Se l’era segnato non appena pubblicata la notizia data in anteprima da Repubblica sabato scorso. Occasione troppo ghiotta per la premier, quella della prima sentenza di risarcimento nei confronti di un migrante portato nel cpr in Albania e poi liberato, per attaccare di nuovo la “magistratura politicizzata” che – secondo Giorgia Meloni – intenderebbe contrastare la politica migratoria del governo.
Meloni: "Una parte politicizzata della magistratura ci ostacola sui migranti"
Solo che, nel raccontare ai suoi followers su X la storia dell’algerino a cui è stato riconosciuto un risarcimento di 700 euro dal giudice del tribunale di Roma Corrado Bile, la premier dice cose non vere.
La prima: “il ministero dell’Interno dovrà risarcirlo con 700 euro per aver tentato di far rispettare un provvedimento di espulsione”. Assolutamente falso: il giudice ha riconosciuto al migrante alg…
Se l’era segnato non appena pubblicata la notizia data in anteprima da Repubblica sabato scorso. Occasione troppo ghiotta per la premier, quella della prima sentenza di risarcimento nei confronti di un migrante portato nel cpr in Albania e poi liberato, per attaccare di nuovo la “magistratura politicizzata” che – secondo Giorgia Meloni – intenderebbe contrastare la politica migratoria del governo.
Meloni: "Una parte politicizzata della magistratura ci ostacola sui migranti"
Solo che, nel raccontare ai suoi followers su X la storia dell’algerino a cui è stato riconosciuto un risarcimento di 700 euro dal giudice del tribunale di Roma Corrado Bile, la premier dice cose non vere.
La prima: “il ministero dell’Interno dovrà risarcirlo con 700 euro per aver tentato di far rispettare un provvedimento di espulsione”. Assolutamente falso: il giudice ha riconosciuto al migrante algerino il risarcimento per la “violazione di diritti convenzionalmente e costituzionalmente tutelati”, a cominciare da quello alla vita privata e familiare. L’uomo, infatti, da ben 19 anni in Italia, con due figli minori avuti da una compagna italiana, alle spalle 23 condanne, stava seguendo un percorso di recupero della genitorialità con il diritto-dovere di visite settimanali ai bambini che vivono nell’Italia del nord. Visite che, nel Cpr di Gradisca d’Isonzo dove era trattenuto perché irregolare, poteva tranquillamente rispettare.
Il giudice ha poi condannato la “mancata osservanza di regole di buona amministrazione da cui è derivata l’incisione dannosa della sfera privata dei diritti della persona”. Il migrante è stato infatti trasferito in Albania senza alcun preavviso, senza una motivazione da poter eventualmente appellare e senza che gli fosse mai comunicata la nuova destinazione.
Nulla a che vedere, dunque, con quanto dice Giorgia Meloni che aggiunge che l’algerino “non potrà essere trattenuto in un cpr, né trasferito in Albania per il rimpatrio. Per lui alcuni giudici hanno stabilito addirittura che non ci sarà un’espulsione”. Falso anche questo, visto che se l’algerino non fosse stato trasferito in Albania, oggi sarebbe ancora trattenuto nel Cpr di Gradisca d’Isonzo in attesa di rimpatrio, sempre che lo Stato fosse stato in grado di rimandarlo effettivamente a casa. In Friuli la sua espulsione era già stata convalidata così come il trattenimento e il rimpatrio avrebbe potuto tranquillamente essere operato da lì. Anzi, anche se non fosse stato poi liberato dopo un mese di detenzione a Gjader, per essere rimpatriato l’uomo avrebbe dovuto comunque essere prima riportato in Italia. E ancora: non è vero che i giudici hanno deciso che non può essere espulso, ma - in presenza di una nuova richiesta d’asilo fatta dall’uomo in Albania – la legge prevede che in attesa dell’esito, l’algerino debba ritornare su suolo italiano.
Infine l’ultima “perla” della premier: “Mi chiedo come si possa contrastare l’immigrazione illegale se chi viola ripetutamente la legge resta sul nostro territorio e lo stato viene addirittura sanzionato per aver provato a far rispettare le regole". Lo Stato, ovviamente, è stato condannato proprio per non avere rispettato quelle che ancora sono norme previste della Costituzione e dalle convenzioni internazionali che l’Italia ha firmato.