Piantedosi ora ammette: I’Ice sarà alle Olimpiadi. Tajani: “Non sono le SS”
di Tommaso CiriacoMatteo Piantedosi, ministro dell'Interno
ROMA – Primo punto fermo: analisti dell’Homeland security investigation - l’organismo investigativo dell’Ice - agiranno in Italia per garantire la sicurezza delle delegazioni degli Stati Uniti in occasione delle olimpiadi di Milano Cortina. Vigileranno dunque sul vicepresidente J. D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, ma anche sugli atleti Usa impegnati nelle competizioni. Lo faranno dall’interno di una sala operativa allestita nel consolato di Milano, dunque senza scendere in strada. Seconda certezza: l’Italia schiererà seimila uomini per blindare l’evento. Una scelta assunta al termine di un vertice del comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che si è riunito ieri al ministero dell’Interno.
È un nuovo giorno di incontri, mediazion…
ROMA – Primo punto fermo: analisti dell’Homeland security investigation - l’organismo investigativo dell’Ice - agiranno in Italia per garantire la sicurezza delle delegazioni degli Stati Uniti in occasione delle olimpiadi di Milano Cortina. Vigileranno dunque sul vicepresidente J. D. Vance e il segretario di Stato Marco Rubio, ma anche sugli atleti Usa impegnati nelle competizioni. Lo faranno dall’interno di una sala operativa allestita nel consolato di Milano, dunque senza scendere in strada. Seconda certezza: l’Italia schiererà seimila uomini per blindare l’evento. Una scelta assunta al termine di un vertice del comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che si è riunito ieri al ministero dell’Interno.
È un nuovo giorno di incontri, mediazioni, polemiche. Tutto ruota, ancora, attorno alla presenza della contestata agenzia federale americana in Italia. Tocca a Matteo Piantedosi, dopo giorni di smentite e rettifiche, compiere un passo destinato a chiarire finalmente questa storia: il ministro dell’Interno incontra l’ambasciatore americano a Roma, Tilman J. Fertitta, e fa diffondere un comunicato nel quale si specificano i contorni dell’impegno dell’Ice sul suolo nazionale. L’Hsi si coordinerà con le sale operative delle autorità italiane, si legge, e gli «agenti dell’Ice non avranno alcuna funzione esterna di ordine pubblico», anche perché non possono svolgere «operazioni o servizi di controllo dell’immigrazione in Paesi stranieri». Ma non basta: «Tutte le operazioni di sicurezza sul territorio restano come sempre sotto esclusiva responsabilità e direzione delle autorità italiane».
Fin qui, il dato operativo. Che non tiene però conto delle pesanti ripercussioni politiche della vicenda. Una difficoltà che investe in pieno l’esecutivo di Giorgia Meloni. Ed emerge in controluce, ascoltando le parole dei ministri. «Non è che arrivano le SS – sostiene ad esempio Antonio Tajani - Non arrivano con i mitra e la faccia coperta. Arrivano dei funzionari... Non ci saranno agenti Ice in mezzo alla strada, ma solo divise di carabinieri, poliziotti e finanzieri». Anche Piantedosi, parlando al Tg1, prova a ridimensionare: «Non si vedranno mai agenti Ice in giro per le strade in Italia come a Minneapolis. Chi sostiene questa ipotesi - assicura - spaccia una fake news e lo fa per incompetenza o malafede».
Parole che non sembrano sufficienti a sedare lo scontro. Le opposizioni chiedono infatti chiarezza al governo. L’esecutivo «balbetta», attacca Francesco Boccia a nome del Partito democratico. «Non possiamo permettere» la loro presenza in Italia, si espone il leader cinquestelle Giuseppe Conte. E si infuria anche il sindaco di Milano, Beppe Sala: «Da italiano, prima ancora che da cittadino, non mi sento tutelato da Piantedosi, perché dice: “Se anche dovessero venire che problema c’è?”. Questa è una milizia che uccide. Potremo dire per una volta un “no” a Trump?». L’unico ad abbassare i toni sembra invece essere il governatore lombardo della Lega, Attilio Fontana: «Io mi sento estremamente tutelato da Piantedosi». Il ministro dell’Interno, nel frattempo, replica al primo cittadino di Milano: «Sala - sostiene - scopre solo ora il tema della sicurezza».
Le pressioni del centrosinistra impongono, alla fine, un passaggio parlamentare sulla vicenda: il titolare del Viminale, dopo essersi confrontato con il collega Luca Ciriani, accetta infatti di riferire alle Camere mercoledì 4 febbraio. Ancora prima, il 31 gennaio, il Pd manifesterà a Milano per protestare contro la presenza dell’agenzia federale in Italia.