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Pacchetto sicurezza, slitta il decreto. Salvini: “In Cdm la prossima settimana”

Matteo Salvini e Matteo Piantedosi (agf)

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Per le disposizioni sull’uso dei coltelli da parte dei giovani, Piantedosi preferisce un disegno di legge. Riunione di governo a Palazzo Chigi con Meloni e i vicepremier
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ROMA – Non figura nell’ordine del giorno del Consiglio dei ministri e comunque lo ha confermato anche Matteo Salvini: “Il decreto sicurezza penso che andrà la prossima settimana”. È in arrivo, garantisce il vicepremier leghista che avrebbe voluto accelerare ma le questioni irrisolte sono ancora molte e infatti è in corso a palazzo Chigi una vertice convocato da Giorgia Meloni su questo tema, prima della riunione di governo, per provare a risolvere alcune questioni.

Sul tavolo ci sono un decreto legge con 25 articoli e un disegno di legge con altre quaranta norme tra cui quelle per prevenire la violenza giovanile. Ed è qui che si è innescato il cortocircuito nel governo. Per il partito di Salvini, le disposizioni sull’uso dei coltelli da parte dei giovani, le aggravanti e le sanzioni accessorie dovrebbero andare nel decreto legge, in quanto misure urgenti. Ma il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel testo trasmesso a Palazzo Chigi, ha frenato facendo confluire queste norme nel …

ROMA – Non figura nell’ordine del giorno del Consiglio dei ministri e comunque lo ha confermato anche Matteo Salvini: “Il decreto sicurezza penso che andrà la prossima settimana”. È in arrivo, garantisce il vicepremier leghista che avrebbe voluto accelerare ma le questioni irrisolte sono ancora molte e infatti è in corso a palazzo Chigi una vertice convocato da Giorgia Meloni su questo tema, prima della riunione di governo, per provare a risolvere alcune questioni.

Sul tavolo ci sono un decreto legge con 25 articoli e un disegno di legge con altre quaranta norme tra cui quelle per prevenire la violenza giovanile. Ed è qui che si è innescato il cortocircuito nel governo. Per il partito di Salvini, le disposizioni sull’uso dei coltelli da parte dei giovani, le aggravanti e le sanzioni accessorie dovrebbero andare nel decreto legge, in quanto misure urgenti. Ma il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel testo trasmesso a Palazzo Chigi, ha frenato facendo confluire queste norme nel disegno di legge, consapevole dei possibili rilievi del Quirinale.

Non solo. La Lega vorrebbe andare ancora oltre. Motivo per cui il testo è in una fase di stallo e non sarà esaminato oggi dal Consiglio dei ministri. La Lega vorrebbe introdurre pene detentive per il porto d’armi illecito, aggravanti legate al volto coperto e ai luoghi sensibili, ampliando le sanzioni accessorie, fino alla sospensione del permesso di soggiorno.

Ci sono poi le questioni legate ai minori, con multe a carico di chi ne ha la sorveglianza e la possibilità di arresto in flagranza anche per imputati minorenni. Salvini spinge affinché nel provvedimento vengano inserite misure specifiche per i giovani stranieri che commettono reati, dalla riduzione dei benefici dell’accoglienza fino a rimpatri più rapidi per i minori non accompagnati. La maggioranza sta sollevando parecchi dubbi e anche gli uffici tecnici non ne sono convinti dal punto di vista giuridico.

Tuttavia, sulle possibili perplessità del Quirinale, Salvini taglia corto: "Ma non c'è ancora il decreto, come si fa a storcere il naso se non sa che cosa si fa? Si preannuncia una stortura di naso? Non riesco a prevederlo. Io penso che siano norme assolutamente di buon senso, condivise e richieste dalle associazioni, dalle famiglie, su cosa ci sarebbero perplessità?".

Sui migranti "nessuno storce il naso se prendiamo provvedimenti nei confronti di chi non rispetta la legge, anche per quello che riguarda i cosiddetti 'minori non accompagnati' - ha continuato - che oggi rimangono fino a 21 anni e spesso hanno 21 anni come me - ha ironizzato - Prevedere che chi commette un reato smetta di essere assistito e mantenuto a carico degli italiani, penso che sia una norma di buon senso quindi non penso che nessuno storcerà il naso". Tre le misure, proposte dal partito di Salvini, figura infatti l’ulteriore stretta ai ricongiungimenti familiari, l’uscita dal circuito dell’accoglienza per coloro che commettono reati e persino la possibilità di rimpatrio per i minori stranieri non accompagnati, oggi assolutamente vietata in tutta Europa. In sintesi, ha detto il leader leghista nei giorni scorsi: “Basta ricongiungimenti familiari facili, taglio dei benefici dell’accoglienza per i ragazzi che commettono reati, rimpatri più efficaci per i minori arrivati in Italia senza parenti”. Lo sostiene non tenendo conto della costituzionalità o meno di queste sue idee.

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