L’opposizione va all’attacco del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, riguardo ai suoi presunti rapporti d'affari con famiglie che avrebbero legami con la mafia.
La segretaria del Pd, Elly Schlein, commenta: “È impressionante la disinvoltura con cui il sottosegretario alla giustizia Delmastro, uno dei massimi sostenitori della riforma Nordio su cui gli italiani voteranno tra pochi giorni, si ritrova dal notaio con altri esponenti politici di Fratelli d’Italia, la vice presidente della regione Piemonte, assessori e consiglieri comunali di Biella, per fondare una società di ristorazione insieme a una ragazza di 18 anni figlia di un uomo già precedentemente indagato e poi condannato per mafia per aver fatto da prestanome per il clan Senese, ben noto nella scena criminale romana”.
La segretaria dem prosegue: “Apprendiamo dalla stampa che Giorgia Meloni sarebbe a conoscenza dei fatti addirittura da un mese. Gli italiani hanno il diritto ad avere una sua presa di posizione chiara, ma non dopo il referendum, la pretendiamo subito. Delmastro, già condannato per aver rivelato informazioni coperte da segreto a Donzelli che le ha usate per attaccare le opposizioni in aula, non poteva non sapere chi fosse la 18enne scelta come amministratrice unica della società che stava fondando, società che a quanto pare non aveva nemmeno dichiarato come da obblighi di trasparenza. Meloni la smetta di difendere i suoi e cominci a difendere la dignità delle istituzioni e gli interessi italiani”.
Per Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, "ci troviamo di fronte a una situazione di gravità inaudita. Il sottosegretario Delmastro non ha comunicato, alla Camera, come la legge prevede, il fatto che possedeva azioni di una società. Ogni deputato è obbligato a farlo. Perché non lo ha fatto?".
Mentre i rappresentanti del M5S nelle commissioni Antimafia dicono: "Il sottosegretario Andrea Delmastro già doveva lasciare il suo posto al governo per l'accusa e la condanna in primo grado per rivelazione del segreto d'ufficio dello stesso ministero in cui lavora, adesso la sua posizione è ulteriormente incompatibile con il ruolo di sottosegretario alla Giustizia, deve lasciare immediatamente”.
Delmastro: “Per me la mafia è una montagna di m...”
Intanto Delmastro, a margine di un incontro sul referendum, a Catanzaro, rispondendo alle domande dei giornalisti sulla vicenda, afferma: "La mafia per me è una montagna di merda".
"Lo testimonia - sottolinea - tutta la mia vita politica, lo testimonia il livello di scorta che ho, lo testimoniano le tante e tantissime indicazioni di attentati, di tentativi di aggredire il sottoscritto da parte di tanti mafiosi che stanno negli istituti penitenziari e che, in passato, non avevano i presidi di legalità che oggi ci sono".
Poi le parole sul referendum: "Per fare carriera i giudici dovevano baciare l'anello a questa o a quella corrente con gli esiti devastanti che abbiamo visto. E infine l'alta corte di disciplina perché chi sbaglia paga anche se porta una toga".
"Mai più una giustizia domestica e talvolta addomesticata, e mai più il privilegio di autogiudicarsi per poi fatalmente autoassolversi", sottolinea.