Miele, il collezionista di poltrone: al Csm incarico da 27mila euro
di Giuliano Foschini , Andrea OssinoNon bastavano gli incarichi già ottenuti, le nomine, il prestigio accumulato in una lunga carriera ai vertici della magistratura contabile. Perché quando parla al telefono con Giacomo Saccomanno, referente della Lega in Calabria, Tommaso Miele sembra avere ancora fame di poltrone. Si vanta di avere avuto «una decina di incarichi, uno più grosso dell’altro». Ma punta a qualcosa di più. Almeno secondo gli atti dell’inchiesta in cui i pm di Roma contestano all’ex presidente aggiunto della magistratura contabile di essersi lasciato corrompere in cambio della prospettiva di nuove opportunità professionali una volta conclusa la carriera istituzionale.
Eppure le porte continuavano ad aprirsi. Il 3 aprile 2025, pochi mesi prima dei fatti contestati, il p…
Non bastavano gli incarichi già ottenuti, le nomine, il prestigio accumulato in una lunga carriera ai vertici della magistratura contabile. Perché quando parla al telefono con Giacomo Saccomanno, referente della Lega in Calabria, Tommaso Miele sembra avere ancora fame di poltrone. Si vanta di avere avuto «una decina di incarichi, uno più grosso dell’altro». Ma punta a qualcosa di più. Almeno secondo gli atti dell’inchiesta in cui i pm di Roma contestano all’ex presidente aggiunto della magistratura contabile di essersi lasciato corrompere in cambio della prospettiva di nuove opportunità professionali una volta conclusa la carriera istituzionale.
Eppure le porte continuavano ad aprirsi. Il 3 aprile 2025, pochi mesi prima dei fatti contestati, il plenum del Consiglio superiore della magistratura, su proposta del Comitato di presidenza, lo nomina al vertice del collegio dei revisori dei conti del Csm. Un incarico inizialmente gratuito. Poi arriva il pensionamento, il 23 febbraio scorso, e la situazione cambia. Miele presenta un’istanza facendo valere il nuovo status. La risposta arriva poche settimane dopo: «A seguito del collocamento a riposo quale magistrato contabile, il dottor Miele ha diritto a percepire il compenso pari a quello già riconosciuto agli altri componenti del collegio dei revisori dei conti». Tradotto: circa 27 mila euro l’anno.
Secondo gli investigatori del Ros, però, già nel 2025 l’ex magistrato stava progettando il proprio futuro. È in questo contesto che si inseriscono i rapporti finiti sotto la lente della procura. Il prezzo della presunta corruzione, scrivono i pm, sarebbe consistito «in raccomandazioni, partecipazioni ad eventi promossi dall’associazione “Accademia Calabria” (eventi nei quali era prevista la presenza di personalità in grado di favorire il Miele per le sue aspirazioni professionali e remunerative) interventi presso terzi, anche per il tramite del Rotary della Sicilia, per la carriera o il futuro lavorativo di Miele, successivamente al pensionamento». Le intercettazioni e gli accertamenti degli investigatori restituiscono il quadro di un uomo impegnato a costruire la propria seconda vita professionale. Negli atti si legge che avrebbe manifestato il desiderio di «essere nominato componente del Collegio consultivo tecnico relativo al contenzioso sul ponte sullo Stretto di un valore da lui indicato in 16 miliardi di euro».
Ma non è tutto. Sempre secondo quanto emerge dall’inchiesta, «il dottor Miele è in attesa di assumere la Presidenza di tre comitati all’interno del Gruppo Poste S.p.A». E ancora l’incarico «di consigliere giuridico del presidente della Regione Abruzzo». Fino alla prospettiva di diventare titolare «dell’incarico di direttore del pronto soccorso amministrativo 112 presso la Fondazione Gazzetta amministrativa», organismo fondato e presieduto dall’avvocato Enrico Michetti, il candidato scelto da Giorgia Meloni per sfidare Roberto Gualtieri durante le ultime amministrative della Capitale.
Anche altri enti sembrano interessati al suo profilo. La Figc, allora guidata da Gabriele Gravina, dopo alcune dimissioni interne e «ravvisata la necessità di assicurare l’operatività della Commissione delle Licenze Uefa di I Grado», decide infatti di «nominare Tommaso Miele presidente...della Commissione delle licenze Uefa di I grado».
Tutti volevano il dottor Miele. Il 5 dicembre 2025 arriva perfino la cittadinanza onoraria di Pontecorvo. Il consiglio comunale la conferisce per «riconoscere l’importante contributo offerto nel corso della sua carriera alla tutela della legalità e al buon funzionamento della pubblica amministrazione».