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Santanchè nel bunker toscano: “La mia storia non finisce qui”

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Nel buen retiro in Versilia passeggiata e cena con il compagno Kunz: voci su nuovi investimenti in zona e contatti con Vannacci
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La “Casina rossa” in realtà è una villa nel cuore del parco della Versiliana, accanto al Fiumetto, un tipico fosso da pineta toscana. Eccolo il rifugio di Daniela Santanchè dopo le dimissioni forzate da ministra. Un vecchio rudere trasformato in una magione, intestata al figlio Lorenzo Nazzaro; da fuori si vede la luce della cucina accesa, se però si suona al citofono non risponde nessuno.

Ma lei è arrivata qui due sere fa appena consumata la batosta romana, conferma un vicino abituato al viavai di scorte e personaggi più o meno noti a cavallo tra politica e jet set che hanno calcato le scene del posto; cena col compagno Dimitri Kunz d’Asburgo e ieri, altra giornata, per la ormai ex ministra c’è stata una veloce passeggiata — tira vento forte e fa freddo — e poi di nuovo a casa, anche questa oggetto di carte bollate per presunti abusi edilizi. Quiete abitativa e vita spericolata, almeno con le regole urbanistiche.

La “Casina rossa” in realtà è una villa nel cuore del parco della Versiliana, accanto al Fiumetto, un tipico fosso da pineta toscana. Eccolo il rifugio di Daniela Santanchè dopo le dimissioni forzate da ministra. Un vecchio rudere trasformato in una magione, intestata al figlio Lorenzo Nazzaro; da fuori si vede la luce della cucina accesa, se però si suona al citofono non risponde nessuno.

Ma lei è arrivata qui due sere fa appena consumata la batosta romana, conferma un vicino abituato al viavai di scorte e personaggi più o meno noti a cavallo tra politica e jet set che hanno calcato le scene del posto; cena col compagno Dimitri Kunz d’Asburgo e ieri, altra giornata, per la ormai ex ministra c’è stata una veloce passeggiata — tira vento forte e fa freddo — e poi di nuovo a casa, anche questa oggetto di carte bollate per presunti abusi edilizi. Quiete abitativa e vita spericolata, almeno con le regole urbanistiche.

Il famoso Twiga, altro luogo del cuore da lei creato e fondato assieme a Flavio Briatore, non è lontano ed è ormai una storia del passato, ceduto a Leonardo Del Vecchio, l’erede della Luxottica. Quell’avventura imprenditoriale è finita, ma tra Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi si assicura che la “Santa” ha qualche altra idea in canna per la zona. Ma oggi il mare d’inverno è un altro mondo, spoglio. E nonostante lo zuccherino di Giorgia Meloni, cioè la nota diramata in serata dove la si ringraziava per la «grande dedizione», è l’ora del risentimento. Nella sua prima casa, cioè a Milano e la Lombardia, è tutto un vociare per le parole vagamente “maliziose” vergate nella sua lettera, su lei che ha pagato per conti anche non suoi. Dentro FdI la sconfitta al referendum e la resa dei conti interna rischia di aprire antiche inimicizie tra colleghi, o camerati. Nel chiacchiericcio viene tirato in mezzo Carlo Fidanza, eurodeputato e capo della delegazione a Bruxelles, uomo forte della fiamma e papabile per la corsa alla guida della Regione quando Attilio Fontana terminerà il mandato: a ottobre del 2023 patteggiò per un anno e mezzo in un processo in cui, assieme al deputato Giangiacomo Calovini, erano indagati per corruzione. E poi, altro nome, Augusta Montaruli, condannata per peculato nel 2021.

La considerazione che fanno dalla corrente Santanchè-La Russa è semplice: nessuna condanna, nessun rinvio al giudizio, perché quindi lei paga e qualcun altro no? Va anche detto che per la ministra uscente il partito è sempre stato un po’ croce e delizia: a fine 2023 lasciò il coordinamento regionale di FdI tra polemiche varie, accusata di non star troppo dietro ai dossier in Regione. La corrente milanese-lombarda era troppo autonoma rispetto a via della Scrofa? Veleni interni che ora risaltano fuori, anche se per adesso restano sottocoperta, e anche possibili abboccamenti che sarebbero clamorosi se portassero a qualcosa di più.

Come le chiacchiere informali di Roberto Perticone di Italy Discovery, spin off del ministero del Turismo, con esponenti di Futuro nazionale. «Noi non abbiamo avuto nessuna interlocuzione con Santanchè», fa sapere con una nota alle agenzie il deputato futurista Edoardo Ziello, che sa molto di excusatio non petita. Con Santanchè — la sua storia politica insegna, nel 2008 si candidò premier con la Destra andando contro al centrodestra di Silvio Berlusconi — non c’è mai da dare nulla per scontato. La Pitonessa, con chi gli ha parlato in queste ore, ha assicurato che non ha alcuna intenzione di mollare il partito: “Ma la mia storia non finisce qui”, sussurra.

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