Il punto è politico: con il pretesto di separare le carriere, la riforma Meloni-Nordio corrode gli equilibri costituzionali, mina l’indipendenza della magistratura e rischia di ridurre la tutela dei diritti, in particolare per le donne e per le vittime di violenza. Fa insomma il contrario di quanto sostenuto dalla presidente del Consiglio, secondo cui la vittoria del sì impedirebbe la liberazione…