Prima rinviata di una settimana: dal 2 al 9 marzo. Adesso pure posticipata: in coda e non più prima del Tg2, come si era inizialmente ipotizzato, scatenando le ire dei giornalisti della testata, pronti a scioperare se fosse stata mantenuta la collocazione annunciata. Non proprio un buon viatico per la striscia quotidiana di Tommaso Cerno, il direttore del Giornale arruolato da Palazzo Chigi in Rai con una rubrica fissa - oltre le abituali ospitate a Domenica In - per irrobustire il plotone dei corifei meloniani in vista del referendum sulla giustizia.
Giovedì, dopo l’ultimo incontro fra l’azienda e la rappresentanza sindacale, ai piani alti del servizio pubblico è scattato l’allarme rosso. La redazione, contrarissima a cedere a Cerno lo slot di massimo ascolto, quello che va dalla fine di Affari Vostri (che fa da volano) all’inizio dell’edizione delle 13, la più seguita, ha infatti ribadito l’intenzione di inasprire la protesta qualora non si fosse trovata una soluzione alternativa. E…
Prima rinviata di una settimana: dal 2 al 9 marzo. Adesso pure posticipata: in coda e non più prima del Tg2, come si era inizialmente ipotizzato, scatenando le ire dei giornalisti della testata, pronti a scioperare se fosse stata mantenuta la collocazione annunciata. Non proprio un buon viatico per la striscia quotidiana di Tommaso Cerno, il direttore del Giornale arruolato da Palazzo Chigi in Rai con una rubrica fissa - oltre le abituali ospitate a Domenica In - per irrobustire il plotone dei corifei meloniani in vista del referendum sulla giustizia.
Giovedì, dopo l’ultimo incontro fra l’azienda e la rappresentanza sindacale, ai piani alti del servizio pubblico è scattato l’allarme rosso. La redazione, contrarissima a cedere a Cerno lo slot di massimo ascolto, quello che va dalla fine di Affari Vostri (che fa da volano) all’inizio dell’edizione delle 13, la più seguita, ha infatti ribadito l’intenzione di inasprire la protesta qualora non si fosse trovata una soluzione alternativa. E poiché all’indomani del caso Petrecca, la Rai tutto può permettersi tranne che un altro ammutinamento con inevitabile polverone, i vertici hanno deciso di correre ai ripari.
L’ipotesi alla quale si sta lavorando di gran lena è allora quella di spostare la controversa striscia alla fine del Tg2, che in genere chiude qualche minuto prima delle 13,30. E pazienza se a quell’ora, sulla rete ammiraglia, comincia il Tg1 firmato da un altro meloniano doc: Gian Marco Chiocci. La sovrapposizione sarebbe comunque minima, dal momento che il nuovo programma di Cerno dura in tutto tre minuti e mezzo. E in ogni caso resterebbe tutto in famiglia: quella politica della premier, che ha brigato per piazzarli entrambi nella televisione di Stato.