C’è una certa aria frizzantina a Roccaraso, e non è per via del — 1 grado alle sei del pomeriggio: «Ciao ciao generale!», esclama un consigliere regionale campano in pausa sigaretta con un gruppetto di militanti, fuori dalla sala comunale riservata ai quadri del partito (giornalisti lasciati fuori, ma avevano avvertito). In collegamento, in attesa del suo intervento in presenza di domani, Matteo Salvini ha salutato tutti per l’avvio della tre giorni di evento e al netto delle frasi di rito («la grande famiglia della Lega», «l’impegno e la coerenza di governo e sui territori» eccetera) ha detto la frase che tutti hanno collegato subito a Roberto Vannacci e ai suoi fedelissimi, per ora pochi dentro al Carroccio: «La Lega è una forza di governo e fuori dalla Lega c’è il deserto». Frase chirurgica, tra quelle che la sua comunicazione decide di diramare. Nulla lasciato al caso.
Oggi nella cittadina abruzzese parleranno in diversi, sugli argomenti più disparati. Ci sarà Luca Zaia, alfiere d…
C’è una certa aria frizzantina a Roccaraso, e non è per via del — 1 grado alle sei del pomeriggio: «Ciao ciao generale!», esclama un consigliere regionale campano in pausa sigaretta con un gruppetto di militanti, fuori dalla sala comunale riservata ai quadri del partito (giornalisti lasciati fuori, ma avevano avvertito). In collegamento, in attesa del suo intervento in presenza di domani, Matteo Salvini ha salutato tutti per l’avvio della tre giorni di evento e al netto delle frasi di rito («la grande famiglia della Lega», «l’impegno e la coerenza di governo e sui territori» eccetera) ha detto la frase che tutti hanno collegato subito a Roberto Vannacci e ai suoi fedelissimi, per ora pochi dentro al Carroccio: «La Lega è una forza di governo e fuori dalla Lega c’è il deserto». Frase chirurgica, tra quelle che la sua comunicazione decide di diramare. Nulla lasciato al caso.
Oggi nella cittadina abruzzese parleranno in diversi, sugli argomenti più disparati. Ci sarà Luca Zaia, alfiere di una Lega “liberal”. Ma non il generale in congedo, che ormai in maniera palese gioca una partita tutta sua. Due sere fa era a Ventimiglia ad un evento pubblico e spiegava a Giorgia Meloni cosa dovrebbe fare, «a questi tavoli bisogna starci, se non sei al tavolo sei nel menù», ragionava rispetto al cosiddetto “Board of peace” di Donald Trump. E poi, sempre sul filo dell’ambiguità, a domanda del Messaggero Veneto sull’idea di fondare un proprio partito, risposta: «Mai dire mai». Non il massimo per chi sulla carta fa il vicesegretario di un movimento.
Nella Lega, quella nordista che ha sempre considerato Vannacci un corpo estraneo, assicurano — o forse si augurano — che l’evento di Roccaraso per com’è pensato certifica la rottura di Salvini, che sarebbe stufo. L’invito a Francesca Pascale, la ex compagna di Silvio Berlusconi, che oggi interverrà sul tema dei diritti civili, è un dito in un occhio. Lei che col generale si era già scontrata in tv oltre un anno fa, dandogli del «represso». Che corra cattivo sangue si capisce dal commento di lui ad Adnkronos: «Non sapevo che Pascale, oltre a essere dottore magistrale ed accademico in diritti civili, fosse anche un fine analista politico. Tutte professionalità e competenze finora nascoste che questa signora ci sta svelando proprio ora…».
Nei giorni scorsi Salvini ha incontrato il gruppo parlamentare e ha detto che se ci saranno defezioni non ci sarà da preoccuparsi. Si vocifera da giorni che Edoardo Ziello, Rossano Sasso e Domenico Furgiuele siano pronti a creare la componente del nuovo partito vannacciano, una sorta di Afd italiana. Stessa operazione in alcuni consigli regionali, a partire dalla Toscana (l’unico eletto è un uomo di Vannacci, Massimiliano Simoni) e dal Veneto. L’ora x? A febbraio. Vero, falso? Di sicuro delle cose si stanno muovendo. Due sere fa a Milano, in una birreria in zona Isola — le birrerie, quasi un richiamo storico — si sono incontrati un po’ di personaggi legati al mondo dell’estrema destra. Tradizionalisti cattolici, monarchici, filorussi, il presidente della prima associazione dei romeni in Italia, e tra loro il coordinatore del centro studi dell’ex generale, Luca Sforzini. Il progetto del partito di Vannacci è diventato un po’ il segreto di Pulcinella. «Per la sua storia militare e per le sue chiare affermazioni valoriali, è certo un punto di riferimento per tutti i veri patrioti», sostiene Max Francioli di Unione patriottica. Tutto un gran darsi da fare insomma, tanto che viene quasi naturale far sbottare chi è cresciuto nella Lega monolitica di una volta, come il veneto Roberto Marcato: «Vannacci? Ma si faccia questo benedetto partito: vediamo quanti voti prendono lui e la sua Decima».