“Immigrazione, diritti, no all’odio”. Ecco il manifesto della “svolta liberale” della Lega
di Lorenzo De CiccoEcco il manifesto che la Lega discuterà a Roccaraso, nella tre giorni (dal 23 al 25 gennaio) organizzata dal partito di Matteo Salvini, su input del vicesegretario Claudio Durigon. Il testo illustra un Carroccio diverso da quello a tinte vannacciane. È modellato sul “manifesto dei tempi nuovi” elaborato da Armando Siri, capo dei dipartimenti leghisti. “Una base di discussione”, l’ha definita il braccio destro del vicepremier che in queste settimane ha messo su “un’Arca delle idee”. E che propone una svolta liberale su tanti temi – immigrazione, diritti, burocrazia - al partito ex lumbard poi sovranista.
Sedici punti in tutto. Il dodicesimo è quello sulla sicurezza, crociata di Salvini per il 2026. Qui c’è la frase sui generali, che sta facendo discutere in…
Ecco il manifesto che la Lega discuterà a Roccaraso, nella tre giorni (dal 23 al 25 gennaio) organizzata dal partito di Matteo Salvini, su input del vicesegretario Claudio Durigon. Il testo illustra un Carroccio diverso da quello a tinte vannacciane. È modellato sul “manifesto dei tempi nuovi” elaborato da Armando Siri, capo dei dipartimenti leghisti. “Una base di discussione”, l’ha definita il braccio destro del vicepremier che in queste settimane ha messo su “un’Arca delle idee”. E che propone una svolta liberale su tanti temi – immigrazione, diritti, burocrazia - al partito ex lumbard poi sovranista.
Sedici punti in tutto. Il dodicesimo è quello sulla sicurezza, crociata di Salvini per il 2026. Qui c’è la frase sui generali, che sta facendo discutere in queste ore. “Abbiamo bisogno di individui che alimentano lo spirito e non di generali che arruolano eserciti”. Nel paragrafo si legge che “è necessario che tutti gli organismi dello Stato (Legislatore e Magistratura) agiscano all’unisono in modo coerente e senza conflitti interni”. La sicurezza “prima ancora che una condizione sociale, è uno stato dell’essere. Sentirsi al sicuro è un bisogno primario di ogni essere umano. L’insicurezza provoca nevrosi, paura e disgregazione sociale”. Le armi? “La guerra è sempre sbagliata perché scatena conseguenze autodistruttive per l’intera umanità”.
Un altro passaggio che segna questa svolta riguarda la famiglia, al punto 4. Sì, nel manifesto c’è scritto che “la famiglia naturale, fondata sull’unione tra uomo e donna, gode di una tutela speciale perché è la cellula originaria della continuità umana”. Ma con questa premessa: “Tutte le forme di convivenza fondate sull’amore rappresentano il motore emotivo, educativo e sociale della comunità”.
Al decimo punto c’è l’immigrazione. E si parla anche di accoglienza. “Accogliere significa assumersi responsabilità. L’immigrazione deve essere regolata, legale e fondata sul rispetto delle leggi e della cultura dello Stato ospitante”. Il manifesto apre a “ingressi programmati, formazione nei Paesi d’origine e integrazione attraverso il lavoro. L’accoglienza senza regole genera disordine. L’ordine senza umanità genera ingiustizia. Solo l’equilibrio tra doveri e diritti garantisce una convivenza stabile e pacifica”. Al punto sedici, l’ultimo, si legge: “Non esiste alcun diritto ad odiare”. Il testo sarà discusso dal partito a Roccaraso, invitati tutti i ministri, dal leader in giù.