Per usare un paragone che dovrebbe piacere a Giorgia Meloni, l’estrema destra è come il Nulla nella Storia infinita di Michael Ende. Se non la combatti, dilaga. Se non sei capace di prenderne le distanze, la stai solo nutrendo. E così, l’ossessione che ha accomunato negli ultimi anni tanto la Lega che Fratelli d’Italia – quella di non avere nemici a destra – si è rivelata un clamoroso boomerang.
L’ex generale Roberto Vannacci, già autore del bestseller Il mondo al contrario, propagatore di idee razziste e xenofobe, autore di insulti contro gli omosessuali – «Non siete normali, fatevene una ragione» – convinto che «gli eroi della Decima Mas dovrebbero essere insegnati nelle scuole» e che la remigrazione sia «uno dei diritti dell’uomo», ha deciso di mettersi in proprio. Si è fatto candidare a…
Per usare un paragone che dovrebbe piacere a Giorgia Meloni, l’estrema destra è come il Nulla nella Storia infinita di Michael Ende. Se non la combatti, dilaga. Se non sei capace di prenderne le distanze, la stai solo nutrendo. E così, l’ossessione che ha accomunato negli ultimi anni tanto la Lega che Fratelli d’Italia – quella di non avere nemici a destra – si è rivelata un clamoroso boomerang.
L’ex generale Roberto Vannacci, già autore del bestseller Il mondo al contrario, propagatore di idee razziste e xenofobe, autore di insulti contro gli omosessuali – «Non siete normali, fatevene una ragione» – convinto che «gli eroi della Decima Mas dovrebbero essere insegnati nelle scuole» e che la remigrazione sia «uno dei diritti dell’uomo», ha deciso di mettersi in proprio. Si è fatto candidare alle Europee dalla Lega, ha imbonito qualche parlamentare un tempo fedele a Salvini, ha sfilato a Pontida tra gli applausi, ha preteso l’incarico di vicesegretario senza aver fatto un banchetto in vita sua, ma ora dice: ballo da solo. E – testuale – «chi mi ama mi segua».
Lo fa con un nome, Futuro Nazionale, che non si sa se ricordi di più Forza nuova o il Front national di Le Pen padre. Lo fa pronto a sedersi in Europa con i neonazisti dell’Afd. E con un programma politico pubblicato su Twitter che è un compendio di neofascismo: la Patria e lo Stato vengono prima del diritto; gli immigrati non potranno mai essere italiani, anche se entrano legalmente, lavorano e non delinquono; la famiglia è solo quella composta da un uomo e una donna; se entri in casa mia o mi aggredisci devi essere pronto a morire perché la difesa è sempre legittima. Sono cose già orecchiate nella Lega modello Salvini, solo un po’ più estreme. «La mia non è una destra moderata», rivendica Vannacci, cui va riconosciuto il dono della chiarezza.
Ma a questo punto, quel che è interessante non è cosa farà l’ex generale, se si unirà o meno a Casapound con cui condivide il progetto di deportare gli immigrati, se riuscirà a convincere qualche parlamentare in più dei tre già sedotti. Quel che conta è cosa farà la maggioranza di governo. Il generale si considera un interlocutore del centrodestra. Tradotto, vuole sedersi al tavolo e spartirsi la torta. Se non glielo consentiranno, la sua candidatura alle politiche del 2027 – già annunciata – potrebbe essere un problema per la riconferma della maggioranza. Bastano un due o un tre per cento a cambiare gli equilibri, a prescindere da quale sarà la legge elettorale con cui si andrà al voto. Ma se la Lega per ora offesa, i Fratelli d’Italia confusi e la Forza Italia di centro solo a parole decideranno di tenerlo dentro, il problema lo avrà il Paese.
In Germania, quel che finora ha tenuto al riparo le istituzioni democratiche è stato il cordone sanitario eretto contro Alternative für Deutschland. Cosa farà Giorgia Meloni? Cosa dirà a un atleta italiano di colore che vince una medaglia d’oro alle Olimpiadi, se deciderà di sposare le idee di Vannacci e di trattare con quelle idee? Cosa inserirà nei decreti sicurezza, dove già si programmano scudi penali per gli agenti e fermi preventivi che sanno di ventennio? Tornerà indietro sulla legge sul femminicidio, visto che Vannacci non pensa debba esistere alcun tipo di aggravante per chi uccide la propria compagna o la propria ex? Emanerà un editto per cui le donne saranno invitate a stare a casa e badare alla famiglia, invece di togliere lavoro agli uomini e trascurare i figli? È davvero pronta a discutere di remigrazione, come neanche un nazista dell’Illinois? E infine, come potrà giustificare in Europa la permanenza nella sua coalizione di un personaggio che, tra Putin e Zelensky, sceglierebbe Putin? E che crede che Mussolini sia stato uno statista (sempre che lei ci abbia ripensato) e che il fascismo sia stato di fatto democratico, con la marcia su Roma ridotta a poco più che una manifestazione di piazza?
È inutile fare domande a Vannacci. Le risposte si possono già trovare nei deliri di Aleksandr Dugin sulla decadenza della civiltà occidentale o nel peggio dell’estrema destra europea. Le domande vanno fatte a Meloni, Salvini, Tajani. E le risposte stavolta vanno pretese, a difesa della democrazia.