Lo avevano promesso quattro giorni fa (“ci asterremo o voteremo contro”) e lo hanno fatto: dieci consiglieri non l’hanno votata, e due si sono astenuti. Fratelli d’Italia e Lega. Risultato: la delibera con cui la maggioranza di centrosinistra voleva revocare la cittadinanza onoraria conferita nel 1924 a Benito Mussolini è stata respinta. Tradotto: il duce – per volontà della destra, FdI in testa - resterà cittadino onorario di Trento.
Il prevedibile finale della disputa in consiglio comunale è andato in scena nella seduta di ieri sera: l’assemblea era chiamata a esprimersi – con voto segreto e seduta a porte chiuse - sulla proposta che aveva come primo firmatario il dem Luca Filosi, seguito da altri esponenti della maggioranza del governo cittadino. “Una proposta condivisa con tutta la coalizione – aveva spiegato Filosi alla vigilia –Lavorando alla documentazione degli archivi è emerso che la cittadinanza onoraria a Mussolini non è mai stata toccata, è arrivato il momento di farlo”. E…
Lo avevano promesso quattro giorni fa (“ci asterremo o voteremo contro”) e lo hanno fatto: dieci consiglieri non l’hanno votata, e due si sono astenuti. Fratelli d’Italia e Lega. Risultato: la delibera con cui la maggioranza di centrosinistra voleva revocare la cittadinanza onoraria conferita nel 1924 a Benito Mussolini è stata respinta. Tradotto: il duce – per volontà della destra, FdI in testa - resterà cittadino onorario di Trento.
Il prevedibile finale della disputa in consiglio comunale è andato in scena nella seduta di ieri sera: l’assemblea era chiamata a esprimersi – con voto segreto e seduta a porte chiuse - sulla proposta che aveva come primo firmatario il dem Luca Filosi, seguito da altri esponenti della maggioranza del governo cittadino. “Una proposta condivisa con tutta la coalizione – aveva spiegato Filosi alla vigilia –Lavorando alla documentazione degli archivi è emerso che la cittadinanza onoraria a Mussolini non è mai stata toccata, è arrivato il momento di farlo”. E invece, esito del voto alla mano, continuerà a non essere toccata. Per la revoca dell’onorificenza al capo del fascismo servivano i quattro quinti del consiglio comunale, ovvero 32 voti. La maggioranza ne ha (aveva) 25. Facendo mancare i propri la destra ha affossato la delibera. Caduta perché priva della stampella di una maggioranza qualificata.
Ecco le motivazioni del non voto spiegate da Ilaria Goio, capogruppo di Fratelli d'Italia: "Lo diciamo per chiarire e per fugare ogni speculazione politica. Mussolini e il fascismo appartengono al passato e il partito che rappresento guarda al futuro senza nostalgismi e senza distinguo". E aggiunge: "Le cittadinanze onorarie, come le onorificenze, sono riconoscimenti legati alla persona che li riceve e, con la morte dell'interessato, esauriscono la loro funzione”. Infine: “Le istituzioni devono adottare decisioni che producano effetti reali per la comunità, non atti privi di conseguenze pratiche”. Insomma, il passato. Che però, evidentemente, la destra trentina non vuole cancellare, quanto meno non con un atto ufficiale quale è la revoca. C’era da premere un bottone: non lo hanno fatto. Né FdI né la Lega. Lega nella quale, forse, alla luce del voto, si potrebbe aprire una discussione interna, visto che il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, professa l’autonomismo del Carroccio trentino e l’antifascismo come valore (ma il capogruppo in consiglio comunale Devid Moranduzzo ha spiegato: “L’amministrazione ha provato a liquidare in due minuti una parte di storia per puro opportunismo politico”).
Nella maggioranza di centrosinistra guidata dal sindaco Franco Ianeselli c’è amarezza. "Prendiamo atto con grande amarezza e profonda delusione dell'esito della votazione – si legge in una nota firmata da Onda e Prima Trento (Patt-La Civica e Noi Trento) - Ci chiediamo se questa posizione di una parte delle minoranze nel 2026 debba essere letta come l'incapacità di prendere le distanze da una certa narrazione del fascismo che resiste ancora oggi. Siamo convinti che l'esito di questa votazione dimostri bene come ancora oggi ci sia bisogno, anche a livello locale, di prese di posizione chiare che proprio per la loro natura simbolica definiscono il perimetro valoriale della nostra comunità". Era stato proprio il primo cittadino, qualche giorno fa, a replicare al muro annunciato dalla destra. A quel generico e un po’ ambiguo “la cittadinanza è decaduta con la morte”. “Cercano scuse”, aveva detto Ianeselli.
Tanti Comuni hanno revocato la cittadinanza onoraria a Mussolini, compresa Salò recentemente. Non ci è riuscita Trento, nonostante sembrava doversi trattare sostanzialmente di una formalità. Le posizioni opposte erano già emerse settimana scorsa nella riunione dei capigruppo (ne avevamo dato conto quattro giorni fa nella rubrica “Pietre”, ndr). Una spaccatura che aveva diviso anche la comunità trentina. Per questo il voto di ieri sera era molto atteso in città. Alla fine il verdetto: su Mussolini cittadino onorario la destra ha fatto quadrato.