La Fenice e Venezi, giù il sipario su una storia di imprudenza
di Corrado AugiasBeatrice Venezi al Teatro Verdi di Pisa
(ansa)Dunque, sembra finita. Il complesso, controverso rapporto tra il teatro La Fenice, di gloriosa tradizione, e la maestra Beatrice Venezi sembra concluso. La musicista ha rilasciato ad un quotidiano argentino dichiarazioni oggettivamente lesive della professionalità di professori d’orchestra il cui valore nessuno ha mai messo in discussione. Una storia nata male sembra così conclusa prima ancora di cominciare. Una certa cupiditas serviendi aveva spinto una serie di personaggi di governo e sottogoverno, a gettare Beatrice Venezi in un’avventura francamente sproporzionata alla sua esperienza professionale. Nessuno aveva calcolato che un conto è piazzare un dirigente inadeguato in qualche posto di comando in Rai, un altro molto diverso imporre ad un’orchestra un direttore sgradito.
Il rapporto tra professori d’orchestra e direttore è delicatissimo. Ognuno degli strumentisti è in grado di valutare quanto vale un direttore anche dopo poche battute, è stata un’imprudenza imperdonabile esporre…
Dunque, sembra finita. Il complesso, controverso rapporto tra il teatro La Fenice, di gloriosa tradizione, e la maestra Beatrice Venezi sembra concluso. La musicista ha rilasciato ad un quotidiano argentino dichiarazioni oggettivamente lesive della professionalità di professori d’orchestra il cui valore nessuno ha mai messo in discussione. Una storia nata male sembra così conclusa prima ancora di cominciare. Una certa cupiditas serviendi aveva spinto una serie di personaggi di governo e sottogoverno, a gettare Beatrice Venezi in un’avventura francamente sproporzionata alla sua esperienza professionale. Nessuno aveva calcolato che un conto è piazzare un dirigente inadeguato in qualche posto di comando in Rai, un altro molto diverso imporre ad un’orchestra un direttore sgradito.
Il rapporto tra professori d’orchestra e direttore è delicatissimo. Ognuno degli strumentisti è in grado di valutare quanto vale un direttore anche dopo poche battute, è stata un’imprudenza imperdonabile esporre la maestra Venezi ad un rischio così elevato, probabilmente si tratta di pura ignoranza delle leggi non scritte che regolano il mondo della musica. Resta da chiedersi perché lei stessa si sia lasciata andare a delle dichiarazioni oggettivamente insultanti nei confronti dell’orchestra. Si possono avanzare due ipotesi. La prima è che vedendo la situazione così gravemente compromessa mentre si avvicina il termine in cui avrebbe dovuto cominciare il suo incarico (ottobre prossimo), la maestra abbia voluto rompere con uno scatto che si potrebbe definire di dignità oltre che di salvaguardia. La seconda è che si sia trattato invece dell’ultimo gesto protervo lanciando il cuore oltre l’ostacolo, come si usa dire, e accada quello che può.
Non ho una risposta ovviamente, posso solo dire di essere contento che si sia posta fine ad una interminabile serie di polemiche con beneficio di tutti: la serenità dell’orchestra, in primo luogo, bene di interesse nazionale, la serenità della stessa maestra Venezi che avrà tempo e modo di completare curriculum e preparazione in vista di futuri incarichi. Forse le dichiarazioni al quotidiano argentino sono servite proprio a questo: cavarla d’impaccio sfilandosi bruscamente da una polemica che la stava seriamente logorando.