Gaza, Tajani va in Parlamento. L’opposizione: “Fuori dal Board”
di Gabriella CeramiIl ministro degli Esteri Antonio Tajani
(lapresse)ROMA – Il fronte delle opposizioni si compatta nel dire no alla partecipazione, anche solo da «osservatore», dell’Italia al primo incontro ufficiale del Board of peace per Gaza, presieduto da Donald Trump: che con questa iniziativa lancia un avvertimento all’Onu sul ruolo che questo nuovo organismo punta ad avere sulla scena internazionale nella ricostruzione della Striscia.
Pd, M5S, Avs, +Europa, Iv e Az firmano insieme una risoluzione che sarà illustrata oggi in Parlamento dopo le comunicazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani, dedicate appunto alla partecipazione da «osservatore» dell’Italia alla riunione del Board. Dovrebbe essere lo stesso titolare della Farnesina giovedì a volare a Washington e non la premier Giorgia Meloni.
La risoluzione proposta da Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli è stata sottoscritta prima da +Europa e poi da Azione che già aveva presentato un suo testo. Poi l’unità è stata trovata in extremis.
Nel testo delle oppos…
ROMA – Il fronte delle opposizioni si compatta nel dire no alla partecipazione, anche solo da «osservatore», dell’Italia al primo incontro ufficiale del Board of peace per Gaza, presieduto da Donald Trump: che con questa iniziativa lancia un avvertimento all’Onu sul ruolo che questo nuovo organismo punta ad avere sulla scena internazionale nella ricostruzione della Striscia.
Pd, M5S, Avs, +Europa, Iv e Az firmano insieme una risoluzione che sarà illustrata oggi in Parlamento dopo le comunicazioni del ministro degli Esteri Antonio Tajani, dedicate appunto alla partecipazione da «osservatore» dell’Italia alla riunione del Board. Dovrebbe essere lo stesso titolare della Farnesina giovedì a volare a Washington e non la premier Giorgia Meloni.
La risoluzione proposta da Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli è stata sottoscritta prima da +Europa e poi da Azione che già aveva presentato un suo testo. Poi l’unità è stata trovata in extremis.
Nel testo delle opposizioni si chiede al governo di non partecipare al Board of peace, né come osservatore, né finanziariamente. «Impegna il governo - si legge nella bozza - a non aderire, né partecipare in qualunque forma al Board of peace o ai suoi lavori, al fine di non legittimare un organismo internazionale non conforme ai principi fondamentali previsti dall’art.11 della Costituzione né a quelli del diritto internazionale, e non delegittimare il ruolo dell’Onu che va rafforzato e sostenuto». Ed inoltre impegna il governo a «scongiurare, in ogni caso, qualsiasi forma di contribuzione finanziaria, diretta o indiretta, al Board of peace».
I partiti di governo chiedono invece all’esecutivo di «continuare a sostenere con il massimo impegno e determinazione, insieme ai partner europei, arabi ed internazionali, l’applicazione del Piano complessivo di pace» e «di partecipare, a tal fine, in qualità di osservatore al Board». E ancora di «predisporre un contributo nazionale complessivo per l’assistenza umanitaria alla popolazione di Gaza, la ricostruzione della Striscia e il sostegno al programma di riforme» nonché «rafforzare l’impegno nell’addestramento delle forze di polizia palestinesi» e «di continuare a sostenere ogni sforzo verso una soluzione giusta e duratura del conflitto mediorientale sulla base della soluzione a due Stati».
Ieri le opposizioni hanno preparato il terreno in vista dello scontro che oggi andrà in scena in Aula. Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, definisce «ennesima gaffe e figuraccia» quella «di un governo preoccupato soltanto di compiacere l’inquilino della Casa Bianca» perché «Tajani, per giustificare la presenza italiana ai lavori del Board, aveva tirato in ballo la Commissione europea. Che con una nota ha voluto smentirlo, precisando che non sarà presente in qualità di “osservatore”». Il riferimento è a un comunicato del portavoce della commissione, Paula Pinho, in cui si parla di «partecipazione a questo incontro proprio nel segno del nostro impegno di lunga data per l’attuazione di un cessate il fuoco a Gaza» senza mai usare il termine «osservatore». Per M5S è «la presenza dell’Italia è l’ennesimo atto di sudditanza di Meloni che degrada il Paese a vassallo degli Stati Uniti». Angelo Bonelli, co-leader di Avs, considera «grave che il Parlamento venga coinvolto solo ora, dopo annunci e retromarce». Duro il giudizio di Carlo Calenda di Azione: «Il Board è una congrega di dittatori, affaristi e approfittatori guidato a vita da Trump e affidato a Kushner, che ha presentato un progetto delirante di sviluppo immobiliare stile Palm Beach». Fermo il no anche da parte di Riccardo Magi, segretario di + Europa: «Meloni ha deciso di aderire a questo comitato di affari messo in piedi dal presidente americano svendendo i valori su cui si fonda la nostra Repubblica». Mentre Fratelli d’Italia accusa le opposizioni di voler «tenere fuori l’Italia dai tavoli che contano». Oggi la resa dei conti in Aula.