Terrore al Gay Pride di Berlino dove ieri sera un furgone è entrato nel parco cittadino di Tiergarten e ha investito la folla radunata uccidendo una donna e provocando 16 feriti di cui tre in gravissime condizioni. E mentre prosegue la caccia all’aggressore – un 21enne uscito a maggio dal riformatorio noto alle autorità e legato, secondo gli inquirenti, ad "ambienti islamisti" – l’Italia esprime solidarietà alla Germania. E, come scrive la premier Giorgia Meloni su X, “condanna e si oppone con forza a qualsiasi forma di odio ed estremismo, lavorando ad ogni livello per difendere la libertà e la sicurezza dei nostri cittadini. Un pensiero commosso ai familiari della vittima e auguri di pronta guarigione ai molti feriti. Siamo al fianco della Germania e del popolo tedesco".
A nome dell’esecutivo interviene anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, vicino al collega tedesco Johann Wadephul “per il grave attentato” e “alle vittime e ai loro familiari. L'Europa unita si schiera contro l'ombra del terrorismo, contro chi attraverso l'odio e la violenza mira a colpire la libertà dei cittadini", scrive sempre sui social il vicepremier forzista.
Per l’altro vicepremier, Matteo Salvini, “il fanatismo islamico è il problema, in Italia e in Europa. Stop a ogni concessione di spazi a realtà islamiche finché non ci sarà un accordo scritto con lo Stato italiano, come avviene da tempo per molte altre confessioni religiose".
Solidarietà è arrivata anche da esponenti di centrosinistra. Come l’eurodeputato e responsabile Diritti nella segreteria Pd, Alessandro Zan: “Ciò che è avvenuto a Berlino è una tragedia che ferisce l'intera Europa e che impone una risposta netta contro ogni forma di odio. Non è solo un atto criminale, ma un attacco ai diritti fondamentali di tutti. Il cancelliere Merz lo ha definito un attacco a tutta la società. Se lo crede davvero, alle parole seguano i fatti: la presidente del Bundestag Julia Klöckner issi subito la bandiera arcobaleno sul Parlamento tedesco, dopo averne negato l'esposizione il 17 maggio, nella Giornata internazionale contro l'omolesbobitransfobia – osserva Zan – Lo stesso Merz, proprio sulla bandiera arcobaleno, aveva difeso la scelta di non esporla per il Christopher Street Day arrivando a dire che il Bundestag ‘non è una tenda da circo’. Oggi di fronte a chi semina odio e violenza servono gesti inequivocabili. La bandiera arcobaleno non è una provocazione, ma un simbolo di diritti, libertà e democrazia che sono stati colpiti. Farla sventolare sul Bundestag sarebbe il modo più chiaro per dire che la Germania non si piega all'odio.
Secondo Matteo Renzi, “l'attacco al Pride di Berlino presenta modalità che richiamano subito gli attentati dell'estremismo islamico: il furgone sulla folla, il coltello, l'attacco alla libertà. Solidarietà ai feriti e alla famiglia della vittima. Ma non basta la commozione: il fanatismo che abbiamo vissuto drammaticamente dieci anni fa ritorna prepotente a colpire l'Europa – fa notare il leader di Italia viva – Occorrono una più profonda attività di indagine, una maggiore presenza delle istituzioni e delle forze dell'ordine e una grande battaglia culturale per contrastare il terrorismo ideologico che continua a colpirci anche oggi. Perché colpire il Pride a Berlino - come colpire una chiesa in Nigeria - significa colpire tutti noi. Tutto il nostro sostegno al cancelliere Merz e al popolo tedesco", conclude.
Il senatore di Italia viva Ivan Scalfarotto, responsabile Esteri del partito, rivolge un pensiero “alle persone colpite, alla libera città di Berlino, alla comunità Lgbtq+: un furgone contro la folla che celebrava la libertà e l'orgoglio di sé nel cuore dell'Europa laica e democratica. A noi resta il compito di vigilare senza sconti sulla laicità delle nostre democrazie e di resistere sempre alle sirene del fanatismo religioso, anche quando esso dissimula la propria intolleranza feroce dietro il linguaggio dei diritti, la grammatica dell'oppresso o una causa giusta. Gli inquirenti cercano un giovane che ritengono legato agli ambienti dell'islamismo radicale - aggiunge - quello per cui la libertà sessuale, la parità tra donne e uomini e la libertà religiosa costituiscono peccato e quindi, nella confusione che professano tra religione e politica, tra sacre scritture e codici penali, crimine".
Per il segretario di +Europa Riccardo Magi “non deve esserci spazio in Europa per il fanatismo islamico. La migliore risposta a questi attentati è andare avanti sulla strada dei diritti, conquistarne di nuovi e difendere quelli che già ci sono".