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Ucraina, Conte si smarca ancora: “No alle armi, decideremo la linea con le primarie”

Ucraina, Conte si smarca ancora: “No alle armi, decideremo la linea con le primarie”
(ansa)

Sul sostegno militare all’Ucraina il presidente del Movimento 5 Stelle non ha dubbi: “Non lo voteremo”. Sensi (Pd): “Lui il Vannacci del campo largo”

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Il nodo dell'Ucraina? “Lo scioglieremo con le primarie, faremo decidere agli italiani”. Il presidente del M5S, Giuseppe Conte, rompe gli equilibrismi del campo largo sui temi maggiormente divisivi per la coalizione e a domanda diretta, intervistato alla manifestazione PiazzAsiago, ad Asiago, risponde: “Faremo decidere gli italiani. Se dovessi essere partecipe delle primarie e vincente, il giorno dopo mi batterò in Europa per trovare una soluzione negoziale che tuteli gli interessi dell'Ucraina, che è il Paese aggredito”.

Parole a cui replica a stretto giro di boa il parlamentare Pd, Filippo Sensi, che su X scrive: “Il Vannacci del campo largo si agita, promettendo una agenda filorussa e giocando allo sfascio. Non ci riuscirà. Dovrà fare pippa. A meno che non punti di nuovo a una alleanza gialloverde. Gli italiani l’hanno già conosciuta, purtroppo. Se ne facesse una ragione”.

Ma l’arringa di Conte da Asiago prosegue: “Prima di arrivare alle primarie fisseremo dei punti imprescindibili, non negoziabili. Lei dice che il tema è che Schlein vuol sostenere il piano di riarmo, questo è un punto dirimente che va chiarito prima. I punti dirimenti sono: difesa comune europea, sanità, prestazioni sanitarie efficaci. Sulla svolta negoziale” per l'Ucraina “possiamo arrivarci tutti”.

E il leader dei 5 Stelle si mostra altrettanto netto sulla difesa comune europea: “Siamo favorevoli. Dobbiamo mettere a fattore comune un impegno per la difesa comune europea. Ma non è quella che stanno progettando Germania e Polonia, anche col piano europeo di riarmo. Afd, un partito di ispirazione neonazista, è primo nei sondaggi. La Germania si sta riarmando al di fuori di una logica europea, ma dopodomani cosa sarà? Magari avrà l'esercito più potente in mano ai neonazisti. La storia non ha insegnato nulla? Germania e Polonia si stanno riarmando ognuno per proprio conto son un piano europeo. Ci disarmiamo? Non è possibile: difesa comune europea”.

Ma sul sostegno militare all’Ucraina non ha dubbi: “Non lo voteremo – aggiunge dalla kermesse di Asiago – Per quello che riguarda aiuti e sanzioni economiche sì. Mi sembra che l'Ucraina abbia un arsenale militare super attrezzato, ci sono anche componenti di destra estrema e già c'è un mercato, ci si chiede che fine facciano quelle armi”.

E sul dialogo tra Russia e Ucraina, si dice favorevole “a una svolta negoziale che l'Europa non vuole. Piuttosto che chiamarsi volenterosi, Francia, Regno Unito e Germania, abbiamo bisogno di una coalizione europea di coraggiosi. Abbiamo bisogno di un candidato premier per la coalizione: se dovessi essere investito di questa grande responsabilità chiamerei Zelensky, lo incontrerei. Lo rassicuro: lui è aggredito, ma un attimo dopo chiamerei Putin per imprimere una svolta negoziale”.

Parole che a stretto giro sollevano un polverone di polemiche. Per il ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, Conte “è libero di stare dalla parte della Russia, dell'aggressore. Noi non partecipiamo alla guerra ma è giusto aiutare gli ucraini a difendersi. Poi se Conte decide di stare dalla parte della Russia... Magari chieda al suo alleato, il Pd, se sono d'accordo. Questa è la loro grande contraddizione. Decidano, dicano che vogliono fare in politica estera”. Sui social, invece, il leader di Azione, Carlo Calenda, attacca: “Se il Pd esistesse ancora politicamente, dovrebbe sancire oggi la fine del campo largo o costringere questo populista opportunista a fare retromarcia. Ma faranno finta di nulla. Come sempre”.

Intanto dalla piazza di Asiago Conte prosegue il suo intervento guardando ai fatti di Ceuta: la chiusura di Schengen “è stata un cosa vergognosa. Dal 2022 a oggi sono molti più i migranti arrivati in Italia che in Spagna. Gli altri paesi allora avrebbero dovuto chiuderci le frontiere. Ma siccome” Meloni ha “la spina nel fianco di Vannacci, unico paese europeo ha dato uno schiaffo alla Spagna solo per propaganda. Come ci arrivano qui quei migranti? Ceuta è in Africa. E' stata un cosa vergognosa, una mossa vannacciana, per non farsi scavalcare da Vannacci”.

Ma su Ceuta i dubbi restano: “Non voglio fare retroscena – prosegue – ma qualcosa che ha motivato” a muoversi tutte quelle persone “di punto in bianco, viene da pensare che ci sia stato. Qualcosa che non torna c'è. Il Marocco è molto vicino a Trump e Sanchez ha tenuto testa a Trump quando ha chiesto di portare le spese Nato al 5% del Pil. Sanchez ha preso posizioni assolutamente in linea con i valori dell'Europa”.

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