ROMA – Non «la vita reale» degli italiani, ma le toghe da intimidire o il comico di Sanremo da inseguire. Non «i problemi di ogni giorno», la sanità, il caro vita, salari bassi e lavoro precario, su cui i cittadini sono rimasti soli, ma la caccia al nemico per non fare i conti con i vuoti di tre anni di governo. Non «una riforma che migliori la giustizia», ma «una legge di revisione costituzionale per avere mani più libere». Meloni scappa dalle crisi, dice Elly Schlein, da Padova. Scende in campo anche Conte, che il 25 febbraio incontrerà il ministro Nordio per un one to one a Palermo: «Cari italiani, dei vostri problemi con la sanità, le bollette, i bassi salari a questo centrodestra interessa davvero poco». E Matteo Renzi (Iv): «Non so quanto faccia ridere Pucci, so però quanto fa ridere un governo in cui premier e vicepremier danno la solidarietà a un comico e non parlano di tasse e coltelli».
Schlein dalla tappa veneta affonda: «La presidente del Consiglio ha un obiettivo che vie…
ROMA – Non «la vita reale» degli italiani, ma le toghe da intimidire o il comico di Sanremo da inseguire. Non «i problemi di ogni giorno», la sanità, il caro vita, salari bassi e lavoro precario, su cui i cittadini sono rimasti soli, ma la caccia al nemico per non fare i conti con i vuoti di tre anni di governo. Non «una riforma che migliori la giustizia», ma «una legge di revisione costituzionale per avere mani più libere». Meloni scappa dalle crisi, dice Elly Schlein, da Padova. Scende in campo anche Conte, che il 25 febbraio incontrerà il ministro Nordio per un one to one a Palermo: «Cari italiani, dei vostri problemi con la sanità, le bollette, i bassi salari a questo centrodestra interessa davvero poco». E Matteo Renzi (Iv): «Non so quanto faccia ridere Pucci, so però quanto fa ridere un governo in cui premier e vicepremier danno la solidarietà a un comico e non parlano di tasse e coltelli».
Schlein dalla tappa veneta affonda: «La presidente del Consiglio ha un obiettivo che viene prima di tutti gli altri: vuole comandare senza controlli e limiti», mentre la sala gremita del centro congressi la accoglie con cento cartelli rossi che dicono No alla riforma Nordio-Meloni. La tappa padovana arriva il giorno dopo il decreto del Cdm che ha dovuto modificare il quesito referendario e la contestuale offensiva sferrata contro la Suprema Corte che aveva dato ragione alle richieste dei 500mila firmatari. Toni scomposti al punto da richiedere l’intervento del capo dello Stato, che al telefono richiama tutti al «rispetto» per le toghe e le loro decisioni, oltre alla nota durissima del primo presidente, D’Ascola.
«La Cassazione ha riformulato il testo, il governo ha mantenuto la data, bene così — analizza Schlein — È stata dimostrata la validità di quella raccolta firme che ha anche impedito forzature, mentre il governo anche stavolta ha strumentalizzato questo passaggio della Cassazione con degli attacchi indegni ai giudici». D’altro canto, taglia corto la segretaria dem: «Non è colpa dei giudici se non sanno scrivere le leggi. Questo governo ha approvato l’autonomia differenziata, che gli è stata smontata» dalla Consulta, vuole «il ponte sullo Stretto da 13 miliardi presi dalle tasse di tutti gli italiani» e sulla sicurezza «ha buttato dalla finestra 800 milioni per costruire delle carceri vuote, inumane e illegali in Albania, che anche la Corte di giustizia europea ha bocciato. Con quei soldi quante persone si potevano assumere nelle forze di polizia e in quante carceri si potevano evitare condizioni disumane».
Il referendum deve restare al centro, non le polemiche di giornata su cui spinge tatticamente la premier, quel voto è importante, insiste Schlein, perché «il nostro no tutela l’indipendenza della magistratura. Che serve alle cittadine e i cittadini più fragili, quelli che non hanno da soli il potere o i soldi per far valere in altro modo le proprie ragioni».
La sfida è abbracciata, la leader Pd ribadisce che è in campo, ci mette la faccia, vuole stare sul merito. Anche per questo, precisa, non si farà vedere ai Giochi: «Non andrò a nessun evento olimpico, ho fatto chiaramente i miei auguri a tutte le persone coinvolte a Milano, a Cortina, a partire dagli atleti e dal sindaco Beppe Sala. Soprattutto ho ringraziato Mattarella per come ci ha rappresentato». Adesso c’è un lavoro da fare, «massima partecipazione possibile: girerò il Paese in lungo e in largo, vogliamo portare al voto il 50 per cento dei votanti, abbiamo centinaia di banchetti in tutto il Paese». Il viaggio si chiama referendum, ma le tappe tessono il dialogo serrato con i territori, le proposte dem. «Faremo due cose insieme — assicura Schlein –Daremo ai cittadini le ragioni del nostro no. Dall’altro, siamo impegnati in un percorso di ascolto delle persone e dei loro problemi, perché Meloni continua a negare la questione salariale, sociale ed economica che c’è in questo Paese, anche qui nel nord».
Sul governo a caccia di scappatoie, batte anche Conte: «Avevo chiesto a Meloni di dirci cosa vuole fare contro il boom di cassa integrazione e la perdita di 6mila euro netti in media per i lavoratori ma nulla. Ora deve parlare di Pucci per distrarci ancora un po’ con la grancassa mediatica in mano ai partiti di maggioranza al seguito». E Renzi: «Abbiamo un mondo impazzito e l’Italia in mano a due influencer che prendono like pensando a Sanremo. Nel frattempo, secondo l’Istat, aumenta la povertà delle famiglie e crolla la produzione industriale ma la nostra premier ci parla di Sanremo».