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L’Ue replica alle critiche di Zelensky: “Incredibili, da noi 200 miliardi”

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Irritazione di Bruxelles per l’attacco di Kiev all’Europa: “Ribadiamo nostro piano sostegno”. Anche Roma delusa
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BRUXELLES – «Incredibile». La «Commissione europea ieri mattina era stata convocata per discutere di sicurezza, nel senso ampio del termine. Dei rapporti Transatlantici, dell’esito del Consiglio europeo del giorno precedente in merito alla crisi con Donald Trump, della Groenlandia, dell’Artico e anche dell’Ucraina. Anzi, in un certo senso la situazione che vive Kiev rappresentava un dato acquisito. Ed invece il dibattito in un lampo si è concentrato proprio su Kiev e sulla parole di critiche pronunciate da Volodomyr Zelensky contro l’Europa.

E le reazioni dei commissari, di tutti i commissari, non sono state per niente accondiscendenti. L’aggettivo più usato è stato appunto «incredibile». L’irritazione era mista a un senso generale di incredulità. Non c’è stato un solo intervento in cui qualcuno abbia preso le difese del presidente ucraino: «Con tutto quello che abbiamo fatto….». Con diversi membri dell’esecutivo europeo che ricordavano quanto fosse difficile difendere con gli elettor…

BRUXELLES – «Incredibile». La «Commissione europea ieri mattina era stata convocata per discutere di sicurezza, nel senso ampio del termine. Dei rapporti Transatlantici, dell’esito del Consiglio europeo del giorno precedente in merito alla crisi con Donald Trump, della Groenlandia, dell’Artico e anche dell’Ucraina. Anzi, in un certo senso la situazione che vive Kiev rappresentava un dato acquisito. Ed invece il dibattito in un lampo si è concentrato proprio su Kiev e sulla parole di critiche pronunciate da Volodomyr Zelensky contro l’Europa.

E le reazioni dei commissari, di tutti i commissari, non sono state per niente accondiscendenti. L’aggettivo più usato è stato appunto «incredibile». L’irritazione era mista a un senso generale di incredulità. Non c’è stato un solo intervento in cui qualcuno abbia preso le difese del presidente ucraino: «Con tutto quello che abbiamo fatto….». Con diversi membri dell’esecutivo europeo che ricordavano quanto fosse difficile difendere con gli elettori la sicurezza assicurata a Kiev e soprattutto l’enorme spesa a suo favore. Il costo, a loro parere, è stato dunque anche “politico”. Al punto che la stessa presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha dovuto dare ragione agli intervenuti: «In effetti bisogna capire cosa è successo…». Non molto di più. Ma il movimento della testa ripetutamente volto a esprimere assenso è stato colto da tutti i presenti.

Dietro la frase di von der Leyen, però, non c’è solo una formula di circostanza. Perché il sospetto è che Zelensky abbia colto l’occasione, alla vigilia del summit ad Abu Dhabi con i russi, per ammorbidire la linea di Donald Trump sul Donbass. E lo ha fatto attaccando il Vecchio Continente, usando cioè gli stessi argomenti della Casa Bianca. Sapendo — o sperando — che il presidente americano avrebbe così confermato davvero la consegna dei missili Patriot magari prendendo le sue parti per quanto riguarda il negoziato sui territori reclamati da Mosca. Ipotesi che irrita ancora di più Bruxelles e praticamente tutti i governi dell’Unione.

L’Ue non a caso ieri ha rammentato di aver già trasferito 200 miliardi di euro alle casse di Kiev in quattro anni. «Ribadiamo — ha detto un portavoce di Palazzo Berlaymont — il nostro pieno impegno e sostegno all’Ucraina fin dal primo giorno e in modo continuativo, insieme ai Paesi membri. Siamo i principali sostenitori, avendo già fornito finora quasi 200 miliardi di euro». E poi è stato sottolineato l’accordo che consente all’Ucraina di associarsi al Fondo europeo per la difesa, pari a 7,3 miliardi di euro. Per di più un documento della stessa Commissione ha conteggiato quanti soldi serviranno per la ricostruzione: 800 miliardi in dieci anni. Come a dire: non ti lamentare, per il passato e per il futuro.

Basta ascoltare anche Giorgia Meloni per capire lo stato d’animo provocato dalle critiche di Zelensky all’Europa. «Io — ha fatto notare — penso di essere la prima che ha detto che l’Europa si deve un pò svegliare...Dopodiché per quello che riguarda Zelensky devo anche ricordare che abbiamo fatto tutto quello che potevamo e quindi un po’ mi è dispiaciuto». Per il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, «l’Europa ha garantito l’indipendenza dell’Ucraina e ha fatto di tutto per sostenerla dal punto di vista politico, finanziario e militare. Non è generoso nei confronti dell’Europa dire queste cose». Una circostanza condivisa con il governo tedesco presente a Roma anche con il Cancelliere Merz per il bilaterale con l’esecutivo italiano.

Il tutto, inoltre, avviene alla vigilia dell’approvazione di un nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca. Il consiglio dei ministri degli Esteri Ue dovrebbe dare un prima via libera la prossima settimana e arrivare al disco verde definitivo entro il mese prossimo. Ma certo le parole di Zelensky stavolta non hanno aiutato. L’Ue continuerà a sostenere l’Ucraina fino in fondo. E il suo presidente dovrà fare uno sforzo in più per conquistare la simpatia degli alleati europei.

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