ROMA – Mamma mia che fatica. Fra il serio e il faceto, qualcuno dei suoi predecessori l’aveva anche ammesso: non c’è mestiere più complicato che fare il segretario del Pd. Se n’è accorta pure Elly Schlein: costretta, pur di tenere unito il partito più “plurale” al mondo — aggettivo utilizzato per celare diversità di vedute non sempre conciliabili — a surfare fra le correnti, macinare chilometri su chilometri, saltabeccare tra convention e seminari in giro per l’Italia. Com’è successo ieri: a mezzogiorno era a Napoli, guest star alla prima iniziativa ufficiale della rediviva Energia popolare, l’area di Stefano Bonaccini orba dei riformisti duri e puri, ma piena di sindaci e governatori; alle quattro a Milano, per inaugurare il nuovo corso della Fondazione Demo (ri)affidata alle cure di Gianni Cuperlo.
ROMA – Mamma mia che fatica. Fra il serio e il faceto, qualcuno dei suoi predecessori l’aveva anche ammesso: non c’è mestiere più complicato che fare il segretario del Pd. Se n’è accorta pure Elly Schlein: costretta, pur di tenere unito il partito più “plurale” al mondo — aggettivo utilizzato per celare diversità di vedute non sempre conciliabili — a surfare fra le correnti, macinare chilometri su chilometri, saltabeccare tra convention e seminari in giro per l’Italia. Com’è successo ieri: a mezzogiorno era a Napoli, guest star alla prima iniziativa ufficiale della rediviva Energia popolare, l’area di Stefano Bonaccini orba dei riformisti duri e puri, ma piena di sindaci e governatori; alle quattro a Milano, per inaugurare il nuovo corso della Fondazione Demo (ri)affidata alle cure di Gianni Cuperlo.
Due appuntamenti strategici a poco più di un anno dalle politiche. Il primo per mandare alcuni messaggi chiari: sia di pace alla minoranza, «è sano che ci sia, va rispettata, il pluralismo è un valore che difendiamo», sia alla maggioranza che «si è allargata» e la sostiene, ma non perde occasione per provare a condizionarla, suggerire cosa si debba o non debba fare. E perciò «sono orgogliosa, il partito non è mai stato più unito di così dalla sua nascita», rivendica Schlein, ringraziando Bonaccini per aver scelto di «fare insieme a noi questo percorso». E tuttavia pronta ad avvertire: «Il Pd ha una linea chiara», la sua, «con cui si può essere d’accordo o meno, ma non si può dar fuori l’idea che ci siano due, tre linee diverse, o nessuna, altrimenti i cittadini fanno fatica poi a capire quel che stiamo dicendo e facendo».
Discorso che vale per gli oppositori interni, da Guerini a Delrio fino a Malpezzi che lesta replica: «Su pluralismo e rispetto reciproco servono fatti, non solo auspici». Ma anche per i supporter della prima e dell’ultima ora, ormai in lotta fra loro per conquistare più spazio nella cabina di regia del Nazareno. Si è visto alla stazione Marittima di Napoli: tanta gente, i presidenti Decaro Giani e De Pascale esibiti come trofei, insieme ai sindaci Gualtieri, Lo Russo, Salis e pure Manfredi che qui è padrone di casa. Una prova di forza. «Qualcuno aveva detto che mi avevate abbandonato tutti», ironizza l’ex governatore emiliano, «e invece vi ritrovo più numerosi di prima».
Lo sa bene la segretaria: per vincere le probabili primarie di coalizione sul candidato premier deve avere il partito compatto dalla sua. La ragione per cui avanza l’ipotesi di anticipare il congresso subito dopo il referendum sulla giustizia: per avere una più forte legittimazione in vista della doppia sfida, con Giuseppe Conte prima e Giorgia Meloni poi. E pazienza se Decaro, accolto con una standing ovation, è contrario: «Non ce n’è bisogno». A spianare la strada c’è la campagna di ascolto «fra i cittadini e le categorie - faremo quel che il governo non fa» - avviata con la due giorni di Milano. Prossime tappe Napoli, Firenze e infine Roma per parlare di salari, scuola, ricerca, lavoro, industria, ambiente e naturalmente sanità.
La base del programma per l’alternativa. «La partita è più che aperta», incalza Schlein: «La destra ha fallito. Anche sulla sicurezza», tema centrale per il Pd. «I reati sono aumentati, specie quelli predatori», accusa, «mancano 20mila agenti. Smettetela di scaricare la responsabilità sui nostri sindaci». E quanto alla presenza dell’Ice ai Giochi invernali: «Le loro squadracce non sono benvenute». Impressionata, la segretaria, «dalle immagini di Minneapolis: una bimba di due anni è stata catturata e deportata insieme al padre, un altro di cinque usato come esca davanti casa». Eppure, «ho visto Meloni strumentalizzare per settimane le vicende di una famiglia nel bosco e non dire una parola sui questi bambini». Perciò bisogna unire il Pd e la coalizione: per batterla alle elezioni. La lunga marcia è iniziata.