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Mattarella: “Senza regole condivise il mondo torna alle barbarie”

Sergio Mattarella
Sergio Mattarella 

Il capo dello Stato: “La diplomazia abbia sempre come orientamento la Costituzione. Tutelare l’Unione europea”

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ROMA – Evitare la barbarie nella vita internazionale». Al Quirinale, ricevendo i vincitori del concorso per segretari di legazione, il primo gradino nella carriera diplomatica, Sergio Mattarella è tornato a difendere «il percorso compiuto dalla comunità internazionale» nel dopoguerra. In un intervento a braccio, ha auspicato che le conquiste - «sul piano della civiltà, e delle regole condivise» - non vengano né «dissolte, né cancellate».

Nel salone degli Specchi fa i complimenti ai futuri ambasciatori. Hanno superato una dura selezione per essere lì. È felice della considerevole presenza femminile, 22 donne su 48. Tutti rappresenteranno l’Italia nel mondo. Li invita a «non deflettere mai dai principi che caratterizzano la nostra Repubblica, in contesti anche molto differenti da quello del nostro Paese». Elogia la nostra diplomazia, «di livello particolarmente elevato». Ricorda Boris Biancheri, a cui il corso di legazione è intitolato: «Figura straordinaria». In diplomazia - dice - «occorre avere anche coraggio». Significa essere «al servizio della Costituzione».

Siamo dentro un contesto internazionale che definisce «particolarmente difficile, fino a pochi anni fa imprevedibile». Tutto gira intorno a Trump. Davos ha confermato la distanza che c’è tra il Vecchio Continente e la Casa Bianca. Antonio Tajani, in sala, afferma che l’Europa non può fare a meno degli Usa, ma anche gli Usa non possono fare a meno dell’Europa. Poi il ministro tratteggia un quadro del mondo. «Io reprimo l’impulso ad approfondire queste considerazioni», dice di rimando Mattarella, ma, aggiunge, «si avverte il dovere a fare in modo che il percorso fin qui seguito non venga dissolto», non si precipiti «nella barbarie». «L’Unione europea riveste un ruolo centrale per quanto riguarda la nostra vita internazionale e la nostra attività diplomatica. L’azione dell’Italia è inscindibile da quella dell’Unione europea e tutelarne coesione, prestigio, efficacia di posizioni è un’altra forma di tutela del nostro interesse nazionale, della nostra capacità di essere ascoltati nella vita internazionale». In altre parole: l’Europa è il nostro destino e spetta alla Ue contrapporsi a chi minaccia i nostri valori.

In mattinata aveva ricevuto una delegazione della Fondazione Milano-Cortina 2026, guidata da Giovanni Malagò, definendo le Olimpiadi «una straordinaria avventura». E si era soffermato così sui ritardi: «Naturalmente ci sono delle rifiniture da realizzare, come è sempre stato, e non soltanto nel nostro Paese. Ovunque. Perché vi sono alcune realizzazioni strutturali che non è possibile materialmente fare in precedenza».

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