Decreto sicurezza, Malan (FdI): “Una stretta è necessaria, sbagliato fare a gara per intestarsela”
di Lorenzo De CiccoLucio Malan, capogruppo di FdI in Senato, perché il governo pensa a un altro decreto sicurezza?
«Perché vogliamo introdurre misure più stringenti».
L’opposizione vi attacca su quello che in teoria è uno dei vostri temi clou. Cosa non ha funzionato?
«È curioso che la questione della sicurezza venga cavalcata dalla sinistra adesso. Pochi giorni fa in Parlamento, quando il ministro Piantedosi ha risposto alle domande dell’opposizione, due su quattro erano su questo tema. Hanno una fiammata di securitarismo, ma in questi tre anni hanno contrastato tutte le nostre proposte».
Però un problema c’è. Non sarà davvero colpa dei magistrati?
«Alcuni episodi di cronaca certamente non vanno sottovalutati. Ma nel complesso i numeri sono chiari: i reati calano del 3,5%, -4% …
Lucio Malan, capogruppo di FdI in Senato, perché il governo pensa a un altro decreto sicurezza?
«Perché vogliamo introdurre misure più stringenti».
L’opposizione vi attacca su quello che in teoria è uno dei vostri temi clou. Cosa non ha funzionato?
«È curioso che la questione della sicurezza venga cavalcata dalla sinistra adesso. Pochi giorni fa in Parlamento, quando il ministro Piantedosi ha risposto alle domande dell’opposizione, due su quattro erano su questo tema. Hanno una fiammata di securitarismo, ma in questi tre anni hanno contrastato tutte le nostre proposte».
Però un problema c’è. Non sarà davvero colpa dei magistrati?
«Alcuni episodi di cronaca certamente non vanno sottovalutati. Ma nel complesso i numeri sono chiari: i reati calano del 3,5%, -4% di lesioni, -6% di furti, -4,5% di rapine. Per il resto, è innegabile che spesso reati gravi vengano commessi da persone che avrebbero dovuto essere in carcere, perché già condannate o oggetto di misure cautelari poi revocate».
La Lega rivendica le misure del decreto alle viste. Sono proposte del Carroccio o di FdI?
«Nel momento in cui ci sarà un decreto legge, sarà sostenuto dal governo nel suo insieme. Non facciamo la gara per mettere il cappello sui provvedimenti, l’importante sono i risultati, come l’assunzione di 39mila nuove forze dell’ordine negli ultimi anni».
C’è un altro tema di frizione, i soldati di “Strade Sicure”. Vanno aumentati, come chiede Salvini, o diminuiti, come vuole Crosetto?
«Io sono un ex carabiniere. È sempre rassicurante vedere uniformi per strada. Che siano polizia, carabinieri o militari dell’Esercito. Però ha ragione il ministro Crosetto: i soldati devono fare i soldati. È preferibile avere forze di polizia nelle città e nelle stazioni, perché il militare non può procedere ad alcune azioni proprie delle forze dell’ordine».
Altro passaggio spigoloso in Parlamento, il decreto Ucraina. Temete defezioni massicce nel Carroccio?
«Ma no, finora tutti i provvedimenti sono stati approvati da tutte le forze di maggioranza. Tutti speriamo che si arrivi presto alla pace, ma finché non cesseranno le ostilità, l’Ucraina va sostenuta».
Vannacci dice che quel decreto va affossato. Ed è il vice di Salvini...
«Intanto Vannacci è parlamentare europeo, quindi non voterà sul decreto. Poi vedrete, anche stavolta la maggioranza sarà unita. Senza il nostro aiuto, Kiev sarebbe da tempo travolta dai russi, più numerosi e più attrezzati».
Sulla Groenlandia il governo italiano non è troppo timido? O schiacciato su Trump?
«Mi risulta che Meloni abbia firmato una dichiarazione congiunta insieme ad altri leader europei e anche nella conferenza stampa dell’altro ieri ha confermato la sua posizione. Non vedo nessuno schiacciamento, gli Usa sono un alleato storico, ove ci sia da dissentire, si dissente. E la Groenlandia è uno di questi casi. Ma non c’è bisogno di fare quelli che dissentono di più. La politica estera va fatta con equilibrio e rapporti».
Legge elettorale. Davvero pensate di procedere da soli, senza dialogare con l’opposizione?
«Noi riteniamo che dare la possibilità di governare a chi vince le elezioni sia nell’interesse di tutti. Confidiamo di avere la collaborazione dell’opposizione. Tuttavia, visto che la riforma è d’interesse dell’Italia, non del centrodestra, se è necessario andremo avanti anche da soli. Non sarebbe la prima volta che lo si fa. Se vogliono il muro contro muro, ricordiamo che il muro più alto è il nostro».