volta spostata a gennaio, avrà luogo oggi alle 11.00 nell’Aula dei Gruppi della Camera dei Deputati

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