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Bonelli: “La contesa a due fa danni, noi non vogliamo più aspettare”

(agf)

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Il co-portavoce di Avs: “A Schlein e Conte dico: basta dualismo sulla leadership. Gli italiani ci chiedono unità. Ora acceleriamo sul programma”
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Avs ha svolto e svolge una funzione di pontiere all’interno di questa coalizione». Il co-leader di Alleanza verdi sinistra, Angelo Bonelli, ha osservato il dibattito e le divisioni del campo largo negli ultimi giorni. E adesso, però, manda agli alleati un messaggio inequivocabile: «Non intendiamo essere spettatori di un dualismo o di una contesa sulla leadership che non è compresa dagli italiani, che ci chiedono unità e un programma che affronti le emergenze di fronte a una destra che ha aggredito ferocemente i diritti sociali e ambientali e reso più poveri gli italiani».

C’è qualcosa che non funziona?

«Partirei dalle cose che funzionano, perché ritengo che siano state ingenerose le critiche di chi ha parlato di accelerazione commentando quella prima foto che ritraeva i quattro leader della coalizione. I tempi erano maturi, altro che accelerazione».

Gli ultimi giorni, però, hanno fatto emergere i punti divisivi.

«Quello che ha detto Conte sull’Ucraina e il riarmo è una posizione nota,…

Avs ha svolto e svolge una funzione di pontiere all’interno di questa coalizione». Il co-leader di Alleanza verdi sinistra, Angelo Bonelli, ha osservato il dibattito e le divisioni del campo largo negli ultimi giorni. E adesso, però, manda agli alleati un messaggio inequivocabile: «Non intendiamo essere spettatori di un dualismo o di una contesa sulla leadership che non è compresa dagli italiani, che ci chiedono unità e un programma che affronti le emergenze di fronte a una destra che ha aggredito ferocemente i diritti sociali e ambientali e reso più poveri gli italiani».

C’è qualcosa che non funziona?

«Partirei dalle cose che funzionano, perché ritengo che siano state ingenerose le critiche di chi ha parlato di accelerazione commentando quella prima foto che ritraeva i quattro leader della coalizione. I tempi erano maturi, altro che accelerazione».

Gli ultimi giorni, però, hanno fatto emergere i punti divisivi.

«Quello che ha detto Conte sull’Ucraina e il riarmo è una posizione nota, peraltro condivisa anche da Avs. Il punto è un altro».

Quale?

«Che la contesa dualista della leadership tra Schlein e Conte secondo noi rischia di essere assolutamente dannosa».

Come uscirne?

«Dobbiamo cominciare a lavorare ai contenuti e al programma. Sembrerà una banalità, ma non lo è affatto. Io uso i mezzi pubblici e incontro tante persone, studenti, lavoratori e pensionati che mi dicono “ma vi mettete d’accordo per mandarli a casa?”. Là fuori ci chiedono unità, è questo che la gente si aspetta. E il mio invito a Conte e Schlein è di accelerare sul programma, come Avs non siamo più disponibili ad attendere».

È un ultimatum?

«No, assolutamente. Ma certamente Avs, che ha il 7% dei consensi, non vuole essere spettatrice. Anzi, vogliamo avere una funzione stabilizzatrice della coalizione e speriamo che la quarta gamba si organizzi e si associ presto, con una convergenza tra Magi, Ruffini, Onorato, Spatafora, Renzi. Confido che possano trovare una sintesi per costruire questo ulteriore pezzo della coalizione, perché nel Paese reale noi siamo già maggioranza e abbiamo il dovere di allargare questa alleanza. Il punto è il programma e il confronto sui nodi maggiormente divisivi».

Ad esempio sul finanziamento del riarmo all’Ucraina?

«Su questo punto a quelli che sono turbati perché il Movimento 5 Stelle e Avs sono contro il finanziamento del riarmo, vorrei dire che la stragrande maggioranza degli italiani è contraria a un riarmo che non possiamo permetterci».

Su quali nodi dovrete confrontarvi?

«Dobbiamo investire sul lavoro, contrastare la desertificazione delle aree industriali, occuparci di una crisi climatica che in Italia ha prosciugato i fiumi, mentre migliaia di ettari di territorio vanno in fumo e in alcune zone del Paese l’acqua è razionata. Le ondate di calore hanno ucciso 15mila persone in Europa e ci confrontiamo con una destra che nega il cambiamento climatico: davvero il nostro tema può essere la contesa della leadership? Rimaniamo dell’idea che sarebbe auspicabile trovare un’intesa politica tra alleati».

Senza primarie?

«Io auspico questo, poi è chiaro che in caso di primarie chiunque vinca interpreterà il programma, non detterà la linea: per noi sarebbe irricevibile. Noi dobbiamo essere un’alleanza

progressista, democratica, ecologista e pacifista. Questo si aspettano gli italiani che guardano a noi con speranza».

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