VENEZIA – Sorride ai giovani siberiani che in suo onore intonano canti folcloristici: «Mi piacciono i cori». Si ferma a lungo ad ascoltare i gorgheggi di gola di un cantante della Buriazia, accompagnato da ritmi techno: accenna un passo di danza. Parla fitto con Anastasia Karneeva (che lui chiama Natalia), curatrice del padiglione che il Cremlino ha voluto riaprire, aggirando le sanzioni dell’Eur…