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Mattarella: “Europa dica no a una guerra senza sbocco. Sovranismo assoluto insofferente a regole”

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La lectio magistralis del capo dello Stato all'università di Salamanca
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SALAMANCA – “Le fondamenta dell’Europa – primazia del diritto, dignità umana, solidarietà, libertà, valori civili – non cederanno agli attacchi di quanti vorrebbero smantellare la costruzione europea”.

E quindi l’Europa dica no alla guerra. A questa guerra. “All’ampliamento dei conflitti, a una perenne instabilità”. Ma anche alla distruzione del multilateralismo, “alla visione contrattualistica fondata sulla competizione”. L’Europa deve avere “il coraggio di proporre una visione alternativa alla legge del più forte: tocca saper dire di no”.

L’ha detto oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricevendo il dottorato honoris causa in filologia dall’università di Salamanca. In una lectio magistralis ricca di rimandi storici e letterari, da Cervantes a Machiavelli, da Primo Levi a Maria Zambrano, ha nuovamente difeso le Nazioni Unite, che nell’ultimo conflitto di Trump e Netanyahu all’Iran - sono state nuovamente scavalcate. E ha invitato l’Europa a reagire, a difendere i prop…

SALAMANCA – “Le fondamenta dell’Europa – primazia del diritto, dignità umana, solidarietà, libertà, valori civili – non cederanno agli attacchi di quanti vorrebbero smantellare la costruzione europea”.

E quindi l’Europa dica no alla guerra. A questa guerra. “All’ampliamento dei conflitti, a una perenne instabilità”. Ma anche alla distruzione del multilateralismo, “alla visione contrattualistica fondata sulla competizione”. L’Europa deve avere “il coraggio di proporre una visione alternativa alla legge del più forte: tocca saper dire di no”.

L’ha detto oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricevendo il dottorato honoris causa in filologia dall’università di Salamanca. In una lectio magistralis ricca di rimandi storici e letterari, da Cervantes a Machiavelli, da Primo Levi a Maria Zambrano, ha nuovamente difeso le Nazioni Unite, che nell’ultimo conflitto di Trump e Netanyahu all’Iran - sono state nuovamente scavalcate. E ha invitato l’Europa a reagire, a difendere i propri valori, le proprie radici civili: “Se perdessimo di vista i nostri obiettivi saremmo sconfitti, come già Seneca ammoniva: Ignoranti quem portum petatnullus suus ventus est”. Per chi ignora in quale porto approdare non vi sono venti favorevoli. Noi sappiamo dove approdare: ce lo indicano i trattati dell’Unione europea”.

Parole nettissime, con riferimento alla guerra nel Golfo. Di assoluta condanna. Quella in corso è una guerra “di cui non si intravede lo sbocco, con gravissime conseguenze sulle popolazioni”.

È in corso anche “lo smantellamento del sistema di controllo degli armamenti”.

Tutto nasce da “un’insofferenza crescente rispetto alle regole pattuite e agli impegni che ne derivano, liberamente sottoscritti dagli Stati”. Ciò avviene “in nome di un presunto sovranismo assoluto”. Il mondo sta andando “in una sconfortante direzione. Dall’assalto russo all’Ucraina in poi si è intensificata la convinzione che l’aggressione possa essere regolarmente praticata nei rapporti internazionali”.

Ha ricordato che “l’articolo 2 della Carta dispone che iI membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato, o in qualunque altra maniera incompatibile con i fini delle Nazioni Unite”.

Sono possibili solo due eccezioni: la legittima difesa e le misure autorizzate dal Consiglio di Sicurezza. “Una norma che definisce i confini della legittimità del potere politico nei rapporti internazionali, rimuovendo la pretesa che la sovranità degli Stati possa consistere nel diritto di muovere guerra”.

Invece “si assiste alla delegittimazione delle Corti internazionali e dei loro giudici, negando il valore del diritto internazionale, rimuovendo la storica scelta di civiltà di predisporre autorità preposte a verificarne il rispetto e sanzionarne le violazioni”.

Quel che sta avvenendo in questi anni “in cui assistiamo a progressivi atti di erosione del divieto di muovere guerra nelle contese internazionali”.

Siamo dentro “un vuoto”.

“Una terra di nessuno”.

L’Europa ritrovi “l’ambizione dei leader che nel 1951” misero al centro della costruzione europea la pace”.

Prima c’era stata la laudatio del professor emerito dell’Università, Vicente Gonzales Martin, che ha citato la sicilitudine di Sciascia, che dedicò alla Spagna – alla guerra civile spagnola - uno dei suoi racconti più vividi, L’Antimonio.

In precedenza Mattarella, sotto un sole già primaverile, aveva fatto una passeggiata per le vie della bellissima Salamanca, la cui università è una delle più antiche d’Europa. Davanti al Palacio de Anaya, sede della facoltà di filologia, il presidente ha fatto un breve saluto agli studenti italiani. In 450 hanno scelto Salamanca come meta dell’Erasmus, è una città di 140mila abitanti, con una piazza centrale – Palaza Major – tra le più belle di Spagna, e le due cattedrali unite, quella vecchia e quella nuova, che meritiamo la visita. Il re e Mattarella si sono inoltrati nel centro, fermandosi anche in un bar. Quindi hanno raggiunto la sede storica dell'Università per la cerimonia di conferimento dell'onorificenza di dottore honoris causa in filologia dell'università. Nel dicembre del 2024 re Felipe aveva ricevuto un dottorato honoris causa in Scienze sociali e statistiche dall’Università Federico al Teatro San Carlo. In quell’occasione aveva celebrato gli 800 anni dell’ateneo con un discorso europeista, alla presenza del Capo dello Stato. In quell’occasione Felipe disse: “Senza la Spagna non si può comprendere Napoli, e senza l’Italia, e concretamente, Napoli, non è possibile comprendere la Spagna”.

Agli studenti Mattarella ha detto: “Nella conoscenza troverete strumenti per esercitare l’indispensabile spirito critico: vi darà la forza di essere quel vento che non conosce confini, com’è proprio alla conoscenza. Il vento di cui il mondo ha bisogno”.

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