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Nardella: “Basta doppi giochi. Meloni scelga la Ue, non i Maga”

DARIO NARDELLA POLITICO 

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L’eurodeputato del Pd: “Una certa furbizia è pericolosa e ora è evidente la difficoltà. Le resta il cordone con la destra regressiva”
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«La strategia di Giorgia Meloni è quella del «doppiogiochismo» e con Donald Trump sta andando avanti «una pantomima». L’eurodeputato del Pd, Dario Nardella, invita la premier a collocare l’Italia «convintamente» nell’Unione europea.

Ad Ankara è andato in scena il grande freddo tra Trump e Meloni. Questa distanza è quella che voi dell’opposizione auspicavate?

«L’atteggiamento che ormai il presidente degli Stati Uniti pratica da tempo è inqualificabile, ma il punto politico è che lui reagisce così perché si sente screditato da chi, come Meloni, gli aveva garantito amicizia politica speciale e incondizionata».

È il risultato di un avvicinamento della premier all’Unione europea a scapito degli Stati Uniti?

«Ci sono due livelli. Uno è quello esterno che Meloni prova a sfruttare abilmente con un pizzico di vittimismo come ha già fatto all’ultimo G7. L’altro riguarda il fatto che in realtà gli affari tra Stati Uniti e Italia, con il sigillo governativo, non si sono interrotti anzi sono aume…

«La strategia di Giorgia Meloni è quella del «doppiogiochismo» e con Donald Trump sta andando avanti «una pantomima». L’eurodeputato del Pd, Dario Nardella, invita la premier a collocare l’Italia «convintamente» nell’Unione europea.

Ad Ankara è andato in scena il grande freddo tra Trump e Meloni. Questa distanza è quella che voi dell’opposizione auspicavate?

«L’atteggiamento che ormai il presidente degli Stati Uniti pratica da tempo è inqualificabile, ma il punto politico è che lui reagisce così perché si sente screditato da chi, come Meloni, gli aveva garantito amicizia politica speciale e incondizionata».

È il risultato di un avvicinamento della premier all’Unione europea a scapito degli Stati Uniti?

«Ci sono due livelli. Uno è quello esterno che Meloni prova a sfruttare abilmente con un pizzico di vittimismo come ha già fatto all’ultimo G7. L’altro riguarda il fatto che in realtà gli affari tra Stati Uniti e Italia, con il sigillo governativo, non si sono interrotti anzi sono aumentati. Basti pensare che l’italia ha più che raddoppiato gli arrivi di gas naturale liquido così come negli ultimi anni ha toccato il record di acquisti dalle aziende statunitensi».

Come si fa a distanziarsi da un partner storico come l’America?

«Io vedo però una certa furbizia, un doppio giochismo con Trump che però è molto pericoloso perché è evidente a tutti la difficoltà che Meloni ha in politica estera».

Trump si sente tradito per il mancato appoggio dell’Italia nella guerra all’Iran.

«I rapporti tra i due sono controversi. Meloni non ha fatto mistero di preferire l’amicizia con Trump a scapito dell’alleanza europea, ha snobbato il patto dei volenterosi indebolendo l’Europa, ha compromesso ogni tentativo francese di attuare l’agenda Draghi con gli Eurobond salvo tentare ora di fare buon viso a cattivo gioco. Il risultato finale è una politica estera pasticciata senza una coerenza chiara che ha messo a nudo anche un po’ la debolezza di Meloni che all’inizio del suo mandato aveva puntato tutto sull’autorevolezza internazionale».

Perché non è credibile?

«Non è credibile perché la sua tentazione costante è quella di rimanere fedele alla teoria Maga. Lei è Maga dipendente, prigioniera della narrazione Maga come testimonia anche il voto in Parlamento europeo in cui Ecr, la famiglia politica di cui fa parte il gruppo di Fratelli d’Italia, ha votato contro la richiesta di indagini sull’ammissibilità del gruppo Esn di cui fa parte Roberto Vannacci».

Si sta preparando a un’alleanza?

«C’è qualcosa che va oltre il semplice tatticismo elettorale del 2027, c’è un cordone ombelicale culturale con la parte più regressiva della destra. Lei, per esempio, aveva dato ordine ai suoi di disertare villa Taverna salvo poi cambiare idea in poche ore. La verità è che Meloni non ha mai avuto la capacità di scegliere se stare convintamente con l’Europa e i suoi partner o con l’America di Trump».

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