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“Il governo vuole sostituirmi”. Per Report l’ipotesi Gomez

(ansa)

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Il conduttore lancia l’allarme sul suo futuro ma lavora alla nuova stagione. In Rai in pole il nome del giornalista del Fatto
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Sigfrido Ranucci non ha la minima intenzione di fare passi di lato rispetto alla conduzione di Report, anche se in Rai già si pensa al dopo, a chi potrà prenderne il posto. Il giornalista vittima di un attentato — ma anche della sua amicizia con Valter Lavitola — sui social scrive «vogliono sostituirmi» e rilancia la lettera che Sandro Ruotolo, responsabile informazione del Pd, ha inviato alla vicepresidente della Commissione europea Henna Virkkunen per richiamare l’attenzione sulle dichiarazioni del vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, che di Ranucci chiede la destituzione. Perché in base al Media Freedom Act non può essere un leader politico «a decidere il futuro professionale di un giornalista della Rai. E non può essere il governo a stabilire chi debba o non debba condurre un programma del servizio pubblico».

Sigfrido Ranucci non ha la minima intenzione di fare passi di lato rispetto alla conduzione di Report, anche se in Rai già si pensa al dopo, a chi potrà prenderne il posto. Il giornalista vittima di un attentato — ma anche della sua amicizia con Valter Lavitola — sui social scrive «vogliono sostituirmi» e rilancia la lettera che Sandro Ruotolo, responsabile informazione del Pd, ha inviato alla vicepresidente della Commissione europea Henna Virkkunen per richiamare l’attenzione sulle dichiarazioni del vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, che di Ranucci chiede la destituzione. Perché in base al Media Freedom Act non può essere un leader politico «a decidere il futuro professionale di un giornalista della Rai. E non può essere il governo a stabilire chi debba o non debba condurre un programma del servizio pubblico».

Le pressioni del centrodestra per cacciare Ranucci sono in chiaro, e da mesi, con in testa Fratelli d’Italia; nel mentre, il comitato etico della tv pubblica in un documento per l’ad Giampaolo Rossi ha messo in fila le reali o presunte violazioni del codice etico della Rai commesse dal conduttore. Ma non ci saranno decisioni di sorta a breve, anche perché — si commenta nei corridoi della direzione generale a Roma — un eventuale cambio alla guida di Report comporta il coinvolgimento di più uffici, da quello del personale a quello legale. Non solo c’è da pensare con chi sostituire Ranucci, ma anche come ricollocarlo, per dire.

La trasmissione di inchiesta riparte il 9 novembre, il tempo per gestire un avvicendamento di corsa a cavallo di Ferragosto non c’è. E questo al netto del fatto che, come detto, il titolare della conduzione è già al lavoro per il nuovo ciclo di puntate, convinto che non ci sia alcuna ragione per fermarsi. «Nel mare di indiscrezioni, supposizioni e interventi politici a gamba tesa che accompagnano le richieste di rimozione di Ranucci — è la posizione dei componenti del cda designati dalla minoranza di centrosinistra, Roberto Natale e Alessandro di Majo — c’è una questione che va tenuta ferma: il suo rapporto con Lavitola ha condizionato o meno la scelta di alcuni dei temi o dei contenuti di Report? Crediamo debba essere questo il tema al centro delle valutazioni che farà in questi giorni l’ad. È qui che si misura la credibilità professionale del giornalista, sulla base di fatti concreti e non di supposizioni».

Dopodiché, al di là della diatriba politica, degli sviluppi dell’inchiesta e della resistenza di Ranucci, c’è la redazione del programma che vive ormai settimane di grande preoccupazione e dove il dialogo con il conduttore, salvo casi specifici, si è interrotto. La soluzione interna per la successione sarebbe la più gradita: ad esempio Giorgio Mottola o Giulia Innocenzi, il punto è che le professionalità di livello in squadra sono numerose. Un ex del programma come Alberto Nerazzini (autore dello scoop sulla “Bisteccheria d’Italia” di Andrea Delmastro) può essere una opzione. Tra i nomi esterni, è gettonato quello di Peter Gomez, che però parte il 19 settembre con un altro programma in Rai. Davanti al direttore del sito del Fatto quotidiano «anche i 5 Stelle non potrebbero che accettare», è il ragionamento che si fa a destra. Più difficile ancora Federico Ruffo, impegnato con Mi manda Rai 3, non gradito alla redazione. Che, informalmente, verrà sondata dai dirigenti Rai per trovare una soluzione che possa accontentare tutti.

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