Mattarella e la crisi migranti: “Sia rispettata la loro dignità”. Roma-Madrid, lite continua
Gabriella CeramiIl presidente della Repubblica, Sergio Mattarella
I primi controlli sono scattati ieri e saranno in vigore fino al 7 settembre. I viaggiatori in arrivo in Spagna dall’Italia, nel mezzo delle tensioni tra Madrid e Roma causate dalla crisi migratoria di Ceuta, vengono identificati attraverso carte d’identità e passaporti. Dopo aver lanciato un ultimatum, il paese iberico è passato ai fatti rispondendo così al governo italiano, che già aveva sospeso per un mese l’accordo di Schengen alle frontiere aeree e marittime.
Così, mentre i due paesi del Mediterraneo sono allo scontro aperto, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, coglie l’occasione del 70esimo anniversario della tragedia di Marcinelle, la miniera di carbone in Belgio dove morirono 262 persone, tra cui 163 immigrati italiani, per invitare tutti «a riflettere sul prezzo umano che venne pagato e ad agire affinché simili sciagure non abbiano a ripetersi e la gestione dei flussi migratori obbedisca a criteri di rispetto della dignità delle persone».
I primi controlli sono scattati ieri e saranno in vigore fino al 7 settembre. I viaggiatori in arrivo in Spagna dall’Italia, nel mezzo delle tensioni tra Madrid e Roma causate dalla crisi migratoria di Ceuta, vengono identificati attraverso carte d’identità e passaporti. Dopo aver lanciato un ultimatum, il paese iberico è passato ai fatti rispondendo così al governo italiano, che già aveva sospeso per un mese l’accordo di Schengen alle frontiere aeree e marittime.
Così, mentre i due paesi del Mediterraneo sono allo scontro aperto, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, coglie l’occasione del 70esimo anniversario della tragedia di Marcinelle, la miniera di carbone in Belgio dove morirono 262 persone, tra cui 163 immigrati italiani, per invitare tutti «a riflettere sul prezzo umano che venne pagato e ad agire affinché simili sciagure non abbiano a ripetersi e la gestione dei flussi migratori obbedisca a criteri di rispetto della dignità delle persone».
La questione è internazionale. La reciproca mossa, volta a controllare cittadini di Paesi terzi, rappresenta una ferita profonda nell’unità dell’Europa. Il commissario Ue per gli Affari interni e la migrazione, Magnus Brunner, prova a scalfire il muro che separa Giorgia Meloni e Pedro Sanchez chiamando i due ministri dell’Interno, lo spagnolo Fernando Grande-Marlaska e l’italiano Matteo Piantedosi: «Entrambi hanno confermato che i controlli alle frontiere interne sono temporanei. Ho sottolineato i progressi compiuti nella lotta all’immigrazione clandestina e che la fiducia tra gli Stati membri è la nostra risorsa più preziosa». Il commissario garantisce che le autorità spagnole hanno assicurato che gli eventi di Ceuta, quando migliaia di persone a fine luglio sono entrate nell’exclave spagnola dal Marocco, «non avranno ripercussioni durature sullo spazio Schengen. Ecco perché dall’Italia giungono segnali secondo cui i controlli potrebbero essere presto revocati». Tuttavia ieri l’Italia ha alzato ulteriormente i toni e la Farnesina ha parlato «di ritorsione da parte della Spagna».
Il forzista Maurizio Gasparri tira le parole del commissario europeo dalla sua parte: «Brunner richiama la Spagna a un comportamento più responsabile, evidenziando il rischio che alcune scelte delle autorità spagnole possano avere delle ricadute negative sullo spazio Schengen». E il portavoce azzurro, Raffaele Nevi, molto vicino al ministro degli Esteri, Antonio Tajani, conferma che Forza Italia «ha condiviso la scelta di sospendere Schengen. Noi siamo sempre contro l’immigrazione clandestina».
A Ceuta intanto, secondo Madrid, dei circa 72.000 arrivati a nuoto o via terra a fine luglio 70.000 migranti sono rientrati in Marocco. In città ne restano invece tra gli 8 e gli 11 mila, secondo il presidente-sindaco Juan Vivas, del Partido Popular, che ha chiesto al governo centrale di Sanchez di accelerarne i rimpatri e rafforzare il dispiegamento di polizia e Guardia Civil per impedire il ripetersi di un nuovo afflusso di massa. Secondo le ong però ci sarebbero anche 3500 migranti nascosti. E i morti sarebbero arrivati a 141, considerati i corpi ripescati in mare su entrambi i versanti della costa.
E se il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, dice che lui avrebbe «blindato le frontiere», Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, chiede invece al governo italiano di interrompere «subito questa buffonata della sospensione di Schengen con la Spagna, che ha aperto una crisi diplomatica pericolosa». Angelo Bonelli, co-leader di Avs, sostiene che Meloni abbia «aperto un’inutile quanto dannosa crisi con la Spagna per cercare di recuperare consensi in Italia». E Nicola Fratoianni aggiunge che «su Ceuta la propaganda cinica del governo italiano ha prodotto quello che era immaginabile: un boomerang che pagheranno gli italiani e le italiane». E il segretario di +Europa Riccardo Magi vede una presidente del Consiglio «isolata in Europa anche sulla gestione dei migranti». Il leader di Azione, Carlo Calenda, parla anche lui di «buffonata tra Italia e Spagna mentre il mondo va a fuoco. Se vogliamo contare qualcosa noi europei dobbiamo lavorare insieme».