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Termini, l’ipotesi della spedizione punitiva: “Stava solo andando in farmacia”

(franceschi)

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I parenti: “Non ci risulta che abbia avuto problemi con qualcuno”. Il Mimit: “Urso sarà al Policlinico da lui appena possibile”
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Davanti al Policlinico Umberto I c’è un gruppo di parenti e amici che si abbraccia mentre un uomo di 57 anni lotta in terapia intensiva dopo un’aggressione che, al momento, non ha un movente. Non è stato rapinato ma massacrato di botte. Tanto che si indaga anche sui suoi rapporti personali. «Non capiamo cosa sia successo, è una giornata così confusa - si sfoga una cugina mentre incornicia le guance con le mani -. Noi sappiamo che stava andando in farmacia ma non pensiamo in alcun modo che ci possa essere un legame tra la sua vita privata e questa brutale aggressione».

La vittima è un funzionario del ministero delle Imprese e del Made in Italy, fa parte dello staff della vicecapo del gabinetto del ministro Adolfo Urso, Elena Lorenzini, ed è il coo…

Davanti al Policlinico Umberto I c’è un gruppo di parenti e amici che si abbraccia mentre un uomo di 57 anni lotta in terapia intensiva dopo un’aggressione che, al momento, non ha un movente. Non è stato rapinato ma massacrato di botte. Tanto che si indaga anche sui suoi rapporti personali. «Non capiamo cosa sia successo, è una giornata così confusa - si sfoga una cugina mentre incornicia le guance con le mani -. Noi sappiamo che stava andando in farmacia ma non pensiamo in alcun modo che ci possa essere un legame tra la sua vita privata e questa brutale aggressione».

La vittima è un funzionario del ministero delle Imprese e del Made in Italy, fa parte dello staff della vicecapo del gabinetto del ministro Adolfo Urso, Elena Lorenzini, ed è il coordinatore del tavolo della moda. È sposato con un uomo, ha due sorelle. «Ha una vita regolare e non siamo a conoscenza di aggressioni in passato o di problemi con qualcuno», racconta ancora la cugina prima di andare via dall’ospedale dove il funzionario è ricoverato in Terapia intensiva.

Riservatezza, gentilezza e eleganza tanto nell’abbigliamento quanto nei rapporti con i colleghi e gli amici. Così lo descrive chi lo conosce. Mai uno screzio con nessuno. È un volto conosciuto delle feste glamour e dei vernissage nelle notti patinate della capitale. Li frequenta per lavoro ma ha comunque un’anima festaiola riconosciuta tra le colleghe e i colleghi.

«Abbiamo un gruppo sui social che si chiama AperiMi e è stato creato per organizzare un aperitivo al mese tra noi del ministero. Tra gli organizzatori c’è lui. Mercoledì ci sarebbe stato il prossimo evento ma lo abbiamo cancellato e nelle nostre chat tutti chiedono informazioni sulla salute del collega», spiegano dal Mimit.

Il ministro Urso avrebbe voluto subito andare in ospedale nella mattina di ieri, appena appresa la notizia, ma poi il quadro clinico del dirigente del ministero si è aggravato e non è stato più possibile ammettere visite. «Il ministro andrà quando le condizioni lo permetteranno», fanno sapere dal suo staff.

Sul luogo dell’aggressione in piazza dei Cinquecento, ieri mattina, è arrivata da Milano una delle due sorelle del funzionario, amministratrice delegata di un importante gruppo finanziario. Ha detto poche parole e poi si è chiusa nel silenzio: «Come è possibile in una così bella piazza che sia successo tutto questo?». La violenza, con calci e pugni ripetuti, è stata ripresa da due telecamere. Le immagini sembrano non lasciare dubbi. Quel gruppo di otto uomini si è avventato sulla vittima all’improvviso, come se fosse un assalto pianificato, una spedizione punitiva.

A poche decine di metri il secondo raid attorno alla stazione Termini e di tutt’altra natura.

Quello contro un rider di Glovo, di 23 anni e origini tunisine, che ha riportato lievi ferite. Anche lui è stato ricoverato al Policlinico Umberto I ma per poche ore. Stava andando a fare una consegna. Nel suo caso la dinamica è stata chiara sin da subito. In quattro lo hanno aggredito per rubargli la bicicletta, lasciandolo a piedi e ferito in strada.

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