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Il mistero delle quote vendute da Delmastro. La figlia di Caroccia: “Io titolare a mia insaputa”

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La figlia del prestanome del boss Senese, tramite il legale, sostiene di essere al timone del ristorante “a sua insaputa”
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C’è soltanto una certezza nella storia de Le 5 Forchette srl e della Bisteccheria d’Italia, le società passate per le mani dell’ormai ex sottosegretario Andrea Delmastro: nessuno sa nulla. O almeno così dicono. Delmastro non sapeva che l’oste che serviva ai loro tavoli fosse imputato in un processo per mafia. Non sapeva che Mauro Caroccia – padre di Miriam, la diciottenne con cui aveva avviato l’attività – avesse riciclato denaro del clan Senese. Non lo conosceva nemmeno l’ormai ex capo di gabinetto, Giusi Bartolozzi. Né i dirigenti del Dap che andavano a cena. Miriam, invece, racconta oggi di non sapere di aver acquistato le quote dai politici di FdI. Né, soprattutto, di averle mai pagate. È questo il quadro che emerge dalle dichiarazioni dei protagonisti di una vicenda che è costata la poltrona all’ex sottosegretario. Un intreccio di versioni che si smentiscono a vicenda e che riportano sempre allo stesso punto: una catena di passaggi societari che nessuno, a sentire i diversi soci,…

C’è soltanto una certezza nella storia de Le 5 Forchette srl e della Bisteccheria d’Italia, le società passate per le mani dell’ormai ex sottosegretario Andrea Delmastro: nessuno sa nulla. O almeno così dicono. Delmastro non sapeva che l’oste che serviva ai loro tavoli fosse imputato in un processo per mafia. Non sapeva che Mauro Caroccia – padre di Miriam, la diciottenne con cui aveva avviato l’attività – avesse riciclato denaro del clan Senese. Non lo conosceva nemmeno l’ormai ex capo di gabinetto, Giusi Bartolozzi. Né i dirigenti del Dap che andavano a cena. Miriam, invece, racconta oggi di non sapere di aver acquistato le quote dai politici di FdI. Né, soprattutto, di averle mai pagate. È questo il quadro che emerge dalle dichiarazioni dei protagonisti di una vicenda che è costata la poltrona all’ex sottosegretario. Un intreccio di versioni che si smentiscono a vicenda e che riportano sempre allo stesso punto: una catena di passaggi societari che nessuno, a sentire i diversi soci, controllava davvero.

Al centro c’è la Le 5 Forchette srl, società fondata a Biella nel dicembre 2024 dallo stesso Delmastro insieme con altri esponenti del partito di governo e alla figlia di un uomo condannato in via definitiva per aver ripulito i soldi del clan Senese di Roma, uno dei più pericolosi del Paese. Gli atti raccontano una sequenza di operazioni di cui è difficile comprendere la logica imprenditoriale. Secondo la versione dell’ex sottosegretario, la cessione avviene dopo l’arresto del padre della ragazza. Ma le date non coincidono. E, soprattutto, non coincidono i racconti. Perché gli stessi atti, sottoscritti da un commercialista di Biella – feudo politico di Delmastro – indicano che, nella prima settimana di marzo, la diciottenne avrebbe versato 5mila euro in contanti per acquistare le quote dei soci politici. Un passaggio che l’avvocato della diretta interessata mette in discussione. «Abbiamo scoperto solo l’altro ieri di essere titolari del 100% delle quote. Chi le ha comprate? Chi ha pagato?», chiede il penalista Fabrizio Gallo. «Sappiamo che prima erano state trasferite alla G&G, riconducibile a Delmastro, e che la mia assistita si è ritrovata poi amministratore unico. A sua insaputa».

Un nodo che apre un problema ulteriore. Perché una srl comporta obblighi, scadenze, responsabilità. E se questi non vengono rispettati, a risponderne è l’amministratore. In questo caso, una ragazza di 18 anni che sostiene di non sapere nulla. «Chi è il commercialista? Cosa è accaduto? Cosa dobbiamo fare? Dove sono le visure contabili? Noi non sappiamo niente», insiste il legale.

Sul fondo resta la questione decisiva: i soldi. È difficile immaginare che una diciottenne disponesse delle risorse necessarie per rilevare le quote dei soci politici. A muovere i fili, secondo quanto emerge, sarebbe stato il padre, Mauro Caroccia, che nel ristorante lavorava senza un contratto regolare ed era considerato l’oste di fiducia di Delmastro. Eppure proprio su di lui si concentrano ora le domande dei pm dell’antimafia: da dove arrivavano quei soldi? Caroccia, da tempo, non navigava in buone acque: il suo primo ristorante era stato incendiato due volte, con sequestri e pandemia che avevano aggravato la situazione. Ci sono cause civili per affitti non pagati e richieste di sfratto. In questa storia in cui nessuno sa nulla, la provenienza del denaro resta uno dei misteri più grandi.

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