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Melonellum, le opposizioni si preparano all’aula. Martedì riunione tra i dem e sit in di +Europa

Melonellum, le opposizioni si preparano all’aula. Martedì riunione tra i dem e sit in di +Europa

Alla maratona notturna organizzata da Riccardo Magi sono invitati tutti i leader delle minoranze. Già confermati Nicola Fratoianni e Giuseppe Conte

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È l’inizio di una settimana campale per le opposizioni. Una piazza incerta per data e location. La battaglia parlamentare contro il Melonellum pronto al primo via libera a Montecitorio. E gli strascichi polemici legati all’elefante nella stanza della coalizione: il posizionamento in politica estera.

Martedì alle 9 i gruppi Pd di Camera e Senato si vedranno per fare un punto. All’ordine del giorno c’è prevalentemente la strategia d’aula sulla legge elettorale in risposta alle mosse del centrodestra. Le minoranze si muoveranno compattamente, com’è già accaduto in commissione. Se dovesse esserci un emendamento sulle preferenze del centrodestra, l’idea prevalente è ancora quella di lasciare l’aula. Così da imputare ai soli partiti della maggioranza un’eventuale bocciatura. Le opposizioni non sono convinte nemmeno dalla proposta di modifica del centrodestra sul voto ai fuorisede. Per una ragione, in particolare: il voto del lavoratore o studente lontano dal comune di residenza, varrebbe per il comune di domicilio. Per intenderci: un milanese a Roma, potrebbe votare per i candidati di Roma, non quelli di Milano. L’assetto pensato invece delle minoranze – e presentato come emendamento comune sia in aula che in commissione – prevede invece proprio opposto. Dalle 18, sempre martedì, in piazza Montecitorio partirà il sit-in di +Europa, “La notte della democrazia”. Una maratona serale contro il Melonellum mentre nel palazzo il voto entra nel vivo. Riccardo Magi ha invitato tutti i leader dell’opposizione: per ora ha dato conferma Nicola Fratoianni di Avs e il Cinquestelle Giuseppe Conte, ma è probabile che altri si aggiungano, facilitati dalla seduta notturna.

Ormai è certo invece che mercoledì 15 a Padova non ci sarà la seconda manifestazione unitaria di Pd, 5S e Avs. Proprio perché i capi partito possano presidiare Montecitorio. Formalmente, non è ancora stato fatto alcun annuncio. Le ipotesi rimangono due: uno slittamento a venerdì 17 luglio o un appuntamento alternativo a Roma, comunque il mercoledì. Di certo è chiaro l’obiettivo: non si può sbagliare, mentre ancora persiste l’eco delle polemiche post Napoli. Ieri, in un’intervista al Manifesto, il dem Goffredo Bettini ha difeso le parole del suo amico Giuseppe Conte sulla Russia: «Putin non è Hitler, non ha forza per aprire guerra in Europa». Argomentazione che ha causato l’immediato fastidio dei riformisti Pd e dei centristi. «Chiedo a chi dice, con una certa sicumera, che Putin non potrebbe aprire una guerra in Europa: ma Kyiv, scusate, dove sta? Su Marte? In Oceania?», commenta su X Filippo Sensi. «Mi fa rabbrividire questa geopolitica d’accatto mentre l’Ucraina brucia». Per Enrico Borghi di Iv, «decidersi di ergersi ad equivoco interprete di Putin nelle ore in cui gli attacchi russi in Ucraina hanno causato almeno 10 morti e 80 feriti civili, e nella settimana in cui Mosca ha minacciato di bombardare la Polonia mentre il controspionaggio italiano svelava una rete di spie al servizio di Mosca nel Paese è al tempo stesso singolare quanto intempestivo».

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